di Giancarlo Tagliaferri – Quattordici mesi di forsennata rincorsa – tra esoneri e contro-esoneri, tensioni società-squadra-ultras, viavai di giocatori e annunci presidenziali di abbandono – ma finalmente il Piacenza ce l’ha fatta a guardare tutti gli avversari dal basso e issarsi sul pennone più alto della serie D.
Ce l’ha fatta soprattutto Francesco Monaco, l’uomo le cui lacrime di Prato dopo la retrocessione dalla Lega Pro sono rimaste nei cuori della tifoseria, l’uomo a cui i fratelli Gatti avevano affidato il principale scopo di ridare serenità e soprattutto credibilità a un progetto tecnico che non poteva prescindere dal ritorno tra i professionisti.
L’aver trovato dopo poche giornate la piena quadratura tattica, con uno schieramento ormai collaudato sia in termini di schemi che di uomini, rappresenta il vero capolavoro del tecnico brindisino, oltre all’aver dato piena consapevolezza alla formazione delle proprie forze unita ad una tranquillità ambientale che permette ad ogni giocatore di rendere al meglio.
Ovvio che nulla è compiuto: un punto sulla seconda e soprattutto nove squadre a ridosso in quattro punti non permettono la benchè minima distrazione, per cui mancare la piena posta in un paio di partite significherebbe ritrovarsi nella palude del centroclassifica.
La squadra ha avuto il pregio essenziale di riuscire a capitalizzare in pieno i turni casalinghi contro avversari inferiori anche se nell’ultimo match contro il Montemurlo – formazione, a dispetto della classifica, molto agguerrita tatticamente con dieci giocatori di fatto dietro la linea della palla – si è evidenziato un certo imbarazzo nella costruzione del gioco, poco lineare e affidato a lanci lunghi dalla trequarti conditi da un elementare errore di posizione (peraltro isolato) sull’azione del pareggio ospite che poteva costare l’intera posta in palio.
E’ proprio su questi ultimi aspetti che il mister dovrà concentrarsi nei prossimi impegni che vedranno il Piacenza, una volta superato l’ostacolo non insormontabile dei ravennati del Ribelle, affrontare nell’arco di tempi ristretti Este, Rimini, Fiorenzuola e Correggese vale a dire le maggiori contendenti alla promozione insieme al Delta.
Se Monaco riuscirà a migliorare l’approccio alla garà, apparso nelle ultime uscite un po’ troppo “molle”, e a massimizzare la concentrazione nell’intensità difensiva, allora il titolo tanto platonico quanto importante di campioni d’inverno potrà essere realtà.




