Patrizia Barbieri punta al bis “Piacenza mai così attrattiva. Cambiare l’area del nuovo ospedale significa perdere soldi”

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PATRIZIA BARBIERI

“Penso sia innegabile che Piacenza oggi abbia un’attrattività che prima non aveva. Piacenza a volte non è conosciuta nemmeno dai piacentini. Oggi si può dire che richiama migliaia di turisti, un dato importante visto che è stato realizzato con una pandemia in corso”. Risponde così alle accuse di immobilismo, relativamente ai suoi primi cinque anni di mandato, Patrizia Barbieri, 62 anni, sindaco uscente di Piacenza e nuovamente candidata alla guida della città con il sostegno di una coalizione di centro destra. Il 12 giugno, giorno delle elezioni, si avvicina e allora Barbieri rivendica le cose fatte per Piacenza dalla sua amministrazione. Rimarcando che, a sparigliare piani e progetti, di mezzo ci si è messa anche una pandemia.

“Le persone mi dicono di andare avanti” – “Mi ricandido per finire il grande lavoro iniziato cinque anni fa – afferma -. A darmi la forza i tanti messaggi delle persone che mi dicono di andare avanti. Mi spiace che nei giudizi su questa amministrazione non si tenga in considerazione che ha potuto operare per due anni e mezzo perché per il resto è stata gestione dell’emergenza covid, che tra l’altro non è finita”. Cultura e turismo, ma non solo. Secondo Barbieri, negli ultimi cinque anni Piacenza ha fatto passi avanti in tanti campi. “Penso, ad esempio, alla mostra sul Klimt. Il primo contatto con Artemisia è stato il 9 febbraio 2020, il 19 era già qui per concordare la mostra e le attività collaterali. Siamo riusciti a tenere la barra dritta e il successo è sotto gli occhi di tutti. È frutto di un lavoro straordinario e di un gioco di squadra. Avremmo invece voluto chiudere altre partite che non è stato possibile non per colpa nostra, come Piazza Cittadella. Naturalmente è uno degli obiettivi, ma non dipende solo da noi. Ci sono questioni talmente ingarbugliate, che non è facile affrontare. Il cruccio è di non essere riusciti ad abbattere l’ex biglietteria perché è dentro il contratto e dunque non è nella disponibilità del Comune”.

I “nodi” Pertite e Polo del Ferro – Le questioni irrisolte non finiscono qui: ci sono, ad esempio, quelle che riguardano la Pertite e il Polo del Ferro. “Facciamo chiarezza – precisa Barbieri -. Sulla Pertite c’è una bozza di protocollo che le autorità militari tardano a mandare. Io ho sempre pensato che la Pertite andasse acquistata con il federalismo culturale. Il ministero, invece, ha indicato la rotta della permuta con il trasferimento della pista prova carri. Io non ho problemi, ma l’importante è che la comunità non ci rimetta. La Difesa dice che la bozza di protocollo è pronta, che le forze armate hanno dato l’assenso e che quindi sarebbe di imminente spedizione. A questo punto presumo lo faranno dopo le elezioni. Sul Polo del Ferro poco dopo il nostro insediamento abbiamo scoperto che la convenzione in essere con privati che conteneva obblighi ben precisi è scaduta nel 2017. Ci siamo messi a lavorare. Il progetto esiste, è stato già validato, ma nessuno ce lo consegna perché Rfi dice che è di un privato, del Consorzio. Il Consorzio dice che è di un altro. Quest’ultimo soggetto dice che l’accordo con il consorzio non è perfezionato. Possibile che la Regione non ci possa dare i soldi per il progetto? Se non abbiamo il progetto esecutivo non possiamo fare gli espropri. Questo non mi sembra frutto di grande collaborazione. Io senza la gara non affido nulla a nessuno”.

“Abbiamo portato a casa 76,5 milioni di risorse” – Altre partite sono però state chiuse. “Oltre che sulla cultura sono state fatte tante cose anche sul sociale – rivendica il primo cittadino uscente -. Tanti progetti. In generale aver portato a casa 76,5 milioni di risorse non mi pare una banalità. Così come non è una banalità che nel 2023 inizieranno i lavori per il nuovo campus scolastico all’ex Laboratorio Pontieri. Non è una banalità aver portato a casa l’ex ospedale militare come sede della facoltà di medicina in lingua inglese. Non è una banalità aver intercettato i fondi Pinqua per la Farnesiana o Cascina San Savino o la Manifattura Tabacchi”.

“Nuovo ospedale, cambiare significa perdere soldi” – Altra pratica che sembra ben avviata è quella del nuovo ospedale. C’è chi però, come la candidata Katia Tarasconi, vorrebbe cambiare l’area della costruzione. “Voglio ricordare – dice Barbieri – che io dalla Regione ho avuto un termine indifferibile che era giugno 2021. Se entro quella data non veniva chiusa la variante, si sarebbero perse le risorse. Abbiamo svolto un lavoro immane. Chi ci aveva preceduto voleva l’ospedale alla Pertite, contrastato da gran parte della città. L’ospedale è regionale. Come ho spiegato a Tarasconi, le aree se le deve intestare la Regione, non il Comune. È stato fatto un tavolo tecnico partito da uno studio di fattibilità che Baldino (l’allora direttore generale dell’Ausl di Piacenza, ndr) volle sottoporre come base per andare a incrociare le zone migliori. Oggi tutti gli ospedali li fanno fuori città, è una esigenza che nasce da un modello ospedaliero. È legittimo tutto, ma non sarebbe serio cambiare dopo che la Regione diede termini perentori. Cambiare per me significa perdere i soldi, di questo sono sicura”.

Al futuro – quello certo e più vicino delle elezioni e quello, ipotetico, del secondo mandato alla guida della città – Barbieri guarda con fiducia. “Sono stati cinque anni difficili ma c’è la voglia di portare a casa ancora dei risultati, di vedere completati i nostri progetti – spiega -. Vogliamo finire quello che abbiamo iniziato. Quando per strada ti fermano gli anziani o le famiglie e ti chiedono di andare avanti, ecco, questo mi dà molta forza. Se si lavora come adesso – conclude – si può ancora vincere al primo turno”.

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