Tommaso Foti terzo ministro piacentino, suo primo mentore l’indimenticabile Carlo Tassi.

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“Tommaso Foti ha giurato da Ministro nelle mani del Presidente Mattarella e a lui desidero rivolgere le più sentite congratulazioni, mie personali e di tutto il Governo”. Così la premier Giorgia Meloni, che ha poi continuato:
“Tommaso è un politico di grande esperienza e capacità, tra le migliori risorse di cui Fratelli d’Italia dispone oggi. Ha una lunga carriera parlamentare alle spalle e, da capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, ha saputo dimostrare in questa legislatura il suo valore e la sua competenza, guidando il principale partito di maggioranza a Montecitorio. È un militante, appassionato e coerente, che ha dedicato fin da giovanissimo la sua vita al servizio della sua comunità e della Nazione. Il ministro Foti raccoglie il testimone di Raffaele Fitto, neovicepresidente esecutivo della Commissione europea, e io sono certa che saprà lavorare con la sua stessa determinazione e la sua stessa meticolosità. Per il bene dell’Italia e degli italiani”

Tommaso Foti è nato a Piacenza il 28 aprile del 1960In politica già da giovanissimo tra fila del Msi, fa il suo ingresso nelle istituzioni facendosi eleggere consigliere comunale a Piacenza nel 1980. Quindi una lunga gavetta prima di approdare alla Camera dei Deputati nel 1996, dopo aver aderito alla svolta di Fiuggi da cui nacque Alleanza nazionale l’anno prima. Da quel momento in poi si susseguono una serie di mandati a Montecitorio, fino all’adesione nel 2012 al nuovo partito Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa. Foti, dopo alcuni tentativi di rielezione, tornerà alla Camera solo nel 2018 per poi essere riconfermato nel 2022, con il Governo guidato da Giorgia Meloni. Proprio con l’attuale esecutivo, arrivano i suoi incarichi più prestigiosi: capogruppo prima e ministro poi, con una delle deleghe più pesanti, quella al Pnrr.

Questo, in sintesi, il suo trascorso politico a livello nazionale. Per quello locale ci vorrebbe un’edizione intera del Corriere Padano iniziando dal 1983 quando sedeva in Consiglio comunale assieme al collega Carlo Tassi. Ce ne occupammo la prima volta in occasione di una sua interpellanza, esattamente il 30/1/1984, riguardante le assunzioni di undici straordinari (5 addetti tecnici e 6 amministrativi) prima in programma e poi precipitosamente annullate dalla giunta di Stefano Pareti. La sua considerazione fu che la giunta non volesse procedere alle assunzioni “alla luce del sole”.

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