Ruffini-Porcino, gioie biancorosse.Il Sondrio sogna per mezz’ora

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SONDRIO, STADIO CASTELLINA, SERIE D, SONDRIO CALCIO CONTRO PIACENZA CALCIOChe non fosse una trasferta di piacere a base di pizzoccheri e grappa era prevedibile, bastava leggere i giornali valtellinesi per capire come l’ambiente locale fosse carico a mille per affrontare una corazzata da paura come quelle biancorossa. Sondrio-Piacenza e’ il piu’ classico dei testa-coda, non solo sono di fronte la prima e l’ultima della classe distanziate da ben 18 punti,  la peggior difesa contro l’attacco delle meraviglie, ma anche due societa’ agli antipodi come budget, organizzazione ed obiettivi. La piccola societa’ biancoazzurra, formata nella quasi totalita’ da valligiani sfida il “dream team” biancorosso in uno scontro sulla carta praticamente impossibile. Alberto “Bebeto” Bertolini (un passato da onesto calciatore in serie B), vero e proprio guru del calcio valtellinese, prepara inizialmente la trappola per i piacentini: schiera un 4-3-3 molto raccolto in cui la difesa rimane corta ed attenta sulla fasce ed il centrocampo pronto alle veloci ripartenze a supporto del tridente da corsa Speziale-Speziali e Spaggiari. Franzini, chiuso ormai in armadio ogni velleita’ di turn-over, schiera l’undici base con la sola variante di Ruffini centrale sinistro di difesa in luogo di Sentinelli proprio per arginare i rapidi avanti locali. Lo spettro della Varesina si ripropone dopo che il Sondrio, sfruttando un’inizio di partita molto aggressivo e giocato a mille, trova il clamoroso vantaggio sfruttando un inserimento del difensore Colombo che capitalizza una spizzata aggirando la difesa biancorossa. Il Piacenza soffre per una buona mezz’ora l’incapacita’ di creare la superiorita’ sulla fasce dove Franchi e Matteassi galleggiano senza trovare una giornata di gloria; ne segue che gli ospiti si affidano quasi in via esclusiva a palle alte per un Marzeglia ( in giornata di scarso feeling con la palla) ben ingabbiato dagli attenti centrali Colombo e Fiorina. Ci vuole una doppia prodezza del duo inedito Ruffini e Porcino abili a raccogliere  un calcio d’angolo dalla destra  e un delizioso cross di Matteassi per ribaltare il punteggio e ristabilire le gerarchie in campo. Ci si mette anche la passeggiata di Speziali sulla schiena di Saber a ridimensionare il sogni di gloria del Sondrio che in pochi minuti si ritrova dal possibile 2-0 all’ 1-2 ed in inferiorita’ di uomini. Nella ripresa i ragazzi di Franzini vivono nell’amletico dubbio di provare a chiudere definitivamente la contesa cercando il terzo sacco oppure di rimanere a protezione di Boccanera onde evitare il clamoroso pareggio; ne esce un secondo tempo meno intenso del primo in cui i biancorossi col passare dei minuti rallentano la presa ridando fiato e coraggio ai ragazzi valtellinesi. Ci pensa il sig. Vitantonio di Brindisi a riaccendere la tenzone inventandosi un rosso per Contini per un fallo plateale quanto innocuo a centrocampo; tuttavia la ripristinata parita’ numerica non rinvigorisce piu’ di tanto il Sondrio che anzi subisce la rete che mette in ghiaccio il risultato con un bel sinistro del redivivo Minincleri. Il Piacenza sfrutta appieno il turno favorevole allungando ulteriormente sulle inseguitrici stante la caduta della Pro Sesto. Tuttavia Franzini non puo’ dimenticare la prima mezz’ora in cui i suoi giocatori hanno patito l’aggressivita’ degli avversari; in una giornata in cui il tridente offensivo ha giocato sotto le attese ci hanno pensato gli interni di centrocampo a qualificare la manovra, ma contro avversari di altra caratura c’era il rischio di rimanere senza scalpo; in panchina ci sono risorse importanti da valorizzare, giocatori come Galuppini, Minicleri e Cazzamalli forse meritano un maggiore minutaggio. E’ bello ricordare, oltre ai tre punti, l’atmosfera “romantica” vissuta sugli spalti con il pubblico sondriese capace di una insolita (per la D) coreografia all’ingresso delle squadre ma anche sportivo e  commovente nel tributare all’unisono un “salutiamo la capolista” al termine dei novanta minuti. Gesti ed atmosfera di altri tempi.

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