Sport e solidarieta’. In un territorio profondamente segnato dall’improvvisa e tragica esondazione di Nure e Trebbia lo sport piacentino puo’ ergersi a veicolo non solo di mera raccolta fondi ma anche come esempio per tener viva l’attenzione sull’emergenza. Il rischio piu’ concreto, come le tragedie passate insegnano, e’ che passato il momento iniziale di mera emergenza, i territori flagellati vengano dimenticati a loro stessi. Lontani i titoli su giornali e tv, gli inviati da ogni parte, gli appelli di aiuto e le gare per fare soccorso, le popolazioni delle vallate si ritrovino nella loro quotidianita’ ad affrontare da soli gli impegni della ricostruzione, non parliamo purtroppo di territori di pianura ricchi di attivita’ e giovani ma siamo di fronte a territori di montagna che vivono gia’ per loro natura tra mille difficolta’ tra strade dissestate, economia ridotta all’osso, giovani che fuggono verso le metropoli; se a cio’ aggiungiamo l’imminente arrivo dell’inverno ed i disastri causati dall’alluvione su case, capannoni ed infrastrutture, capiamo come la vera emergenza inizi da ora. La Piacenza sportiva vive di tante realta’ positive: Piacenza Calcio, Pro Piacenza, Lpr Volley, Nordmeccanica Volley, Bakery Basket, Us Fiorenzuola, Lyons Rugby solo per citarne alcune tra le piu’ importanti, senza tralasciare i campioni dello sport passati e presenti come ad esempio Inzaghi e Bronzini. Sarebbe significativo e lodevole se ognuna delle sopraccitate realta’ “adottassero” per tutta la stagione sportiva un paese o una comunita’ da aiutare: Bettola, Farini, Ferriere, Rivergaro, Travo, Ottone, la Valdaveto non solo potrebbero contare su un costante aiuto per tutto l’inverno, ma anche un minimo di visibilita’ mediatica che contribuirebbe a mantenere viva, non solo nella pubblica opinione ma soprattutto nell istituzioni, la giusta attenzione e sensibilita’ verso quelle comunita’ letteralmente falciate dalla calamita’ naturale. Sarebbe forse un’utopia chiedere ed arrivare cosi a tanto ma forse un tentativo i nostri uomini di sport potrebbero farlo nel cercare di riportare dopo quindici anni la nazionale di calcio a Piacenza non solo come puro evento sportivo o raccolta fondi ma soprattutto come partita di calcio evento a memoria della tragedia in onore delle persone che hanno perso la vita, il lavoro o la casa.




