
Il sindaco Romeo Gandolfi apre nuovi orizzonti per lo sviluppo di Fiorenzuola: la promozione turistico-culturale e attenzione per il food. Si toglie poi un sassolino dalla scarpe: “La candidatura alla Presidenza della Provincia espressa dal centrodestra è andata in quel modo perché hanno pesato dinamiche sulle quali non voglio commentare”
La vigilia della Fiera di San Fiorenzo è sempre stata un’occasione per la redazione del Corriere Padano di incontrare il sindaco di Fiorenzuola. Romeo Gandolfi ha puntualmente allargato la partecipazione ad alcuni assessori che via via, immagino, fossero maggiormente idonei ad arricchire l’illustrazione dei contenuti di attualità nel momento considerato. Qualche giorno fa, ad affiancarlo sono stati l’assessore Marcello Minari e Massimiliano Morganti. Più che una intervista è stato un confronto franco su alcuni argomenti che hanno preso il la lontano dal progetto iniziale. Così ho ammesso di essere stato sorpreso favorevolmente, comunque sorpreso, che l’amministrazione comunale avesse pensato ad organizzare la mostra “Da Warhol a Banksy” dedicata ai grandi maestri della Pop e Street art.

Morganti, che ha la delega alla cultura, ha precisato: “L’idea è stata del collega Minari, insieme abbiamo poi lavorato alla realizzazione della mostra-evento con il contributo anche del sindaco. L’avvio è stato davvero soddisfacente, all’inaugurazione pubblico delle grandi occasioni ed anche nei giorni successivi le visite stanno registrando numeri interessanti”. Minari, probabilmente ricordandosi della delega al bilancio, ha poi gettato acqua sul fuoco precisando: “La mostra è stata una scommessa costata una cifra importante ed i conti li faremo alla fine”.

Il sindaco ha dichiarato, in più occasioni, di avere l’ambizione di far tornare Fiorenzuola capitale della Val d’Arda. Se si vuole ottenere il risultato qualche altra scommessa dovrete pur farla…
“Vede, crescere è faticoso mentre cadere lo si fa in un attimo – sottolinea Gandolfi – Abbiamo preso in mano un Comune disastrato, non dal punto di vista dei conti, ma dei lavori trascurati: parlo di strade, scuole, asili, manutenzione del verde, viabilità, servizi e organizzazione degli uffici. Ora ci stiamo impegnando a recuperare terreno: abbiamo inserito immediatamente migliorie dove era possibile farlo e lavorato su progetti che risolvessero le emergenze in profondità, per esempio sul tessuto economico della città. Ora stiamo iniziando a pensare come diventare attrattivi anche per gli altri. Gli eventi culturali di buon livello aiutano la promozione di Fiorenzuola, la mostra “Da Warhol a Banksy” lo sta dimostrando come anche il livello della stagione teatrale del Verdi gestito in autonomia dall’amministrazione comunale”.
Se parliamo di promozione territoriale non si può trascurare il food. “Fiorenzuola città della gastronomia” anche quest’anno ha rinunciato al Festival dell’Anolino l’evento gastronomico più importante…
“Non è stata mancanza di volontà – spiega Morganti – la scorsa primavera erano ancora attive restrizioni Covid che ci hanno impedito di considerare l’opportunità di avviare i preparativi per il realizzo dell’evento. In aprile siamo riusciti a presentare
la Rassegna Gastronomica che si è svolta per tutto il mese con la partecipazione di numerosi ristoranti di Fiorenzuola e della Val d’Arda: presentavano menù speciali dedicati all’Anolino DE.CO della Val D’Arda e alla nostra tradizione gastronomica. Certo il Festival dell’Anolino sarebbe stato un’altra cosa, soprattutto come si è svolto nell’ultima edizione del 2019. Per l’edizione 2023 stiamo pensando come rifarci del tempo perduto”.
Usciamo un momento da Fiorenzuola, dalla promozione territoriale alla politica provinciale. Sindaco, la mancata candidatura a Presidente della Provincia dopo aver visto l’esito della votazione le ha evitato una brutta figura o come molti dicono sarebbe risultata vincente?
