Sono stati da poco pubblicati i risultati di I-City-Rate 2014, il dossier sulle smart city che si propone di fotografare le città italiane in termini di vivibilità, inclusione e vicinanza ai bisogni dei cittadini, individuando, in base alle dimensioni urbane, diversi indicatori e variabili, indagati e studiati per ricavare valori di sintesi.
Nel rapporto 2014 Milano guida la classifica seguita a breve distanza da Bologna mentre Firenze chiude il podio. Nelle prime posizioni troviamo anche città medie Emilano-Romagnole come Modena (4^), Ravenna (7^), Reggio Emilia (8^) e Parma (10^). Chiude la classifica Crotone con un indice di poco superiore a 200.
Piacenza, nel rapporto 2014, scivola al 30° posto, perdendo sei posizioni dal 2013 (24°) mentre rimane ai vertici in alcuni sottoparametri come la coesione sociale, con la percentuale più bassa di famiglie in condizioni di povertà d’Italia.
Uscendo dalla regione, Cremona, fa grandi balzi in avanti con un 29esimo posto generale, proprio sopra Piacenza, un 23° posto nella categoria “smartness”, rispetto al 45° del 2013, e guida addirittura la classifica nazionale nella categoria Informatizzazione scolastica.
Merito di questi risultati va all’innovazione e all’estensione della banda larga, che ha fornito condizioni strutturali di rete informatica molto positive sia per le aziende sia per i cittadini.
In particolare Linea Com, già protagonista del dibattito al recente Smart City Exhibition 2014 di Bologna, è un attore fondamentale per la realizzazione della rete: si pensi che dal 2006 ad oggi, la diffusione della fibra ottica ha raggiunto pressoché tutti i territori della provincia cremonese, creando un vero e proprio modello a livello nazionale con una separazione tra la gestione della rete e del servizio che ha permesso lo sviluppo di un circolo virtuoso che ha portato addirittura a sperimentazioni di banda ultralarga e Open Service in tutto il Sud Lombardo.
I risultati di Cremona sono ancora più evidenti se si confrontano con i dati di Piacenza: basti l’indice di connessione a internet delle famiglie dove ci sono diciotto posizioni a favore della città lombarda e quasi cento punti nell’indice sintetico.
Piacenza, invece, resta indietro sull’innovazione della rete con aree montane in sostanza sprovviste di banda larga (con zone di esclusione anche dell’ottanta per cento) e aree di pianura che, se ci allontaniamo dall’area urbana o peri-urbana, hanno una percentuale di persone prive di banda larga comunque superiori al 20%.
In una simile situazione, Piacenza dovrebbe seguire l’esempio di Cremona, favorendo l’estensione della banda larga e la posa della fibra ottica in modo da raggiungere tutta la popolazione. Questa strategia favorirebbe gli investimenti, l‘interconnessione e le nuove imprese innovative: a livello nazionale Piacenza è al diciassettesimo posto per Comportamenti innovativi e Start Up ma questa forza rischia di essere frenata da reti internet troppo lente.




