Sei comuni piacentini nel neonato Consorzio Alte Valli, il biodistretto di montagna più grande d’Europa

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Nasce da un progetto del 2008 ma è diventato ufficialmente consorzio solo qualche mese fa il Consorzio Alte Valli che si prefigge di diventare il Biodistretto di montagna più grande d’Europa. Comprende tre regioni (Emilia Romagna, Liguria, Toscana), 4 province (Piacenza, Genova, Parma e Massa Carrara), 24 Comuni, 12 alte valli. Tra i Comuni che hanno aderito al Consorzio delle Alte Valli, sei sono piacentini: Ottone, Zerba, Corte Brugnatella in Valtrebbia, Ferriere e Farini in Valnure e Morfasso in Valdarda.

Presto sarà online il portale del Consorzio

Il progetto, che comprende tutte le aziende operanti in campo agricolo e turistico, ma anche nei settori della ristorazione, dell’accoglienza, mira a tutelare l’ambiente con il metodo dell’agricoltura biologica, valorizzare la zona grazie al potenziamento dell’attività turistica, contrastare lo spopolamento dalle montagne e rafforzare le filiere presenti sul territorio.

L’emergenza sanitaria di questi mesi ha rallentato l’inizio dei primi progetti del Consorzio ma in cantiere ci sono molte idee come l’Alte Valli Smart Life che vuole migliorare la sostenibilità delle Valli attraverso la raccolta differenziata, le energie sostenibili e lo smart working. Ma bisogna puntare anche al turismo e se i mesi estivi saranno “tiepidi” non si potrà dire lo stesso della stagione invernale in cui si potrà puntare su trekking, percorsi nella natura, impianti sciistici e molto altro.

“Sostenibilità, biodiversità sono due facce della stessa medaglia. Unicità, tipicità e gusto… pensate solo a quante cose abbiamo solo noi!” ha detto il presidente Simone Andrei durante la presentazione del Consorzio tenutasi prima del lockdown. “Siamo orgogliosamente uno dei biodistretti europei con la più alta biodiversità agricola al mondo. Siamo invidiati (nel senso buono) ed anche studiati… dobbiamo da buoni custodi della terra, mettere a frutto tutte queste opportunità… Sostenibilità e biodiversità vanno a braccetto con tradizione”.

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