“La mia non è una mancata candidatura da parte mia, è stata una scelta dovuta a dinamiche all’interno del centrodestra. Con i se e con i ma è difficile ragionare, non ho una risposta certa…”
Le chiedo allora almeno una sensazione…
“La sensazione è stata che avrei vinto ancora una volta. Penso che ne siano convinti anche i miei assessori. La scelta della candidatura è andata in quel modo perché hanno pesato altre dinamiche sulle quali ho delle convinzioni molto forti, ma mi esonero dall’esprimerle”.
Ne riparleremo con più calma in un’altra occasione. Torniamo a Fiorenzuola per rifare il punto sull’efficientamento dell’ospedale. Lo scorso anno, alla vigilia di San Fiorenzo era appena arrivata la risposta alla richiesta di avvio del Pronto Soccorso ora a che punto siamo? Come funziona l’ospedale?
“Premetto che il tema è difficilmente governabile dai sindaci, nonostante siamo autorità sanitaria non abbiamo capacità di spesa: quindi il nostro ruolo è solo consultivo. La situazione del nostro ospedale registra la conclusione del Blocco B, restano da fare altri lavori che riguardano l’area esterna. Rimane altresì da decidere l’ubicazione del Centro prelievi: ora è ubicato nell’ex Macello, ma l’azienda sanitaria sta facendo la progettazione di una piccola sede all’interno del Blocco A, probabilmente sotto il porticato. Ancora da definire, ma già previste nell’accordo del 2014 e poi nel piano di riordino del 2017, l’avvio della costruzione delle due sale operatorie. Dall’ultimo report che ho, la progettazione è stata avviata e l’idea sarebbe di dare l’inizio dei lavori entro la fine dell’anno, al massimo all’inizio del prossimo. Il tema della Casa della Salute è ancora lì da affrontare: la sede è già stata individuata nei locali dell’ex municipio e attraverso un contratto di cessione del diritto di superficie per quarant’anni all’Azienda sanitaria, la quale utilizzando fondi regionali avvierà la ristrutturazione di tutto l’edificio per renderlo idoneo alla nuova funzione. La risoluzione del tema Pronto Soccorso, cioè che possa funzionare ininterrottamente 24 ore per sette giorni la settimana si sta avviando alla conclusione. L’idea dell’Azienda sanitaria è di ripristinare presto il servizio nella sua interezza, anche perché a Fiorenzuola sono soddisfatte le condizioni di servizio: cioè la presenza di un anestesista rianimatore che nel nostro caso si realizza all’interno del Blocco 3 vocato alla riabilitazione.
Quando parliamo di sanità, teniamo conto che il Covid non ha aiutato, sia come dispendio di risorse economiche sia mettendo a durissima prova gli operatori sanitari causandone la fuga verso altre opportunità professionali. Quindi la partita è ancora aperta. Devo segnalare però che numerosi report, sia da pazienti che operatori, sono promettenti: l’ospedale sta partendo, inizia a ricevere pazienti da ospedali vicini che si rivolgono a Fiorenzuola per la riabilitazione. A mio parere è solo questione di tempo, stanno lavorando e presto raggiungeranno un buon assestamento”.
Il progetto del nuovo asilo a che punto è? Avete avuto accesso ai fondi del Pnrr?
“La risposta del finanziamento accordato l’abbiamo avuta, stiamo aspettando un decreto che ci consenta di procedere”
Il progetto del Parco Lucca invece non è stato accolto…
“Abbiamo presentato il progetto nel settore “Parchi e giardini storici”. I progetti finanziabili sarebbero stati solo 108, e sopravanzare quelli dei capoluoghi di provincia, città metropolitane, consorzi di comuni e province autonome è stato impossibile. Nessun progetto piacentino è stato accettato, mentre a Parma ne sono stati finanziati quattro. Noi comunque ritenteremo”.
Torniamo a Fiorenzuola capitale della Val d’Arda. Non avete mai pensato che una fusione con i comuni di Cortemaggiore, Alseno, Cadeo e Castell’Arquato potrebbe creare le condizioni per un rilancio di tutto il territorio considerato e quindi di Fiorenzuola?
