Tirocini formativi, le novità: non dureranno più di sei mesi

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Si è discussa in Commissione Regionale la nuova legge per la tutela dei tirocini formativi, uno strumento utile per introdurre al mondo del lavoro che però troppo spesso è stato utilizzato per promuovere lavoro sottopagato e privo di qualsiasi garanzia.

La nuova legge si propone quindi di tutelare il tirocinio attraverso un maggior controllo dei soggetti promotori e all’applicazione di nuovi vincoli rispetto a quelli del 2013 già volti a limitare lo sfruttamento dei tirocinanti.

Solo nello scorso anno in Emilia-Romagna il tirocinio formativo è stato utilizzato da 28mila persone, di cui il 77% giovani con meno di trent’anni. Si capisce quindi l’importanza di una legge che garantisca la formazione nel miglior ambiente possibile e con un compenso adeguato, che la nuova normativa conferma a minimo 450 euro mensili. Limitata anche la durata che non potrà andare oltre i sei mesi, fatta l’eccezione di particolari categorie che potranno duplicarlo e perfino quadruplicarlo; si tratta di disabili ma anche di richiedenti e titolari di asilo o protezione internazionale o umanitaria, rifugiati e titolari di permessi di soggiorni rilasciati per motivi umanitari, oltre a rifugiati e vittime di violenza e sfruttamento da parte di organizzazioni criminali.

Per prima cosa la nuova normativa si pone come strumento di controllo non solo per quanto riguarda i soggetti promotori ma anche per la qualità e la validità dei progetti proposti, avendo la legittimità di intervenire anche con sanzioni su chi non rispetta le regole.

E a proposito di regole, i nuovi vincoli introdotti vietano di impiegare i tirocinanti in sostituzione in caso di maternità e malattia ma anche in sostituzione dei lavoratori nei periodi con picchi di attività, oltre che l’impiego degli stessi in ruoli organizzativi. Non sarà possibile, inoltre, attivare un tirocinio con persone che nei precedenti due anni abbiano lavorato per lo stesso datore di lavoro, indipendentemente dal tipo di contratto impiegato.

Sono invece confermati alcuni dei vincoli che risalgono al 2013, e in particolare: le aziende non possono attivare più di un tirocinio con lo stesso tirocinante, si devono svolgere solo attività coerenti con il progetto formativo, va rispettata la normativa sulla salute e la sicurezza oltre a quella in materia di inserimento e integrazione dei disabili. Naturalmente per poter avvalersi del tirocinio è necessario che l’azienda non abbia effettuato licenziamenti nei dodici mesi precedenti (salvo licenziamenti per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo) e che non sia attiva la Cassa integrazione guadagni per attività equivalenti a quelle che andrebbero svolte dal tirocinante.

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