«Scusi, è qui che c’è l’incontro sul 118?» Il faccia a faccia tra l’assessore regionale Carlo Lusenti e Piacenza poteva essere monopolizzato dalla questione “trasferimento del Pronto Soccorso” e così è stato. Ma tra le righe. Incalzato prima dai giornalisti che lo hanno accerchiato a margine della conferenza organizzata dal Partito Democratico nella sua sede di via Martiri della Resistenza, poi dalla platea di politici, esperti del settore, ma anche da semplici cittadini che lo “aspettava al varco”, Lusenti ha placato le polemiche cogliendo l’occasione per mettere qualche puntino sulle “i” giuste e togliersi un paio di sassolini dalle scarpe.
Primo tra tutti quello sul mancato coinvolgimento di Piacenza sul futuro della sua Sanità. «Abbiamo sempre garantito la massima informazione su ogni passaggio» ha voluto precisare l’assessore prima di sottolineare che «non è ancora stata presa alcuna decisione. Il procedimento tecnico della creazione delle aree vaste e l’eventuale ricollocazione della centrale operativa del 118 è in fase istruttoria. Nulla è stato scelto, nulla è stato tolto e si stanno valutando tutte le ipotesi senza scartarne alcuna. Lo spazio per confronti e suggerimenti è ancora ampio. Non confondiamo le decisioni tecniche con quelle politiche, la struttura delle aree vaste viene determinata dai territori stessi, non dalla politica».
Poi, però, quasi a mettere le mani avanti aggiunge “Dobbiamo però tenere ben presenti due punti. Il primo è che della creazione di tre grandi aree sanitarie sul territorio emiliano romagnolo se ne parla dal 1993. Siamo nel 2013 e vorrei arrivare a una conclusione. Il secondo, forse più importante del primo, è che la Sanità piacentina è molto di più del 118. Non vorrei – ha aggiunto Lusenti attorniano, quasi protetto, dai volti noti del Pd a cominciare dal primo cittadino Paolo Dosi, ma anche dal consigliere regionale Marco Carini e, più in disparte, dal segretario provinciale Vittorio Silva – che si cadesse nel tranello di guardare solo a un pezzetto della grande realtà di questo territorio perdendo di vista la prospettiva d’insieme e del futuro. Il sistema sanitario a Piacenza, che funziona e funziona bene”.
“Nulla è stato deciso”. E’ questa la versione ufficiale che Lusenti ha voluto ribadire anche quando Stefania Pisaroni (Fp-Cgil Sanità) e il primario di Oncologia Luigi Cavanna – che con Fabio Fornari ha sottoscritto un appello per il mantenimento della centrale operativa del 118 a Piacenza – lo hanno incalzato sull’argomento.
“Prospettiva”. La chiave di tutto, per l’assessore, è tutta qui. Lo ha citato più volte nel suo lungo discorso sul “sistema sanitario che vorrei”, lo ha ribadito nel rispondere al pubblico.
“La società cambia e la Sanità deve stare al passo con i tempi. Se pensiamo di poter e dover solo difendere ciò che abbiamo non vinceremo la sfida del cambiamento che finirà con il travolgerci. Questo significa migliorare i servizi nel rispetto delle necessità degli utenti, senza spogliare un territorio, ma al contrario investendo sulle sue eccellenze. Qui scelte dettate dal “risparmio” non ne vengono fatte. La Regione Emilia Romagna punta al miglioramento dei servizi nell’ottica di renderli più efficaci e produttivi. La vera domanda da farci, e che vi faccio, è che prospettiva vogliamo dare alle nostre eccellenze? Abbiamo una visione di lungo periodo? Sappiamo come vogliamo che sia la Sanità piacentina del futuro?”.
“La spending review ci imporrà una netta riorganizzazione della rete e una riduzione dei posti letto. Vogliamo che le decisioni vengano prese dall’alto o da chi sa di cosa ha bisogno il nostro territorio? Io voglio essere propositivo. Per questo – ha promesso Lusenti – intendo arrivare entro la fine di quest’anno con un documento organico per la riorganizzazione della rete ospedaliera che abbia come linee guida la programmazione e la qualificazione”.
Lusenti ha lanciato il guanto di sfida, ora tocca a Piacenza.
E Piacenza ha cominciato a rispondere. “Il 118 – ha annunciato il presidente della Provincia, Massimo Trespidi – è un’eccellenza a cui non rinunceremo senza garanzie che ciò che si introduce sia migliore dell’attuale. Non si abbandona un’eccellenza se non per un progetto migliore che al momento non esiste. Espliciterò la mia contrarietà al progetto nell’ufficio di presidenza della conferenza socio sanitaria già convocato per venerdì 14 giugno: lì richiederò la convocazione urgente della conferenza perchè anche i sindaci prendano posizione in merito alla questione”.