“Sono tutti i comuni che hanno una storia, sarebbe molto complicata una fusione. Esistono altre forme di collaborazione tra comuni, mantenendo la propria autonomia, attraverso l’applicazione dell’articolo 30 del TUEL che regola le convenzioni tra comuni per svolgere in modo coordinato funzioni e servizi. Senza bisogno di arrivare a un matrimonio che poi rischia di naufragare. Per esempio, con il comune di Pontenure abbiamo aperto una convenzione per la gestione dell’ufficio unico del personale: abbiamo appena iniziato, ci siamo dati una scadenza per verificare se funziona. Inoltre, con i comuni che facevano parte dell’Unione Via Emilia Piacentina è in corso una convenzione per la gestione della “Tutela dei minori e disabili” e sta funzionando molto meglio che in Unione, senza arrivare ad un matrimonio che poi rischia di naufragare. Realizzare una fusione tra comuni è molto più difficile, per motivi storici, anche di campanilismo, ma anche per diversa visione del territorio: Castell’Arquato, comune di prima collina, punta sulla valorizzazione turistica del borgo storico, mentre Fiorenzuola posizionata sulla Via Emilia ha esigenze diverse. Può succedere che l’anno in cui non si dovesse intervenire sul borgo gli abitanti resterebbero delusi e si creerebbero delle contrapposizioni con quelli di Fiorenzuola…”
Minari, sottolinea poi come siano state già fallimentari le unioni di comuni, figuriamoci le fusioni: “L’esperienza delle unioni parallelamente alla dismissione delle province sarebbe stata la base per creare unione di intenti tra comuni per la gestione di determinati servizi. La nostra unione, con Pontenure, Cadeo e Alseno, praticamente non era mai partita, era solo un ente sulla carta che non aveva nessun contenuto, le riunioni furono presto disertate. A mio parere il grosso errore è stato dismettere le province che potrebbero essere ancora importanti se si prendessero in carico funzioni problematiche per tutti i comuni: penso alla gestione del personale perché le professionalità reperibili sul territorio sono molto scarse, inoltre si fa fatica a trovare segretari comunali. Le fusioni presentano altresì grossi problemi di relazione tra i cittadini e le amministrazioni: è giusto che gli abitanti di Cadeo, Alseno o Castell’Arquato, informazioni, richieste di servizi, avvio di pratiche e quant’altro debbano recarsi a Fiorenzuola? Se pensiamo che avere un sito internet o avere uno sportello telematico dove i cittadini possono fare tutto con lo Spid sia la panacea di tutti i mali, sbagliamo. La gran parte della cittadinanza fa fatica a reperire le informazioni e chiarimenti online.
I dati Eurostat 2021 ci dicono che, per quanto riguarda le competenze digitali, siamo il quartultimo paese in Europa. Quindi, nonostante il comune di Fiorenzuola sarà premiato per il buon grado di digitalizzazione dei servizi raggiunto, rendere più difficili i contatti personali sarebbe una mancanza di considerazione nei confronti dei cittadini che pagano le tasse per avere servizi efficienti. Quindi non penso che le fusioni possano essere una soluzione. Forse tra piccoli comuni…”
Morganti interviene per sottolineare l’ipotesi appena espressa da Minari ricordando come sia stato possibile realizzare la fusione tra Nibbiano, Pecorara e Caminata istituendo il nuovo comune Alta Val Tidone: “Il numero ridotti di abitanti, circa 2900 sparsi nei tre comuni collinari molto vicini tra loro, poi l’autorevolezza e capacità politica del sindaco Albertini sono stati gli elementi determinanti per il successo dell’operazione”
Nota – L’Unione dei comuni della Via Emilia piacentina che comprendeva i comuni di Alseno, Fiorenzuola, Cadeo e Pontenure fu formata nel 2013, ma ebbe vita breve, visto che solo cinque anni dopo, nel 2018, già si registrava l’uscita dei Comuni maggiori, Fiorenzuola e Pontenure, e successivamente il 1° gennaio 2021 l’Unione è stata definitivamente sciolta.




