
L’orgoglio di tagliare il nastro di inaugurazione dell’8^ Sagra dello Scalogno lo si legge negli occhi della neosindaca di Castelvetro Silvia Granata: “Ho visto nascere questo evento che negli anni è diventato un appuntamento di grande rilievo per il territorio. La Sagra dello Scalogno ha contribuito enormemente a far conoscere il nostro paese ben oltre i confini comunali. Non nascondo l’emozione di rappresentarne i protagonisti del lavoro, ancora una volta, svolto in grande collaborazione: l’Associazione Turistica Pro Loco di Castelvetro che rende possibile questo ed altre importanti sagre tradizionali, le Associazioni di volontariato, i produttori agricoli, gli espositori, gli sponsor. Ringrazio inoltre tutti i dipendenti comunali che con il loro lavoro rendono possibile la riuscita della manifestazione. In fine, ma non ultimi, i miei colleghi assessori e consiglieri che con me credono nella valorizzazione del nostro territorio”.
Sindaca, superiamo la Sagra dello Scalogno e parliamo più ampiamente di Castelvetro: da Piacenza lo vediamo lontano, nonostante ci sia il Po di mezzo, esageriamo un po’, quasi una periferia di Cremona. Oggi poi, nelle relazioni tra territori, i confini amministrativi hanno poco valore…
“In effetti, il primo sfogo dei nostri ragazzi è verso Cremona, appena ne hanno la possibilità, in bicicletta o motorino attraversano il ponte sul Po. Ci distingue dai lombardi la nostra “emilianità” che viene riconosciuta anche dai cremonesi: Castelvetro viene percepito come un piccolo Eden dove si possono trovare case in contesti più gradevoli, dove si mangia bene e la qualità di vita è più soddisfacente. E’ vero poi che i nostri ragazzi frequentano le scuole superiori di Cremona, che abbiamo l’opportunità di poter scegliere l’accesso, prima con più facilità ora meno, all’ospedale di Cremona.
Senza dubbio la nostra economia gode della vicinanza: buona parte del nostro artigianato, le attività commerciali dai negozi ai ristoranti, poi i locali da ballo, il bowling… Cremona per noi è un bel bacino di opportunità”.
Un altro aspetto che ci incuriosisce è la composizione urbanistica dell’abitato diffuso nel territorio comunale, risultato di una, chiamiamola “unione”, con ex frazioni: mi riferisco a Castelvetro, più Croce Santo Spirito, più Mazzano Chitantolo. Se dal punto vista logistico penso che non vi siano problemi, mi incuriosisce invece sapere se restano divisioni campanilistiche sotto espetti diversi: culturale, sociale, delle tradizioni…
“Ci sono state, ogni frazione aveva la propria chiesa, l’oratorio, la scuola, l’asilo. L’evoluzione amministrativa ha fatto si che tutti si possano sentire sotto lo stesso cielo. Resta il calcio a tenere in piedi il campanile, infatti si disputa ancora il Torneo delle Frazioni con grande partecipazione”.
Dopo aver tratteggiato un po’ di contesto entriamo nel vivo dei problemi che stanno interessando l’amministrazione comunale. Problematiche post-Covid ancora aperte?
“Sostanzialmente due, anche se convergono su quella sociale: il Covid ha colpito una fascia di età avanzata, quella dei ragazzi, delle persone sole e fragili. Sul versante economico le emergenze sono state tante avendo una ricaduta sul disagio sociale.
Devo dire che c’è stata una buona risposta: le attività hanno ripreso a lavorare ed i ragazzi a studiare. I riflessi economici negativi, che poi sono sociali, sono più lunghi ad essere riassorbiti, anche se nel nostro territorio vi è una alta sensibilità sociale molto diffusa”.
Dal programma della Sagra vedo che anche quest’anno avete confermato la Festa delle Associazioni e del No-Profit, un modo per riconoscere l’impegno delle associazioni a favore del miglioramento dell’assistenza sociale soprattutto a favore dei più deboli. Vedi effetti post-Covid
“Ormai è un appuntamento tradizionale voluto dal sindaco uscente Luca Quintavalla non appena eletto nel 2013. Un impegno al quale vogliamo dare continuità”.
Veniamo alla staffetta Quintavalla-Granata: quali sono i progetti lasciati in eredità da portare a termine?
“Aperti, già finanziati ma non ancora partiti, ma che abbiamo la certezza di portare a compimento sono tre: l’ampliamento dell’asilo comunale che prevede la realizzazione della nuova mensa, il recupero della seconda palazzina dell’Istituto Biazzi ed il recupero delle ex scuole di “Croce”.
