Terrorismo, aumenta la richiesta di sicurezza
Rischio percepito più vicino di quanto in realtà non sia

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L'ex centrale di Caorso
L’ex centrale di Caorso

Prima il sindaco di Caorso, Roberta Battaglia, che chiede, prudentemente, a Sogin e Ministero della Difesa l’intensificazione di misure di sicurezza nel sito nucleare piacentino, poi la richiesta – votata dal consiglio comunale di Fiorenzuola quasi all’unanimità – di impegnare, per la sicurezza delle strade nella cittadina della Val d’Arda, militari dell’esercito italiano da affiancare ai carabinieri. Misure che servirebbero a prevenire potenziali azioni criminali ma anche ad aumentare nei cittadini la percezione di sicurezza in un momento storico in cui la minaccia del terrorismo è in grado di modificare, addirittura, alcune abitudini di vita ridefinendo percorsi, luoghi del tempo libero, modalità di trasporto.
Anche a Piacenza, infatti, sembra essere salita la preoccupazione – dopo gli ultimi attentati terroristici di Bruxelles e di Lahore in Pakistan – nonostante la nostra città non possa essere certo considerata un obiettivo sensibile. Alcuni ambulanti del mercato settimanale lamentano un calo di presenze e altri cittadini confermano: “Sì, abbiamo paura, meglio evitare luoghi affollati. Non siamo più tranquilli neanche nella nostra città”.
Sicuramente l’allarmismo è una fase naturale dopo un evento traumatico. Il nostro cervello è “facilitato” nel ricordare gli avvenimenti più recenti e in questi giorni è difficile sentire lo scoppio di un petardo e non pensare a un colpo di fucile. Uno stato di allerta – in vista di possibili attacchi terroristici, minacce nucleari, emergenza immigrazione – che non deve però far perdere di vista la reale probabilità di rischio, percepito in maniera molto più vicina e preoccupante di quanto in realtà non sia. Senza dimenticare il ruolo fondamentale rivestito dai media nella gestione delle notizie che riguardano situazioni di pericolo: un’informazione corretta può essere in grado di evitare falsi allarmi, restituendo alla società civile la razionalità e la lucidità per gestire e ridimensionare al contesto, in maniera efficace e opportuna, le nuove sfide che la storia, quotidianamente, ci pone davanti.

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