Che l’impegno di Padova fosse quasi al limite del proibitivo per il Pro Piacenza era quasi assodato, ma l’impressione di una formazione rossonera eccessivamente rinunciataria e rattrappita all’indietro lascia parecchio perplessi, cosi come fa riflettere la totale assenza di reattivita’ dopo la prima rete avversaria. Zero tiri in porta e la prima ed unica occasione solo allo scadere a risultato ampiamente compromesso e match chiuso da almeno venti minuti: questo il magro bottino del tridente offensivo Rantier-Cristofoli ed Alessandro per troppo tempo in completa balia della difesa avversaria e raramente in grado di impensierire i pali biancoscudati. Oggi la formazione patavina e’ chiaramente fuori portata per i rossoneri, troppo differente il tasso tecnico e gli obiettivi: i ragazzi di Parlato sull’onda emotiva della straordinaria cavalcata della Serie D viaggiano chiaramente con la vista sulla promozione, una spinta data dagli oltre 3000 abbonati e da una societa’ che, rinata sulle ceneri del recente fallimento, vuole al piu’ presto riportare l’Euganeo ai fasti passati in uno stadio che trasuda ancora serie A. Viali deve invece fare conti con una nuova prestazione non convincente: dopo un inizio arrembante del Padova che sulla spinta di lanci lunghi dalle retrovie cerca di innestare in continuazione Petrilli sulla sinistra, Berazotti e Dionisi sulla destra e la “stella” Neto Pereira al centro, i rossoneri possono controllare con una buona facilita’ la partita ma proprio nel momento in cui sembra che la verve veneta si esaurisca i piacentini commettono l’errore di non riuscire a ripartire per creare grattacapi ai marcantoni Diniz e Fabiano; in particolare Carrus fatica ad innescare il tridente con Cristofoli decisamente isolato in avanti a far inutili sportellate e le ali Alessandro e Rantier sottotono ed impegnate a cercare palloni giocabili. Ne consegue che questo atteggiamento troppo rinunciatario con una difesa in linea piazzata quasi dentro la propria area ed una mediana incapace di imporre personalita’ con il solo Aspas che prova a supportare gli avanti, porta il Pro Piacenza a dissolversi alla prima rete subita (gol su angolo con difesa troppo bloccata ) ed incapace di una benche’ minima reazione concedendo ingenui spazi per il raddoppio casalingo. Un punto in due partite rappresentano un bottino non soddisfacente evidentemente se rapportati al modo in cui sono giunti. I rossoneri dovranno operare in particolare sulla mentalita’ e personalita’ a centrocampo con la necessita’ di cercare di imporre maggiormente il proprio gioco e non pensare a subirlo, ma Viali dovra’ valutare anche la sostenibilita’ del proprio tridente; giocare con tre punte di ruolo puo’ non sempre essere congeniale per i tre centrocampisti, in particolar modo in trasferta o contro avversari tecnicamente superiori.