Relativamente all’ampliamento dell’asilo, abbiamo già affidato i lavori che se li è aggiudicati: inizieranno a breve compatibilmente con le attività didattiche. Per quanto riguarda l’Istituto Biazzi siamo ancora nella fase di ottenimento di tutti permessi.
Il recupero delle scuole di “Croce” è stato finanziato in parte nel contesto del bando regionale di Rigenerazione Urbana 2021 e in parte con fondi comunali: il progetto esecutivo del primo stralcio è già stato approvato ed andrà a gara nelle prossime settimane.
Bolle in pentola anche altro, mi riferisco alla partecipazione al bando Piste Ciclabili: qui passa la Ciclovia del Po sulla sommità dell’argine maestro, diventerebbe quindi interessante il collegamento con la ciclovia Ven-To che sfiora già Castelvetro e la Valley Bike che arriva a Busseto. Risponderemmo così alla domanda sempre crescente di turismo lento che ci permetterebbe di far conoscere sempre più il nostro territorio.
Ha già avuto due fasi di progettazione il Campus Polo scolastico, è terminato efficientamento energetico e l’adeguamento sismico ed ora è in corso Campus Fase 3 che contiene la scuola primaria, cioè le elementari e le medie ed una progettazione per renderlo un vero e proprio Campus recitando tutta l’area”.
Dalle ciclabili al Po come attrazione turistica il passo è breve: ci state pensando? Avete iniziato con il recupero dell’area Ponticello, pensate di continuare intervenendo nelle golene?
“Sono nata sul Po, quindi sfonda una porta aperta: ci sono i sentieri che portano alle vecchie lanche ed agli spiaggioni da valorizzare. Purtroppo, la golena è poco vissuta: un tempo dava lavoro, c’erano i pescatori, c’era una cava che alimentava le attività edili, il Ponticello in piena attività era il nostro ritrovo sul fiume. Abbiamo delle idee in testa per la valorizzazione delle golene. Abbiamo notizia di un bando riservato ai comuni che si affacciano sul medio Po. Ad ogni comune è chiesto di presentare un progetto di valorizzazione. Stiamo pensando di presentare un progetto di valorizzazione dell’attracco e di percorsi in golena per brevi e piacevoli escursioni in riva al Po.”
Oltre a portare a termine i progetti lasciati in eredità dal sindaco uscente Luca Quintavalla, come pensa di voler caratterizzare il suo mandato?
“L’eredità amministrativa e politica di Quintavalla non è leggera. La continuità sarà la prima cifra del mio impegno. Vivo e lavoro qui, quindi ho un contatto molto stretto e quotidiano con il territorio. Penso di poter essere un punto di riferimento al quale gli abitanti di Castelvetro sono già abituatati…”
Sindaca, mi deve dire qualcosa di più …
“Quello che mi sta chiedendo ce l’ho in testa … Per dieci anni siamo stati un’amministrazione molto attiva, oltre ad aver alzato il livello dell’assistenza, aver offerto ai cittadini l’opportunità di vivere una vita di relazione sociale improntata al confronto per la realizzazione di progetti condivisi e per la crescita culturale, soprattutto delle nuove generazioni, abbiamo realizzato numerose opere: ora si tratta di farle vivere queste opere. Sarebbe bello riuscire a farlo attraverso una rete che sviluppi l’impegno di tutti. La realizzazione delle scuole, le palazzine, il Campus, la Buca riporteranno le famiglie, i ragazzi, la comunità tutta a vivere in un paese più attivo, più vivace, piacevole. Il progetto che interessa la ex scuola di “Croce” riporterà in attività la biblioteca, la sala musica, sarà un contributo importante alla socialità… Probabilmente i ragazzi si fermeranno di più in paese.
Vorrei che il risultato fosse rinvigorire l’anima di Castelvetro, intercettare la voglia di essere una comunità con una identità condivisa frutto della partecipazione di tutti. Su questo obbiettivo occorre organizzare la nuova fase per un nuovo impegno.
So che ci vuole tempo: il mio desiderio è che, trascorsi i cinque anni del mandato, il nostro impegno sia compreso dai giovani, che qualcuno di loro possa prendere il nostro testimone. Sono fiduciosa. Il giorno della proclamazione del risultato elettorale mi ha avvicinato un giovane ventenne e complimentandosi mi ha sorpreso dicendo: Sono interessato al vostro modo di lavorare, quando vi riunite e a parlare di cosa? Se fosse l’inizio sarebbe bellissimo!”




