
Nulla di fatto. Il faccia a faccia tra amministrazione comunale e associazioni in lotta contro il progetto del parcheggio interrato di piazza Cittadella ha dato esito negativo. Nulla di fatto dopo tanta attesa.
Forse non ci si poteva aspettare tanto di più di quanto è emerso dall’incontro in Comune tra la sindaca Katia Tarasconi (affiancata dagli assessori Matteo Bongiorni, Adriana Fantini e Serena Groppelli) e la rappresentanza delle associazioni (Legambiente, Italia Nostra, Archistorica, Laboratorio popolare della Cultura e dell’Arte, Attac, FATe e dei cittadini firmatari del ricorso) che da settimane presidiano la piazza. Il primo no è stato alla richiesta di sospendere i lavori attualmente in corso intorno all’ex autostazione in attesa del pronunciamento sul ricorso presentato dall’azienda al Tribunale previsto per il 28 ottobre prossimo. “Spiace – sottolineano i rappresentanti delle associazioni – che non si sia voluto concedere un gesto di attenzione verso i cittadini, gesto che avrebbe rasserenato gli animi. Lavori tra l’altro che – nel caso di mancato accoglimento del reclamo – risulterebbero inutili e un costo ingiustificato per la collettività, attesa la irrealizzabilità del progetto approvato a causa dell’impedimento di abbattere le piante. Dubitiamo che un accordo con la ditta non si sarebbe potuto trovare”.
Non accolta neppure la proposta dell’alternativa che consiste nell’acquisizione dell’ex autosalone di via X Giugno da ristrutturare (anche attraverso il bando periferie) a parcheggio
– spiegano i rappresentanti delle associazioni che hanno partecipato all’incontro. Se l’amministrazione comunale in una nota pubblicata immediatamente dopo l’incontro di lunedì mostra una disponibilità a riconsiderare il progetto nella parte di superficie “per apportare tutte le migliorie che si possano inserire, anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale, su un piano che è ormai ultradecennale e come tale può essere evidentemente oggetto di nuove riflessioni” su tutto il resto nulla di cambiato.
Il cantiere non si ferma e il parcheggio interrato, per l’amministrazione comunale, resta un punto fermo. E nello stesso documento reso pubblico si sottolinea che “sarebbe riduttivo sintetizzare il tutto nella dicotomia tra chi è a favore e chi è contro la realizzazione del parcheggio interrato. Il tema va visto in una prospettiva ben più ampia: quella della tutela della salute pubblica e dell’ambiente, della mobilità dolce, della valorizzazione di un contesto storico e monumentale oggi in condizioni di degrado. Questi sono i punti chiave di un percorso di rigenerazione urbana che avrebbe meritato maggior condivisione e continuità anche dal punto di vista comunicativo, in questi 12 anni: ce ne siamo resi conto oggi, approfondendo l’analisi del progetto con una componente della cittadinanza molto consapevole e informata, ma non in possesso di tutti gli elementi progettuali”. Elementi mancanti come le precedenti “indagini archeologiche sull’area che – segnala la nota comunale – verranno forniti alle associazioni”.
Ma la delusione si tocca con mano e i rappresentanti delle associazioni parlano di “occasione persa per una vera apertura al dialogo” che fa dire “Questa amministrazione non è evidentemente abituata preferendo il decisionismo a dispetto della partecipazione”.
Si avverte rammarico nei commenti a posteriori raccolti in una lungo documento in cui si elencano i temi messi in evidenza nel confronto “Questioni ambientali (taglio delle piante, inquinamento atmosferico, isole di calore, mobilità non sostenibile), tutela della piazza storica, rischio archeologico, ecc.; il tutto gravato si spiega – dalla cappa dell’eccessiva onerosità del progetto, tra l’altro in presenza oggi di alternative possibili e a minor costo. Costi che la Sindaca ha rilevato non essere a carico dei cittadini, ma dei soli fruitori delle strisce blu, come se chi usufruisce e paga le strisce blu non fossero cittadini”. “Eppure – rilevano i rappresentanti delle associazioni – abbiamo messo in evidenza i problemi che porterebbero i lavori di scavo. Secondo una nostra stima per difetto durante lo svolgimento dei lavori si prevedono 3.000 viaggi di camion per il trasporto della terra scavata, circa 1.000 ore di lavoro di escavatore, 500 viaggi di betoniere, ecc.). Tutto questo determinerebbe un inquinamento insostenibile per i residenti e per gli allievi della scuola Mazzini e delle scuole limitrofe. Inquinamento, disagio per rumori e vibrazioni, che durerebbero anni, a causa delle probabili interruzioni dei lavori dovuti. Disagi e costi che non sono stati per nulla valutati per la mancata applicazione della necessaria verifica di assoggettabilità e della conseguente possibile valutazione di impatto ambientale”. Ma non solo: all’arco delle obiezioni al parcheggio interrato c’è anche una valutazione nuova rispetto al tema della mobilità urbana molto diversa rispetto a vent’anni fa. Infatti si sottolinea che “l’interramento dei parcheggi nei centri storici rappresenta un elemento negativo perché è causa di attrazione di traffico, non più accettabile e contrario ai modelli più avanzati di mobilità sostenibile in Europa. Inoltre a differenza di 20 anni fa, quando originalmente questo progetto è stato concepito, esistono soluzioni di parcheggio alternative anche nelle zone limitrofe (vedi area ex Pontieri, autosilo di via X Giugno, ex Acna). Soluzione anche più lontane ma facilmente collegabili con servizio di navetta elettrica (per es. aree ex demolitori in via del Pontiere, ecc.)”.
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