Serie D: La zampata di Ruffini manda in orbita il Piacenza.

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Piacenza Calcio Lecco per P.Gentilotti (FotoDELPAPA)Proprio con De Paola in panchina aveva trovato spazio divenendo difensore (centrale o terzino) insostituibile e prezioso. Ora Marco Ruffini, insieme a Saber unico superstite dell’epurazione estiva biancorossa, si erge ad assoluto protagonista nel dare il pu’ grosso dispiacere al suo ex-tecnico; e’ lui infatti il match-winner che risolve Piacenza-Lecco, la partita piu’ importante dell’anno e che da ai biancorossi la sicurezza di un vantaggio in classifica (sia numerico che psicologico) che ormai solo un harakiri piacentino potra’ rimettere in discussione. Il Lecco era sceso a Piacenza con l’assoluto obbligo della vittoria per riaprire una campionato che altrimenti rischiava di divenire un monologo della squadra di Franzini, il rocambolesco pareggio di Seregno aveva rimesso un po’ di pepe su una sfida attesa da mesi ma che la manifesta superiorita’ aveva contribuito a trasformare in un puro appuntamento statistico. Come da attese i lombardi hanno provato ad aggredire senza pero’ aprire il fianco alle scorribande avversarie, Il Piacenza incerottato e privo di alcune colonne portanti come Franchi, Sentinelli e Cazzamalli , vara un inedito 4-4-2 dove Saber e Porcino si piazzano a guardia della linea difensiva e Matteassi con Minincleri presidiano le fasce a supporto del duo offensivo Marzeglia-Galuppini. Non e’ pero’ il solito Piacenza in versione casalinga, vale a dire arrembante e avvolgente; sara’ forse il modulo, la forza dell’avversario o la posta in palio ma sta di fatto che i biancorossi per tutto il primo tempo faticano a distendersi in verticale e ed appoggiare un Marzeglia troppo isolato in avanti e ben contrastato fisicamente da Turati. Il Lecco dal canto suo gioca un match coraggioso e ben organizzato non disdegnando di alzare la contesa agonistica non appena la partita lo richiede; buone le prove di Cardinio e Baldo che ai lati provano ad innescare per vie aeree il bomber França che crea piu’ di un grattacapo a Ruffini il quale paga centimetri e peso nei confronti del centravanti brasiliano. E’ proprio l’attaccante ex-Cuneo ad avere sui piedi l’occasione non solo di segnare il match ma di cambiare forse l’inerzia dell’intero campionato: il suo calcio di rigore si stampa sulla traversa dopo la deviazione di Boccanera (che bissa l’ottimo intervento di qualche minuto prima deviando sul palo un tiro da fuori di Baldo). Da qui il match cambia rotta, Franzini fiuta il disagio ed il rischio tornando all’antico spartito: rientra dopo un mese Taugordeau al posto di uno spaesato Galuppini (inutile nel corso del match lo scambio di ruolo con Minicleri)che riporta il Piacenza al piu’ classico e collaudato 4-3-3; ora le distanze tra i reparti si accorciano con Porcino e Saber che ritornano nei piu’ congeniali ruoli di interni guastatori ed il baricentro del gioco torna nelle mani biancorosse. Alla prima occasione i padroni di casa riescono a passare sfruttando appieno la ribattuta di Ruffini su un tiro ravvicinato di Marzeglia: e’ l’uno a zero che fa esplodere di gioia gli oltre 2000 tifosi del Garilli e che spegne le speranze di rimonta del Lecco. Da li in poi i lombardi non sapranno piu’ rendersi pericolosi pur beneficando degli ingressi di Joelson e Corteggiano che intensificano la pressione offensiva lecchese; e’ anzi il Piacenza, bravo a controllare ed a spezzettare il gioco di De Paola, a sfiorare la rete del raddoppio in contropiede. Il Lecco puo’ recriminare giustamente per un primo tempo ben giocato nel quale ha mal sfruttato le rare occasioni concesse da un Piacenza sceso in campo con un assetto tattico totalmente da registrare, ma deve altresi interrogarsi sulla sua incapacita’ di creare reali occasioni da rete una volta passato in svantaggio. Il Piacenza, invece, esce indenne e rafforzato (nonstante le assenze) dal doppio confronto al vertice con Seregno e Lecco e si riprende con gli interessi i punti lasciati in terra brianzola. Si chiude il girone di andata con la possibilita’ di scollinare all’iperbolica cifra di 50 punti e con un vantaggio in doppia cifra sulle inseguitrici. La Lega Pro non puo’ piu’ attendere.

 

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