
La candidatura a primo cittadino di Piacenza non era nei suoi piani, ma oggi appare più che mai determinata a guidare la città nei prossimi cinque anni: sostenuta da una coalizione di centro sinistra che mette insieme sei liste, Katia Tarasconi, 48 anni, si avvicina all’election day del 12 giugno con le idee chiare. “Quando ho ricevuto la richiesta di candidarmi come sindaca mi sono sentita quasi in dovere di dare la mia disponibilità – afferma -. Rifiutare sarebbe stato egoista. Ho quindi accettato, ma alle mie condizioni: che ci sia unità di intenti, e su questo punto devo dire che si sta facendo un grande lavoro di squadra, e soprattutto che in caso di vittoria sarò io a decidere la giunta. Non vorrò ingerenze”.
“Ex Ospedale Militare? Giudico le cose quando sono fatte” – Le idee per la Piacenza che verrà sono tante e abbracciano diversi ambiti della società: welfare, ambiente, mobilità, sanità, cultura. Una a cui tiene particolarmente Tarasconi riguarda la riqualificazione delle aree militari. “Sono probabilmente il 25% di questa città e ancora sono in una sorta di limbo – sottolinea -. A partire dal tema dell’ex ospedale militare, che è in quello stato di abbandono da tanti anni”. Un luogo che dovrebbe tornare a vivere con il Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia in lingua inglese, oggi ospitato nei locali del Collegio Alberoni. A tale scopo, lo scorso novembre, è stato presentato un protocollo d’intesa fra il Ministero della Difesa, la Regione Emilia-Romagna, il Comune di Piacenza, l’Ausl di Piacenza e l’Università degli studi di Parma per il recupero e la valorizzazione della struttura. Ma Tarasconi frena. “Giudico le cose quando le vedo fatte. Credo possa essere una buona opportunità, però mi pongo una domanda: è stato firmato l’accordo?”.
Parcheggi e mobilità sostenibile – C’è poi il tema dei parcheggi, a cui si connette quello della mobilità. “In questo caso, ci sono partite aperte come l’ex Acna, dove realizzare un parcheggio alberato in superficie, senza scavare, così come in Piazza Cittadella. Chi dice che lì il parcheggio non si fa omette di dire che è stato redatto un progetto esecutivo, che è stato assegnato e che, nel caso saltasse, bisognerebbe pagare tanti soldi a chi ha vinto il progetto. È però vero – aggiunge – che oggi abbiamo le macchine che si riversano tutte sulla strada e che il tema da affrontare è di tenere le auto lontane dal centro, affinché bici e pedoni possano attraversare il centro storico in aree pedonalizzate”.
“Una cintura verde attorno alla città” – Tarasconi sogna una città più green. “Io mi sento estremamente ambientalista. Non ho alcun dubbio che lavoreremo per migliorare la situazione dal punto di vista dell’ambiente, della qualità dell’aria, dell’uso dell’acqua e della mobilità. Realizzando il parcheggio alberato all’ex Acna – spiega -, si toglierebbero le auto da via Maculani e quel tratto di mura diventerebbe splendido. Un nuovo Facsal”. E ancora. “Dove oggi c’è il Polichirurgico vorrei una grossa area verde al servizio di quella parte di città. Si tratta di un’idea da approfondire, anche perché è evidente che occorre un percorso condiviso con i residenti della zona. Parlando di via Taverna – prosegue -, bisogna considerarla come area verde: è una zona senza giardini. La Regione Emilia Romagna può fornire alberi all’interno di un progetto a mio avviso molto utile, e noi potremmo piantumare 5mila piante all’anno. A Piacenza oggi ci sono 25mila alberi, di cui 12mila posizionati sulle strade. Vorremmo raddoppiare questo numero, ma c’è bisogno di parchi in cui inserirli: la volontà è di realizzare una cintura verde attorno alla città”.
“Negli ultimi anni poco amore per la città” – La candidata sindaca non risparmia critiche all’amministrazione uscente. “In questi anni – l’accusa – c’è stata una mancanza complessiva di visione e poco amore dimostrato per la città. Quest’ultimo è naturale, perché quando la sindaca (Patrizia Barbieri, ndr) di sera torna a casa, a Castelvetro, dove abita, non può vivere la città. Da quello che percepisco – aggiunge -, l’amministrazione attuale ha mancato molto nella presenza e nell’ascolto. Faccio un esempio: pochi giorni fa sono stata in un centro per anziani e ho chiesto agli ospiti di riferirmi cosa si attendono dal prossimo sindaco. La risposta mi ha stupito, mi hanno detto: che tu ogni tanto venga qui, anche solo a farci gli auguri di Natale. Quello che desiderano risiede in una parola: la vicinanza”. Anche il welfare è territorio di scontro. “A Piacenza non c’è stata co-progettazione, non c’è stato confronto e c’è stata poca trasparenza. Chi lavora nel Terzo Settore evidenzia la difficoltà di avere contatti con questa amministrazione e di ottenere delle risposte. È mancato il rapporto con gli uffici comunali e con l’assessore al welfare. Mi hanno chiesto, se sarò eletta, di mettere qualcuno che sia competente in quel ruolo. Non ho nulla contro l’assessora Sgorbati, ma qualcosa nel meccanismo non ha funzionato”. Non tutto, secondo Tarasconi, però è da buttare. “Salvo il modo in cui è stata gestita l’emergenza covid, nel momento di difficoltà l’amministrazione è stata presente e corretta”. E se si allarga l’orizzonte oltre il 12 giugno, in caso di eventuali ballottaggi, la candidata sindaca ha una posizione precisa. “Non farò apparentamenti formali, ma parlerò con tutti quelli che vogliono andare a votare”.




