
Pubblichiamo l’intervento integrale di Stefano Pronti, presidente del Comitato Provinciale ANPI, pronunciato in occasione della celebrazione del 75esimo anniversario della Liberazione Italiana dal nazifascismo.
Il 25 aprile 1945 è la data della liberazione dal nazifascismo e dell’inizio della nascita della Repubblica democratica, la data simbolica della nuova Italia che ha voluto risorgere, progredire e riaprirsi al mondo. E’ la data che ricorda l’entrata nelle città delle forze partigiane dalle montagne e delle truppe alleate lungo la via Emilia, senza le quali non ci sarebbero stati sia il crollo dei regimi totalitari condotti dalla follia di due tiranni cinici e irresponsabili, e la fine di una guerra disastrosa che ha insanguinato l’Europa.
Oggi è stato riconosciuto il carattere nazionale della Resistenza, che si è manifestato in diverse forme:
- quella del Corpo Italiano di Liberazione, cioè il ricostruito esercito italiano unitosi agli Alleati,
- quella degli 800.000 internati militari e del milione di deportati civili nei lager tedeschi,
- quella degli internati politici e degli ebrei sopravvissuti,
- quella delle madri che sfamavano i giovani che sembravano i loro figli,
- quella delle ragazze-staffette
- quella dei parroci e dei religiosi, che si opponevano alle rappresaglie e seppellivano i morti fucilati e impiccati
- quella degli ex-prigionieri inglesi, russi, greci e slavi rimasti spesso a combattere con i partigiani italiani,
- quella delle famiglie nelle città e nelle campagne, rifugio indispensabile e salvezza per i combattenti.
La Resistenza, prima che lotta armata, fu la rivolta morale di un popolo, offeso nella sua dignità morale storica per un ventennio,
- contro i disastri e le umiliazioni del regime fascista
- contro l’occupante tedesco appoggiato alla Repubblica di Salò creata appositamente.
Era un popolo unito nella sofferenza sotto l’oppressione nazista e la repressione poliziesca, davanti alle stragi e alle deportazioni, un popolo unito nella speranza di una nuova Italia vista come nazione finalmente rivolta alla libertà, alla giustizia sociale, al lavoro, all’imprenditoria, alla cooperazione, all’istruzione aperta al mondo, all’assistenza sanitaria per ogni cittadino, alla pace, al futuro.
Questo pensiero, questa speranza univa saldamente i partigiani, pur di diverse estrazioni politiche, e la popolazione dei territori nei quali essi si muovevano; era l’aspettativa della libertà, intesa come difesa dei diritti umani rappresentata nei principi fondamentali della Costituzione;
e la speranza era anche l’alimento quotidiano di chi, deportato e schiavizzato in Germania, affamato e annullato in un numero, scelse di non rientrare in Italia al servizio della RSI.
In questo giorno solenne, festa nazionale della liberazione dal nazifascismo e della fondazione della democrazia, ricordiamoci dei testimoni caduti nelle battaglie e nelle indemoniate torture
e ricordiamoci che la Resistenza non è una visione di vecchi nostalgici,
non è retorica patriottarda: è la ricostruzione storica della conquista delle libertà e l’insieme dei valori ideali, che hanno portato tutti noi a questa fortunata società della democrazia e del benessere.
Chi nega il 25 Aprile e offende irridendo e snobbando i valori della Liberazione si chiama fuori dai diritti democratici e dalle sue salvaguardie, ignora la storia, la sola consapevolezza che porta al futuro.
La Resistenza è stata l’azione storica del rinnovamento
- che ha generato la Costituzione della Repubblica,
- che raccoglie il pensiero di tutte le componenti ideologiche che lottarono per essa.
In questo tragico momento attuale, che ha fatto riscoprire la responsabilità e la solidarietà degli italiani,
un pensiero commosso vada alla famiglie colpite gravemente negli affetti per la perdita dei loro cari;
un sentimento di gratitudine va al personale sanitario, che con esemplare abnegazione si prodiga nelle cure della salute singola e pubblica.
L’Italia, unita e solidale, saprà rialzarsi fra poco e tornerà ad essere orgogliosa della sua grandezza e della sua bellezza.
W la Resistenza, W la Repubblica Democratica.
Stefano Pronti
Presidente Comitato Provinciale ANPI




