Solo le note del “silenzio” in piazza Sant’Antonino

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di Michela Bassi

Foto DEL PAPA

Nella piazza di Sant’Antonino gremita di fedeli le uniche note che risuonano sono quelle del silenzio, intonato con la tromba da Gabriele Marcello. “Il Silenzio viene suonato generalmente in occasione delle celebrazioni militari, istituzionali, agli anniversari civili – spiega Marcello – viene tradizionalmente dedicato ai caduti delle guerre. Ora mi è stato chiesto di suonarlo durante la celebrazione religiosa dedicata al nostro santo patrono. Proprio come a ribadire che questa epidemia è stata come una guerra, con più di mille morti. A loro va il nostro ricordo e questo omaggio. Per me è stato un onore, il Covid ci ha toccato tutti. Anche chi non è stato contagiato ha perso qualcuno che conosceva”. 

Si entra in chiesa, ad uno a uno e non più di 150. All’interno della basilica di Sant’Antonino molte persone raccolgono aiuti per le famiglie colpite dalla crisi economica e sociale; l’ordine degli avvocati, ricordando Massimo Burgazzi, vittima del Covid e parrocchiano del coro di Sant’Antonino, ha aperto una sottoscrizione per contribuire al restauro di alcune tele della basilica. 

Prima della consegna dell’Antonino d’oro, don Giuseppe Biasini ha voluto ricordare gli anziani morti nelle case di riposo, gli anziani rimasti per mesi soli in casa senza visite da parte dei famigliari e sopratutto chi, durante l’emergenza coronavirus, non aveva una casa per ripararsi e non ce l’ha fatta. “L’Antonino d’oro è anche per loro” ribadisce don Giuseppe Biasini. 

Alla consegna alla sindaca Patrizia Barbieri del prezioso riconoscimento erano presenti anche alcuni volontari del soccorso tra cui Giorgio Mhillaj di soli 22 anni: “L’epidemia è stata devastante. Io ce l’ho messa tutta per aiutare ma vedere le persone soffrire in quel modo è stato devastante”. L’Antonino d’oro è anche per loro perché la città di Piacenza non dimentica i suoi eroi. 

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