Trenoverde, i risultati della tappa di Piacenza:
“Polveri sottili giù con la pioggia, male il rumore”

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conf stampa trenoverdeNessuno sforamento di polveri sottili durante il monitoraggio di Trenoverde a Piacenza, anche se preoccupano i decibel. Questo è quanto emerso dalla presentazione dei risultati della tappa di Piacenza di Trenoverde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, per promuovere la sostenibilità ambientale, giunta alla 28esima edizione. La vocazione di Trenoverde “è il monitoraggio della città” spiega Simone Nuglio (Legambiente) responsabile di Trenoverde “quest’anno il tema che trattiamo è la smart city, proponendo un viaggio nel viaggio, portando le migliori soluzioni pratiche, già attive in Italia e nel mondo per la sostenibilità”. L’obiettivo di Trenoverde, continua Nuglio “non è solo di sensibilizzazione ma anche di monitoraggio, come sulla qualità dell’aria, anche per far fronte alle emergenze”. Scendendo nel dettaglio, Nuglio ha spiegato quale è stata l’attività di Trenoverde per il monitoraggio a Piacenza: “abbiamo effettuato, il 9 e 10 marzo 2 tipi di rilevamento: particolato e rumore”. I dati rilevati, spiega Nuglio “sono sotto la media, ma non dobbiamo abbassare la guardia, visto che a Piacenza” rispetto alle polveri sottili “si sono già rilevati, nel 2016, 15 sforamenti, rispetto ai 35 consentiti durante l’anno”. Ma le maggiori preoccupazioni derivano dai dati sull’inquinamento acustico: “abbiamo attivato 5 hotspot” spiega Nuglio “nel primo punto, posto alla fermata del pedibus di via Giordani (angolo via Farnese) dalle ore 8:30 è stato riscontrato un valore di 69 decibel, rispetto ad un limite previsto di 55”. Un dato che potrebbe essere preoccupante, visto che, continua Nuglio “ci troviamo vicino ad una scuola”. Tutti i cinque hotspot, in particolare, hanno superato nei due giorni di rilevamento, i livelli di decibel previsti dalla zonizzazione acustica prevista dal Comune. Dati sufficienti a metà, quindi, come spiega anche Marco Natali, del circolo Legambiente Piacenza: “alcuni dati sono soddisfacenti, anche grazie al ricambio dell’aria stagionale e la pioggia, ma non dimentichiamoci che Piacenza è stata una delle peggiori d’Italia nel 2015, con 61 sforamenti”. Il problema del rumore è, invece, per Natali, reale “non se ne parla spesso, ormai siamo abituati, ma l’inquinamento acustico è fuori dai parametri”. Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico, invece, Natali ha precisato “l’inquinamento è anche legato ai rifiuti: a Piacenza c’è un inceneritore, ma è come se ce ne fossero tre, visto che due cementifici possono bruciare rifiuti speciali”. Per Natali, quindi “non si deve dimenticare il carattere industriale dell’inquinamento, senza dimenticare, ovviamente il traffico”. Il monitoraggio di Trenoverde è stato effettuato grazie a Valorizza brand Studio Sma, partner tecnologico di Trenoverde, che, grazie al laboratorio mobile SMArtLAB e alla piattaforma operativa GEOlander hanno permesso le indagini ambientali e la virtualizzazione della città, per fornire un utile strumento all’urbanistica, con un database dedicato. “Non volgiamo sostituirci alle amministrazioni” conclude Nuglio “ma il nostro monitoraggio serve come indicazione, anche favorendo la partecipazione dei cittadini”.

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