Sarebbero undici, finora, le persone indagate per gli scontri avvenuti sabato scorso a Piacenza nel corso della manifestazione degli antagonisti contro il neofascismo e l’apertura della sede di CasaPound.
I due organizzatori del corteo che devono rispondere di istigazione a delinquere e della violazione dell’articolo 18 del Testo unico delle leggi di Pubblica sicurezza, cioè mancata osservanza delle prescrizioni (il mancato rispetto del percorso, ndr), più nove persone di età compresa tra i 20 e i 40 anni, non residenti a Piacenza. Più pesanti le ipotesi di reato a carico di questi ultimi: rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, violenza privata, lesioni aggravate in concorso. Tra questi, infatti, vi sarebbero anche alcuni dei responsabili dell’aggressione, avvenuta in via Sant’Antonino, al carabiniere Luca Belvedere che ha riportato la frattura scomposta della spalla. L’episodio di violenza, ricordiamo, è avvenuto nell’ambito della manifestazione organizzata dal collettivo ControTendenza, manifestazione partecipata da molti piacentini che hanno sfilato in modo pacifico e non violento per i valori dell’antifascismo. All’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Roberto Fontana, stanno lavorando la Digos di Piacenza e il Nucleo Informativo dei Carabinieri: il numero dei partecipanti alla manifestazioni coinvolti nell’indagine potrebbe aumentare ancora.




