Scuole nuove e più sicure, soldi in arrivo
per tredici comuni piacentini

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roberto reggi1Il sottosegretario all’Istruzione, l’ex sindaco di Piacenza Roberto Reggi, ha incassato pesanti critiche per alcuni suoi virgolettati sulla scuola riportati da ‘Repubblica’, ma si prenderà anche qualche applauso se otterrà i risultati sperati il piano di edilizia scolastica fortemente voluto dal presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Del progetto beneficeranno anche diversi edifici (l’elenco preciso sarà pubblicato a breve sul sito del Miur) di ben tredici Comuni della provincia di Piacenza: si tratta di Agazzano, Alseno, Bettola. Borgonovo, Cadeo, Carpaneto, Castelsangiovanni, Castell’Arquato, Castelvetro, Fiorenzuola, Piacenza, Rottofreno e San Pietro in Cerro.
La scuola “by Reggi” crea polemica  
Ospite del ‘Cantiere scuola’ del Pd siciliano, Reggi ha dovuto precisare i virgolettati apparsi su Repubblica, ossia le proposte di aprire le scuole dalle 7 alle 22, impegnando fino a 36 ore alla settimana i docenti, e di affidare ai dirigenti buona parte della valutazione dei professori per premiare i migliori e sganciare gli aumenti dalla progressione di carriera. “Parole – definizione dello stesso Reggi – non bene meditate”: dopo la seccata reazione di sindacati della scuola e docenti, il sottosegretario ha corretto il tiro sia in Sicilia che, dopo, in un’intervista a ‘Italia Oggi’.
“Mai mi son sognato – ha spiegato all’assise Pd – di dire di aumentare il tempo dell’insegnamento scolastico: quello delle 36 ore è solo il limite massimo da considerare per ogni insegnante, non di certo un obbligo per tutti”.
A proposito di quali fondi potrebbero pagare le spese per le ore di lavoro in più di docenti (e non) e le consequenziali maggiori spese per trasporti, mense e pulizie, Reggi ha annunciato a Italia Oggi che sarà presentato al Ministero dell’Economia un “grande pacchetto” ad hoc (se passerà, si vedrà), aggiungendo di ritenere auspicabile un taglio di un anno delle scuole superiori. A detta del sottosegretario, comunque, “è imprescindibile ridare dignità ai professori”: porre mano alla riqualificazione degli ambienti di lavoro (incredibilmente degradati, quando l’Italia dovrebbe essere una delle culle della cultura e della formazione) potrebbe essere un primo passo importante, benchè non certo risolutivo di per sè.
Riqualificazione, tutte le cifre
Il Governo investirà poco più di un miliardo di euro in tre direzioni, sintetizzate con gli hashtag ‘scuolebelle’, ‘scuole sicure’ e ‘scuolenuove’.
’Scuolenuove’ è legato allo sblocco del patto di stabilità per 404 cantieri in corso o che stanno aprendo, con progetti dall’importo medio di un milione, generando circa 400 milioni di valore complessivo. Tutti i sindaci che hanno risposto all’appello del 3 marzo scorso, segnalando interventi di edilizia scolastica immediatamente cantierabili, finanziati completamente con fondi propri e per i quali sbloccare il patto di stabilità, hanno trovato accoglimento nei DPCM firmati da Renzi in giugno: i sindaci riceveranno la comunicazione dalla Ragioneria dello Stato secondo le procedure gestionali ordinarie di sblocco del patto per l’anno 2014 e 2015.
Per gli altri sindaci che – rispondendo all’appello del governo – hanno chiesto finanziamenti o lo sblocco del patto per interventi che inizieranno nel 2015, si aprirà una nuova possibilità con il prossimo Documento programmatico di economia e finanza e con i mutui in fase di attivazione con oneri a totale carico dello Stato.
Con le delibere approvate dal Cipe il 30 giugno scorso sono invece stati destinati complessivamente 510 milioni all’edilizia scolastica riprogrammando Fondi di Sviluppo e Coesione per i filoni ‘scuolesicure’ e ‘scuole belle’.
In breve, per quanto riguarda ‘scuolebelle’ si tratta di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale, per ‘scuolesicure’ di messa in sicurezza, rimozione amianto e barriere architettoniche, per ‘scuolenuove’ di sblocco del Patto di stabilità per gli interventi immediatamente cantierabili.
In tutta Italia, del piano di edilizia scolastica beneficeranno poco meno di 21mila edifici (più o meno una scuola su due) che ospitano durante le lezioni circa 4 milioni di studenti.
A livello provinciale, il filone ‘scuolebelle’ interesserà Borgonovo (7mila euro), Cadeo (8mila), Carpaneto (7mila), Castelsangiovanni (quasi 14mila), Fiorenzuola (quasi 28mila) e Piacenza (14mila).
Decisamente più robusti gli importi per ‘scuole sicure’ e ‘scuole nuove’.
Nel primo caso – da tabella Miur – 54mila euro andranno ad Agazzano, 35mila ad Alseno, 43mila ad Carpaneto, 90mila a Castell’Arquato, 39mila a Castelvetro, 54mila a Piacenza e 30mila a San Pietro in Cerro.
Nel secondo caso si tratta infine di 80mila euro per Bettola, 339mila per Carpaneto, 185mila per Castelvetro, 600mila per Piacenza e poco più di 1,5 milioni di euro destinati a Rottofreno.

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