
La Soka Gakkai in giapponese “società per la creazione di valore” è una scuola laica buddista giapponese i cui insegnamenti si sono diffusi in tutto il mondo. Si pone l’obiettivo del raggiungimento della pace nel mondo, kosen rufu, tramite la rivoluzione umana di ciascun individuo. È presente in 192 paesi del mondo, in Giappone conta più di 10 milioni di fedeli e in Italia abbiamo superato i 100.000 praticanti. Partiamo dal buddismo di Shakyamuni buddha, considerato il fondatore storico del buddismo e poi sviluppato e approfondito da Nichiren Daishonin monaco che visse nel 1200. È un’associazione laica che si dedica alla pace, è anche un’onlus all’ ONU da molti anni, ci dedichiamo oltre che alla pace alla cultura e all’ educazione.
Achille si converte al buddismo della SGI (Soka Gakkai Internazionale) 30 anni fa. Non era alla ricerca ma grazie a un incontro con un suo amico, già membro da qualche anno, desta curiosità in lui. Al primo meeting d’incontro coglie la profondità e laicità dell’insegnamento di Nichiren Daishonin; che spiega come qualsiasi persona possa costruire una vita perfettamente realizzata grazie alla sua pratica assumendosene la responsabilità, indipendentemente dalle proprie qualità e dalle circostanze esterne.
Simona conosce la pratica attraverso una sua compagna di corso in università. Ai tempi la sua collega di corso aveva problemi di dipendenza. Quando le parlò di buddismo vide subito un cambiamento, era una persona un po’ scapestrata…dopo tre mesi che praticava vide un’altra persona; molto più tranquilla, a modo, vestita bene, con un filo di trucco.
Per curiosità, dopo aver osservato questa trasformazione Simona decise di attendere un meeting.
Il buddismo affascina da subito per i suoi principi, non si fa fatica a perseverare nella pratica nonostante l’impegno richiesto.
Il nostro buddismo parla di prova concreta che bisogna raggiungere, la prova concreta è dettata prevalentemente da obiettivi da realizzare. La pratica comporta la preghiera sia al mattino che la sera, lo studio e ricerca tramite i libri e le riviste dell’associazione. Non essendo una pratica egoistica, prevede anche che ci si sostenga mutualmente con gli altri praticanti, ma anche con le persone che non praticano e a cui fai Shakubuku (divulgare questo buddismo).
Achille racconta di una pratica molto semplice e alla portata di tutti ma che richiede anche grande impegno e partecipazione; recitava il mantra Nam Myoho Renge Kyo e leggeva avidamente tutte le pubblicazioni dell’associazione.
A cavallo degli anni 2000 vive per quattro anni all’ estero, proprio in quegli anni riesce a dare prova concreta dell’universalità di questo insegnamento. Qualcosa era cambiato; le sue tendenze negative cominciavano ad ammansirsi, le sue reazioni istintive rivelavano una nuova e più autentica umanità e le difficoltà si dissipavano, non sentiva più quel peso soverchiante come in passato.
Recitando di fronte al nostro oggetto di culto si alza il nostro stato vitale e quindi ci mettiamo in armonia con tutto l’universo e con tutto ciò che ci sta attorno. Attraverso la nostra sincerità e la nostra determinazione, dal nostro profondo emergono sia il coraggio per affrontare le situazioni e i problemi che ci capitano e anche la saggezza che ci permette di mettere delle azioni appropriate per la realizzazione dei nostri obiettivi. Il buddismo non è una religione o filosofia di vita che ti indica un codice di comportamento. Il buddismo è una religione che rafforza il potere che ognuno di noi ha in sé, ci aiuta ad usare tutte le risorse che sono a nostra disposizione sia spirituali che intellettuali, questo per creare valore sia nella propria vita che nella vita degli altri, è un insegnamento aperto alla speranza che da grande speranza, è concreto perché ci permette di trasformare il nostro ‘io’ ma anche la società attraverso un profondo cambiamento interiore. Come buddisti ci mettiamo alla prova tutti i giorni cercando di acquisire nuove capacità, nuovi modi di pensare, è un percorso di auto riforma cercando di sviluppare ogni giorno sia la tenacia che il coraggio e la compassione.
La missione di noi buddisti è individuale ma collettivamente si rivolge nell’ incoraggiare gli altri nel trasformare la propria sofferenza.




