Le risorse sono esigue, ma il Comune di Piacenza sta facendo il possibile in vista di Expo 2015: lo conferma l’assessore Katia Tarasconi, che tra le deleghe ha anche quella relativa ai progetti per il grande evento milanese del 2015. “Sarebbe impensabile – spiega l’assessore – non cercare di valorizzare Piacenza nell’ambito di un evento che, se saremo bravi, darà visibilità anche al nostro territorio e quindi più chance anche al nostro turismo, ma (tagli e crisi sono noti a tutti) la coperta è corta: con tutta la Giunta, e in particolare con l’assessore al Bilancio Gazzola, dobbiamo capire a cosa togliere per ricavare fondi per i progetti a cui abbiamo deciso di dare priorità”.
Partiamo dalle certezze.
“Il Comune ha stanziato 165mila euro (di questi tempi, uno sforzo immane) per contribuire ad acquistare l’ormai nota “piazzetta” in posizione molto strategica all’Expo: far conoscere città e territorio a Milano, dove ci sarà la maggior affluenza di visitatori, sarà decisivo”.
Una volta qui, però, cosa troveranno?
“Se – e sottolineo se – l’ente non riuscirà a fare ulteriori investimenti sul territorio, sono certa che imprenditori e comitati di via organizzeranno comunque iniziative ed eventi per i mesi di Expo, ma se riusciremo a trovare le risorse necessarie abbiamo già individuato delle priorità. Penso agli ‘infopoint’ alle due uscite autostradali e alla stazione; aggiungeremo il quarto, sul ponte di Po, solo se avremo abbastanza fondi. Sarebbe poi importante l’apertura, con orario più ampio e nel maggior numero possibile di giorni (il top sarebbe sette su sette), dei nostri gioielli: Teatini, Salone del Gotico, Municipale e Ricci Oddi sarebbero un ottimo biglietto da visita per spingere il turista a far pubblicità a Piacenza una volta tornato a casa.
Come priorità abbiamo anche pensato ad individuare un luogo (il ‘Tavolo social’ ha indicato piazza Sant’Antonino) interamente dedicato ad Expo 2015, con informazioni su cosa avviene a Milano e sulle tematiche dell’evento. Non dimentichiamoci che il tema portante sarà ‘Nutrire il pianeta’: su nutrizione, cibo, agricoltura e catena alimentare Piacenza ha molte carte da giocare”.
Altre novità in arrivo?
“Tra i progetti che andranno avanti a prescindere ci saranno ad esempio l’ascensore per il Duomo, a cui andrà affiancata la cartellonistica che indichi in più lingue cosa si vede una volta saliti in alto, la riproduzione ‘a terra’ della splendida cupola di Santa Maria di Campagna e una buona segnaletica, partendo dalla stazione, per monumenti e luoghi da vedere ma anche per esercizi pubblici tipici”.
C’è purtroppo una grossa incognita sul ‘come’ i turisti arriveranno da noi.
“Sono convinta che, abbastanza naturalmente, da Milano in tanti vorranno anche muoversi per visitare le città vicine come Piacenza: la vera sfida sarà ‘portare a casa’ il collegamento veloce via treno con Milano”.
Se ne parla da molto, ormai: arriverà?
“A livello locale è stato fatto ogni sforzo possibile, ma serve anche la volontà politica a livello più alto. Il problema è che il “treno veloce” interessa principalmente la nostra provincia perchè per la Regione Emilia siamo terra di confine, mentre per la Lombardia siamo comunque in Emilia. Alla fine – siamo italiani – una soluzione si troverà, in caso contrario ci sarebbe da preoccuparsi: non può certo essere la già intasata tangenziale di Milano il miglior invito a prendere l’auto per venire a Piacenza”.
Che, a chi farà quei 70 km scarsi, avrà comunque molto da offrire.
“Ad un turista che venga da Usa, Germania, Giappone Piacenza appare come una città antica, di storia: per Expo, occasione irripetibile, dobbiamo avere l’ambizione di renderci conto che siamo una città d’arte che può vivere anche sul turismo grazie ad una serie di bellezze incredibili. Dobbiamo imparare a fare sistema e a fare squadra perchè oggi da soli non si fa granchè: imparando a “vendere” meglio le nostre eccellenze, possiamo competere senza paura con tantissime città”.




