Bilancio dopo l’alluvione, ripartire dal fango

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bettola alluvione 2Il bilancio, nei giorni post alluvione, è tragico: due morti, una persona scomparsa, due valli devastate, centinaia di migliaia di euro di danni. Le piogge torrenziali dovute al cambiamento climatico non possono nascondere la piaga di un forsennato consumo del suolo e di una incuria che paghiamo a caro prezzo. Ma ora è il momento di fronteggiare l’emergenza
Dalla siccità agli allagamenti. Nel tempo di una notte. Così all’improvviso. Anche se saranno in tanti a dire che tutto era prevedibile, risultato di anni di interventi sbagliati, cementificazioni e costruzioni a ridosso degli alvei dei fiumi. 330 mm di pioggia caduti in meno di quattro ore, un dato definito eccezionale dalla stessa Protezione civile dell’Emilia-Romagna, hanno devastato in poco tempo le valli del Trebbia e del Nure. La cronaca di questi giorni descrive una situazione allarmante: due morti, un disperso, strade, ponti e case crollate, intere frazioni rimaste isolate, abitazioni, negozi e cantine allagate, terreni agricoli devastati. E poi blackout elettrici, tubazioni del gas saltate, acquedotti fuori uso e telefoni muti. La frazione cittadina di Roncaglia invasa da acqua, fango, detriti.
Lo stato di calamità e due milioni di euro dalla Regione sono state le prime richieste per far fronte all’emergenza, per rispondere al disastro che si è abbattuto sulla nostra provincia, fino a metterla letteralmente in ginocchio. Una bomba d’acqua esplosa in pochi minuti, un evento eccezionale con 330 mm di pioggia caduti in meno di 4 ore. Un evento a cui nessuno sarebbe stato preparato. Nel corso del summit in Prefettura, l’assessore Gazzolo ha confermato la richiesta alla Regione dei due milioni di euro per mettere in sicurezza i territori, le strade interrotte. La stima dei danni, pare di capire, è un’altra questione. Ma i danni non riguardano solo strade e infrastrutture pubbliche, ma anche le abitazioni; centinaia di case allagate, cascine agricole, garage impraticabili, auto distrutte. Chi dovrà rispondere per questo? E’ una domanda che, passata l’emergenza dei primi giorni, in tanti si faranno. Dall’incontro in Prefettura è emersa l’intenzione di fare una stima dei danni una volta messe in sicurezza le zone più a rischio, per poi confrontarsi nuovamente sugli interventi più urgenti.
Entro la fine della settimana – ha annunciato il presidente della Regione Stefano Bonaccini – dovrebbe arrivare sui luoghi più colpiti dall’alluvione il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il presidente della Provincia Francesco Rolleri ha assicurato che in Val Nure e in Val Trebbia la situazione verrà riportata alla normalità nel minor tempo possibile, almeno per quanto riguarda il ripristino delle condizioni di sicurezza sulle strade principali (al momento molte frazioni sono ancora isolate) e delle reti telematiche. Lo step successivo sarà la conta dei danni e la prevenzione con un’analisi dettagliata del territorio. Il Presidente Bonaccini ha confermato lo stanziamento di 2 milioni di euro per far fronte all’emergenza e di 200 milioni che la Regione aveva messo a bilancio per tutta la Regione. Al presidente Renzi verrà chiesto di proclamare lo stato di calamità naturale.

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