San Bernardo di Chiaravalle copatrono di Fiorenzuola d’Arda, il nuovo lavoro dell’ex sindaco Compiani

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L’ex sindaco di Fiorenzuola Giovanni Compiani, dopo due mandati, ha voluto dedicarsi alla sua passione di storico locale. L’amore per sui due santi protettori della città sull’Arda: San Fiorenzo e San Bernardo compatrono (in realtà ce ne sarebbe un terzo, San Bonifacio). Il primo volume che si intitolava “Il culto di San Fiorenzo vescovo di Orange”, uscito nel 2019, rendeva di pubblico dominio numerose notizie in merito ad aspetti della vita e alle città patrocinate. Il secondo libro dal titolo “San Bernardo di Chiaravalle” indagando sulla vita del “dottore mellifluo”, passa dalle rigorose ricerche sulla vita e sul pensiero, ad accenni piacevoli di romanzo storico. Compiani questa volta ha realizzato una vera e propria “summa” su San Bernardo. L’ex sindaco è stato motivato dal desiderio di far conoscere i due santi della “porta accanto”, della quotidianità, immersi nel popolo e non distanti. inarrivabili icone. Sono visti come esempi e fonti di ispirazione.

La presentazione del libro è avvenuta nella chiesa dell’abbazia di Chiaravalle di Alseno, il 28 agosto, alla presenza di un folto pubblico (opportunamente distanziato e dotato di mascherine). Ad accompagnare lo storico un vero e proprio “parterre de rois”: Graziano Tonelli direttore dell’archivio di Stato di Parma, Johan Ickx, direttore dell’Archivio Storico della Sezione per i rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato della Santa Sede e autore del recente “Pio XII e gli ebrei”, Pierantonio Piatti del Pontificio comitato delle scienze storiche del Vaticano. Padre Amedeo con la solita energia ha dato il benvenuto ai convenuti. Icks ha sottolineato l’importanza degli studi storici locali non trovando differenze, a livello di autorevolezza e importanza tra la storia “nazionale” e la storia dei singoli territori. Piatti ha parlato delle reliquie del Santo custodite a Fiorenzuola e Chiaravalle e si è dimostrato particolarmente interessato alla ricostruzione storica, basata su ricerche rigorose ed accurate, della nascita dell’abbazia di Chiaravalle della Colomba. In questo caso Compiani si è dimostrato non solo un appassionato e attento ricercatore, ma anche un artefice del romanzo storico in pieno rispetto delle più recenti correnti della “public history”.

Ad esempio, la leggenda popolare della colomba che indica ai monaci il luogo in cui costruire l’abbazia, risale al 1135/1136, anni che vengono indicati come i più probabili per la fondazione dell’abbazia di Chiaravalle della Colomba (oggi dedicata a Santa Maria Assunta). Non tutti gli studiosi però concordano sulla data effettiva della nascita dell’abbazia, ma sarebbe bello credere che l’anno di fondazione sia il 1132, visto che, se così fosse, sarebbe la prima abbazia cistercense in Italia (tuttavia secondo altri studiosi il santo sarebbe arrivato un anno dopo). Leggendo il libro si apprende che Bernardo ebbe un rapporto speciale con l’abbazia, la quale divenne meta preferita durante i suoi viaggi. Compiani racconta ancora che la presenza cistercense a Piacenza è ricca di testimonianze importanti. Potremmo addirittura immaginare un cammino cistercense tutto legato al nostro territorio. Qualcuno ha suggerito che l’ultima parte del libro potrebbe essere addirittura assimilata ad una guida. Un percorso ideale che inizia dal monastero di Piacenza, oggi in uso parziale alla Polizia di Stato, popolato fin dal primo Ottocento dalle monache cistercensi. Si passa poi all’Abbazia di Santa Franca, del 1527, poi trasformata nel Teatro dei Filodrammatici. Da qui si può raggiungere San Raimondo, in Corso Vittorio Emanuele: un insediamento del XII secolo affidato, nel 1414, alle monache di San Bernardo. Nella campagna di Pittolo troviamo Santa Maria del Terzo passo, dove Santa Franca di Vitalta si insediò con le sue monache. A Castell’Arquato c’è Santa Maria di Monte Oliveto, costruita nel 1223 dai Visconti. Altra meta di pellegrinaggio o visita è il monte Santa Franca con la chiesa di Santa Maria di Montelana a Morfasso. Qui, nel 1214, nacque il primo monastero cistercense femminile piacentino. Nel parmense c’è Fidenza (Borgo San Donnino) dove un altro gruppo di monache, provenienti da Castell’Arquato, si insediò e, nel 1315, costruì un monastero. Da visitare anche l’abbazia di Quartazzola, nel 1217, affidata ai laboriosi monaci di Chiaravalle, e quella di Fontevivo, fondata nel 1142 dall’abate Viviano, sono sulla via francigena. In quest’ultimo edificio sacro è conservata la tomba del templare Guido Pallavicino. La chiesa di San Martino de Bocci o di Valserena (sorta nel 1298 per iniziativa dell’abate Gifredo di Chiaravalle), nota anche come la Certosa di Parma, chiude questo ideale tour.

Compiani racconta anche della presenza a Fiorenzuola di San Bernardo e dei cavalieri Templari, che avevano la loro sede nella chiesa di Santa Margherita, in corso Garibaldi. A circa 470 anni dal primo passaggio del santo, un gruppo cistercense poi edificò quella che è nota come Abbazia di San Giovanni Battista (ordine degli Umiliati e poi dei Foglianti) e che oggi ospita il municipio.

Lo studioso cresciuto a Fiorenzuola, ma nato a Chiaravalle, ricorda nel volume quelli che sono stati i cistercensi piacentini più importanti, Santa Franca di Vitalta e Giacomo da Pecorara, vicario di Roma.

Ancora oggi la chiesa e lo stupendo chiostro di Chiaravalle sono meta di pellegrinaggio devozionale e turistico. Ogni anno, il 20 di agosto, si celebra il santo con una processione molto sentita e scenografica, da Fiorenzuola a Chiaravalle. Uno degli artefici della rinascita e rivitalizzazione di questa tradizione è stato proprio Compiani.

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