Spostamento dell’unità spinale, lo psichiatra
Andreoli: “Lo stato d’animo incide sulla guarigione”

0
andreoli
Vittorino Andreoli riceve il premio Anmil

Nell’ambito del dibattito sullo spostamento a Fiorenzuola dell’unità spinale dell’ospedale di Villanova, Bruno Galvani – presidente della Fondazione Anmil, componente del comitato per salvare l’Ospedale Giuseppe Verdi nonchè ex degente della stessa struttura – ha chiesto allo psichiatra di fama internazionale Vittorino Andreoli un parere  sulla questione. In particolare, questa la domanda posta da Galavani: “Parlando di persone colpite da gravi lesioni midollari, scientificamente, le chiedo, è sostenibile affermare che un luogo come un parco o una palestra dove iniziare l’attività sportiva, può davvero essere di grande aiuto per la psiche e per la ripresa fisica di una persona così duramente colpita?”. Ecco la risposta di Andreoli.

“Per quanto concerne la questione da lei sollevata sul rapporto uomo ambiente, l’influenza dell’ambiente (geografico e sociale) è tale da non poterlo separare dall’uomo, ne è parte integrante: formano una unità. Questa affermazione un tempo la si attribuiva al buon senso e a elucubrazioni filosofiche (il pensiero fenomenologico aveva parlata di unità Io- mondo), oggi è sostenuta dalla ricerca scientifica ed è diventata un concetto fondamentale per la cura.
Nel 1961 si è dimostrato per la prima volta che esiste un rapporto tra affettività (emozione e sentimenti) e moltiplicazione cellulare. Un legame tra due dimensioni dell’uomo che sembrava totalmente indipendenti e non correlanili, invece si è dimostrato, in quell’anno, che c’era un significativo rapporto tra trauma psichico (lutto) e tumore alla mammella. Da allora gli studi hanno dimostrato che l’affettività agisce sul sistema immunitario che è deputato alle difese dell’organismo e che è centrale alla promozione biologica della cura. Nel caso del tumore l’affettivita’ agisce nella regolazione della moltiplicazione cellulare, a cui si può ridurre ogni tumore. Ho ricordato questo caso poiché è estremo, con meccanismi analoghi l’affettivita’ agisce su maladdie differenti che comunque si servono del meccanismo immunitario.
Ne deriva che lo stato d’animo, l’umore è un ” mezzo terapeutico”. Se dunque l’ambiente fisico agisce sulle emozione e i sentimenti in senso positivo, esso ha il significato di terapia e di danno nel caso di un ambiente che manchi di questo potere.
Lei sa che in una persona depressa l’indice di guarigione da un disturbo è significativamente più basso rispetto a chi mostri speranza è umore positivo. Se dunque quel parco incide sull’affettività  è una realtà terapeutica e eliminarlo significa fare un’azione contraria allo scopo di un luogo di cura. E diventa paradossale che venga tolto da chi si occupa di organizzazione ospedaliera.
È un vero peccato che una società sia guidata soltanto dal denaro. Si parla tanto di ” valore” economico e non ci si accorge che si va contro ai valori esistenziali e a quelli che hanno a che fare con la patologia che è sempre una espressione del dolore. Ciò a cui non posso credere è che i medici, i bravi medici che lavorano nell’attuale ospedale, non insorgano a difendere i principi che io ho richiamato sommariamente e che loro stessi potranno persino ampliare.
Caro signor Galvani io non conto nulla, sono sempre fuggito dal potere, e non posso che trasmetterle la mia passione, la mia indignazione, ma anche la speranza che non ci sia nessuno che si macchi di questa decisione che ripeto è contro il sapere è le scoperte scientifiche. E questo è un vero “peccato” contro la umanità e i malati.

Vittorino Andreoli

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.