Totosindaco, l’ora degli imprenditori:
spuntano i nomi di Bolzoni e Camisa

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Emilio Bolzoni
Emilio Bolzoni

Le elezioni comunali della prossima primavera sono ancora piuttosto lontane ma già iniziano le indiscrezioni e le ipotesi su chi potrebbe candidarsi alla poltrona di primo cittadino.
In attesa che Dosi sciolga la riserva sulla sua ricandidatura (ritenuta, però, con il passare dei giorni, sempre più improbabile), il centrosinistra lavora a un piano B e già sono usciti i primi nomi, alcuni già smentiti dai diretti interessati. Ad esempio quello del direttore dell’Università Cattolica Mauro Balordi – circolato in casa Pd (area renziana) – il quale ha però fatto sapere a stretto giro di posta di non essere stato interpellato né, in ogni caso, di essere interessato. Sfilatosi Balordi, sembra restare alto il gradimento per due donne: l’ex vicesindaco e docente della Cattolica Anna Maria Fellegara e la segretaria della Cisl Marina Molinari, due nomi ritenuti meritevoli, quantomeno, di sondaggi esplorativi. Di sicuro, però, per avere un quadro più preciso della situazione, l’area maggioritaria del Pd, quella renziana, (che fa capo all’attuale segretario Loris Caragnano e resta controllata dall’ex sindaco, ora direttore del Demanio, Roberto Reggi) intende aspettare l’esito del referendum costituzionale, in agenda a novembre, che deciderà in buona misura anche le sorti dello stesso premier.
L’ala minoritaria (che fa riferimento alla parlamentare Paola De Micheli e all’ex vicesindaco Francesco Cacciatore), sembra puntare, almeno in questa prima fase, sul presidente del Consiglio comunale Christian Fiazza ma la componente pidina è pronta – qualora fosse ufficializzata la rinuncia di Dosi – a intraprendere un percorso interno al partito per confluire su di un candidato unitario e condiviso.
Tutto in alto mare anche in casa centrodestra dove, in realtà, si deve ancora lavorare per giungere all’agognata (e necessaria, per avere chances) unità di coalizione: in primo luogo, quindi, sarà necessario verificare la tenuta di una alleanza Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia e in seguito ottenere la quadra di una candidatura comune.  Anche nel centrodestra, tuttavia, stanno già circolando dei nomi: tra questi quello di Graziella Mingardi, presidente dell’Ordine degli avvocati, di piacentino Luigi Cavanna, noto oncologo piacentino, di Giovanni Struzzola, decano di Confcommercio e soprattutto quello, spesso evocato, dell’ex presidente della Provincia Massimo Trespidi.

Cristian Camisa
Cristian Camisa

In questa ridda di nomi usciti dagli ambienti vicini ai partiti della galassia di centrodestra, la sorpresa potrebbe infine arrivare dal mondo dell’imprenditoria, ipotesi suggestiva su cui stanno lavorando ambienti della società piacentina. Alcuni settori del centrodestra  hanno infatti individuato il nome di Cristian Camisa, direttore di Confapi, una proposta pensata sulla falsariga del tentativo (poi tramontato in extremis per le difficoltà di dialogo con i partiti tradizionali) di presentare alle elezioni di Fiorenzuola la candidatura di Enrico Chiesa, presidente di Confagricoltura.
E’ invece il nome di Emilio Bolzoni, ex presidente di Confidustria, l’asso nella manica della borghesia cittadina progressista, un raggruppamento, diciamo così, riconducibile agli ambienti che nel 1994 favorirono l’elezione di Giacomo Vaciago. Bolzoni – senza più ruoli operativi in azienda, dopo la cessione della storica impresa di Casoni di Podenzano agli americani – potrebbe dedicarsi a tempo pieno alla politica dopo l’esperienza, giudicata da più parti in modo positivo, alla guida degli industriali.
Dunque, pur considerando la precocità dei tempi – e configurandosi molti nomi come ballons d’essai destinati a sgonfiarsi, si profila tuttavia la certezza di una ricerca di  candidati dal profilo extra-partito, a sancire una ormai cronica crisi della politica, insicura del proprio appeal sulla società. Anche i cosiddetti nomi forti trapelati dai due schieramenti tradizionali (centrodestra e centrosinistra) meritano una riflessione: sia l’una che l’altra parte fanno riferimento al mondo dell’impresa (entrambe le figure sono ex di Confindustria), a suggello di differenze politiche sempre più sfumate. Senza dimenticare che la ricerca di un candidato si sta anteponendo – come consuetudine ormai assodata – a una qualsivoglia proposta di programma politico. La vera suspense, alle prossime amministrative, andrà piuttosto ricercata nella performance del Movimento 5 Stelle, nella capacità della sinistra, qualora presenti un candidato suo, di riscuotere consensi non totalmente residuali, e naturalmente la consistenza di quello che in più occasioni, negli ultimi tempi, si è rivelato il primo partito: quello dell’astensione.

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