Non hanno raggiunto la parità numerica ma è innegabile l’aumento della presenza femminile negli studi di progettazione e sui cantieri edili: oggi 4 architetti su 10 a Piacenza sono donne. Non è un effetto della crisi economica né una peculiarità del settore, sta di fatto che da qualche anno le iscrizioni femminili all’Ordine degli Architetti piacentini superano quelle maschili e con ampio scarto: dal 2004 ad oggi su 208 nuove iscrizioni ben 128 sono donne (pari al 61,5%).
L’Ordine professionale piacentino conta 532 iscritti di cui 231 donne: nel 2012 sono state 15 le new entry ‘rosa’ (su 23 iscrizioni) e lo stesso è accaduto negli anni precedenti con l’exploit del 2006 (su 28 nuove iscrizioni 20 erano donne). Certo è che emergere in un settore prettamente maschile non è semplice: le donne architetto in Italia (e a Piacenza) sono prevalentemente associate o collaboratrici di studi di architettura insediati da tempo sul territorio. Capita di rado vedere una donna a capo di uno studio di progettazione e anche negli atenei sono in minoranza rispetto ai colleghi. Più frequentemente ricoprono ruoli nelle Pubbliche amministrazioni (assessorati all’Urbanistica). Abbiamo incontrato alcune tra le maggiori esperte piacentine di progettazione, restauro, grafica e design e abbiamo chiesto loro quali spazi offra il settore e se permanga o meno un po’ di scetticismo sui cantieri.
Marina Foletti: ‘Più donne negli Ordini’
‘Nelle facoltà di Architettura le ragazze prevalgono e sembrano avere una marcia in più. Non sempre riescono ad esercitare la professione: purtroppo il momento attuale non aiuta le giovani generazioni, senza distinzioni di genere’, afferma l’architetto Marina Foletti, dal 1998 consigliere dell’Ordine professionale piacentino e dal 2010 della Fondazione Architetti di Parma e Piacenza. L’architetto Foletti sottolinea l’aumento dei consiglieri donna all’interno degli Ordini professionali (‘A Piacenza in pochi anni il numero è salito da 1 a 3’) e nelle realtà ad esso correlate: ‘Il consiglio della Fondazione Architetti di Parma e Piacenza è composto da 4 donne su 11 consiglieri’, aggiunge l’architetto Foletti, titolare di uno studio di progettazione a Piacenza dal 1994, dove svolge attività professionale soprattutto dedicata a progetti di recupero e restauro di edifici di importanza storico-architettonica. ‘Rispetto a vent’anni fa sono calati i malumori legati alla presenza femminile sui cantieri: implicitamente però la donna è chiamata a dimostrare di continuo le propria competenze’. Il momento attuale non è facile: ‘E’ necessario investire nell’innovazione e nella formazione permanente, ambito che come Ordine degli architetti di Piacenza e soprattutto come Fondazione Architetti di Parma e Piacenza stiamo approfondendo per rispondere alle esigenze degli iscritti e per ottemperare a quanto previsto dal Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali’.
Mitzi Bollani: ‘Lo scetticismo permane’
‘Le donne sono in aumento in tutte le professioni ma le difficoltà restano quelle di sempre’, afferma l’architetto Mitzi Bollani, tra i massimi esponenti al mondo di “Design for All” (Accessibilità, salute e sicurezza per tutti) e consulente dal 1985 della Commissione delle Comunità Europee. ‘Lo scetticismo sui cantieri permane ed è oggi forse più presente di ieri data l’elevata presenza di manodopera straniera, meno propensa (ed anche culturalmente poco abituata) ad avere un capo-cantiere donna – spiega l’architetto Bollani’, che è stata membro della giuria dello Schindler Award 2012 , Premio di architettura che ha visto la partecipazione di 1600 studenti, ‘purtroppo pochissimi italiani’. Mitzi Bollani nel 2008 ha fondato Leura srl, azienda che realizza prodotti innovativi per rispondere ad esigenze particolari come MimmaMA’- l’unica poltrona per l’allattamento. ‘Abbiamo da poco depositato il marchio collettivo ‘Designed for You&All’ finalizzato a valorizzare prodotti e progetti che migliorano la qualità di tutti, limitando le discriminazioni attraverso il design. Diamo supporto alle aziende per raggiungere questo obiettivo’. Lei rappresenta la possibilità per una donna di scalare i vertici del mondo, cosa premia? ‘Le donne per natura sono abituate ad occuparsi di più attività contemporaneamente e questo favorisce una visione a 360°, inoltre partecipano con più emozionalità ai progetti, dedicando impegno e volontà di raggiungere l’obiettivo’.
Elena Braghieri: ‘Ogni giorno è una sfida’
‘Il grande architetto Gae Aulenti, recentemente scomparsa, diceva: «L’architettura è un mestiere da uomini, ma ho sempre fatto finta di nulla». Credo che questa frase contenga una grande verità’, afferma l’architetto Elena Braghieri, dal 2010 consigliere della Fondazione Architetti di Parma e Piacenza. ’E’ una sfida ogni giorno, ma credo tante mie colleghe abbiano dimostrato quanto l’architettura al femminile possa essere espressione sia di grande preparazione tecnica (i nuovi orizzonti dell’energetica, della sostenibilità, della riqualificazione urbana, del project management), sia di una visione a 360° che traduce l’atto creativo in materia di qualità’. Libero professionista, l’architetto Braghieri si occupa di progettazione architettonica, di grafica e di design. Un progetto che ama particolarmente è la nuova sede di Radio Sound 95, in cui, partendo dallo studio del nuovo marchio aziendale, con un salto di scala, ha fatto dell’involucro spaziale la trama della comunicazione del brand. Al momento si sta occupando del restauro e risanamento conservativo di Collegio Morigi. ‘In un cantiere la misoginia rimane forte, ma è inevitabile: saranno le capacità a parlare e a premiarti. Con i colleghi – aggiunge Braghieri – ho sempre avuto ottimi rapporti e credo che la complementarietà consenta visioni laterali stra-ordinarie perchè uno + uno, in casi meravigliosi fa tre’.
Laura Gazzola: ‘Determinazione e flessibilità’
‘L’architettura è un mestiere sempre meno prettamente maschile’, afferma l’architetto Laura Gazzola, membro più giovane del Consiglio dell’Ordine, in cui ricopre dal 2009 la carica di segretario. ‘La determinazione che contraddistingue le mie colleghe coetanee è un punto di forza decisivo per l’esercizio di una professione complessa come la nostra’, aggiunge l’architetto Gazzola che dal 2005 collabora con lo Studio Albonetti e nel 2011 si è classificata al terzo posto – all’interno di un team – al Concorso nazionale di progettazione della nuova Chiesa di San Nicolò. ‘Non ho mai avvertito forme di scetticismo in ambito cantieristico o all’interno di collaborazioni con colleghi più o meno coetanei. Permane a volte un atteggiamento più distaccato da parte di professionalità differenti appartenenti a generazioni più mature’. Libero professionista si occupa prevalentemente di progettazione, pianificazione urbanistica e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Giovani generazioni: quale valore aggiunto? ‘Oggi più che mai sono necessarie determinazione, flessibilità, capacità di re-inventarsi e di scoprire nicchie di mercato spesso ignorate investendo in progetti a lungo termine. Determinanti l’aggiornamento professionale continuo e l’attenzione alle nuove tecniche costruttive di risparmio energetico e di riuso del patrimonio immobiliare, che sono il futuro della nostra professione’.





