Velocizzare le indagini con database informatici rendendo subito disponibili alle forze dell’ordine le immagini delle telecamere di sicurezza esterne. Questo è l’obiettivo dell’Anagrafe delle Telecamere, il progetto, in fase di lancio, che nasce da una proposta, alla Prefettura di Piacenza, della ditta Galli Data Service, una realtà aziendale che si pone come consulente globale per l’adeguamento alla normativa sulla privacy: “è un progetto importante” spiega Gregorio Galli, titolare dell’azienda che ha precisato: “nel giro di un mese contiamo di portare i primi risultati utilizzabili dalle forze dell’ordine” spiega, aggiungendo “contiamo di rendere l’Anagrafe, per cui sosterremo le spese, un progetto a tempo indeterminato, con continui aggiornamenti”. Il progetto, già approvato e adottato dalla Prefettura, nel dettaglio, si propone di creare un vero e proprio database delle telecamere di sicurezza. L’idea è una mappa elettronica, che sarà utilizzata unicamente dalle Forze dell’Ordine, di tutti gli impianti di videosorveglianza sia pubblici che privati. Oggi, le Forze dell’Ordine che intervengono, ad esempio dopo un furto, perdono molto tempo: devono trovare la posizione della telecamera, capire se funziona, se è attiva 24 ore al giorno, dove vengono memorizzate le registrazioni, chi può accedervi e quindi a chi rivolgersi per l’acquisizione delle immagini. Con il sistema dell’Anagrafe delle telecamere tutte queste informazioni sarebbero subito disponibili e quindi le indagini potrebbero essere significativamente più rapide, sapendo immediatamente a chi rivolgersi per l’acquisizione delle immagini per le indagini. Il progetto riguarda ogni telecamera che affaccia su un luogo pubblico, dal privato all’impresa, al negozio. È da specificare che, all’interno del database, saranno immagazzinati solo dati pubblici (la legge già prevede l’obbligo, per i proprietari, di indicare la presenza di telecamere di sicurezza) e in alcun modo ci sarà un collegamento diretto alle immagini riprese dalle telecamere. Prossimamente la Prefettura invierà, tramite la ditta Galli Data Service e via Posta Elettronica Certificata una richiesta ufficiale di partecipazione al progetto, anche se grazie all’aiuto delle varie associazioni di categoria, il progetto è, talvolta, già stato segnalato, grazie alle comunicazioni con gli associati. L’adesione al progetto è estremamente semplice: sarà sufficiente, infatti, segnalare di possedere un impianto di videosorveglianza con telecamere esterne e fornire il contatto (ad esempio il recapito telefonico) di un soggetto in grado di accedere alle immagini. L’adesione è gratuita e non comporta incombenze e responsabilità di nessun tipo per i partecipanti. Nel database, il recapito telefonico del soggetto indicato dal proprietario sarà associato, sulla mappa, alle relative telecamere e potrà essere usato dalle Forze dell’Ordine, nel caso di indagini per crimini commessi nella zona dell’impianto di videosorveglianza. Nel caso non si dovesse aderire al progetto, le Forze dell’Ordine verificheranno comunque le immagini delle eventuali telecamere di sicurezza ma impiegheranno, verosimilmente, molto più tempo, rendendo meno tempestive e efficienti le indagini. È da ricordare, infine, come l’accesso alle immagini sia consentito solo ed esclusivamente alle Forze dell’Ordine per indagini successive ad eventi criminosi commessi sul territorio.





