Pareti e Milani dalla politica d’antan in Fondazione

0

Una delle prime dichiarazioni di Francesco Scaravaggi subito dopo l’elezione a presidente della Fondazione è stata, rispondendo alla richiesta del presidente della Provincia di rimettere il mandato per permettere l’individuazione di un presidente condiviso:“Fuori la politica dalla Fondazione”. L’intervento di Trespidi troppo velleitario e fuori tempo massimo per essere preso in considerazione seriamente. Quel “fuori la politica” resta invece poco comprensibile. Il neopresidente dovrebbe spiegare di che natura sia l’attività relativa al suo nuovo incarico. O significa soltanto fuori un pidiellino ex democristiano e dentro due ex socialisti della Prima Repubblica come Stefano Pareti e Giorgio Milani in predicato, almeno il primo, di entrare addirittura a far parte del consiglio di amministrazione della Fondazione? Subito dopo Scaravaggi aveva anche detto che avrebbe seguito l’indirizzo della continuità con l’amministrazione precedente: guardare indietro per andare avanti. Teoria condivisibile a patto che si guardi alle migliori esperienze e soprattutto a quelle riproponibili oggi, ma soprattutto domani. Guardare a Stefano Pareti e Giorgio Milani, assessore all’Urbanistica nel periodo ‘75/’80 e successivamente sindaco il primo, insostituibile suo consigliere e rappresentante nel backstage politico cittadino il secondo: entrambi socialisti lombardiani, successivamente confluiti nella componente craxiana si presenta come una forzatura davvero improponibile. Significa non  comprendere che l’opinione pubblica, seppur in ritardo a causa di una colpevole informazione, si sta facendo più attenta alle vicende che hanno interessato e che interessano la Fondazione collocandole all’interno di un quadro più ampio, certamente contagiato dalle vicende nazionali e dalla significativa presenza in parlamento degli esponenti del Movimento 5 Stelle. Mentre Laura Boldrini e Pietro Grasso sono stati eletti rispettivamente alla presidenza della Camera e del Senato, a Piacenza non si trova di meglio di Pareti e Milani. Non sono in discussione le persone, ma ciò che hanno rappresentato. Quando si combinava “Il pasticciaccio di Cantone del Cristo” come definì Corriere Padano la vicenda relativa al Polichirurgico; quando nell’80 fu dotata la città di un piano regolatore che fa ancora “discutere” adesso. Naturalmente con responsabilità politiche diverse, da dividere con il Pci di allora, ma comunque corresponsabili di scelte di cui ne verifichiamo ancora gli effetti negativi. Ora come allora la stessa formula? Pareti in prima linea (consiglio d’amministrazione) e Milani dietro (consiglio generale)? No, spazio ai giovani! Ce ne sono, basta cercarli fuori dal solito “cerchio magico” di Libertà dove il giochino più praticato sembra essere quello di creare “fenomeni”. Un po’ di misura…

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.