
Il sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi esprime il suo rammarico.
Fa poi un primo bilancio di mandato in vista delle prossime “comunali”
“Ci aspetta un grande lavoro di manutenzione, i sogni li lasciamo ad altri”. Si esprimeva così Romeo Gandolfi, sindaco di Fiorenzuola da pochi mesi, al Corriere Padano. Precisava poi: “Il nostro approccio ai problemi si fonda sull’ascolto delle persone, affrontando la quotidianità con buon senso, senza arroganza. Primo obbiettivo è recuperare una situazione decorosa attraverso una puntuale manutenzione delle strade e del verde urbano…. Maggiore attenzione per gli edifici scolastici… Eliminare il semaforo sul ponte sull’Arda e realizzare una rotonda… Desideriamo che a Fiorenzuola si viva in sicurezza, non solo quella personale al riparo dalla microcriminalità, ma anche quella che riguarda la mobilità delle persone…” E tanto altro, praticamente l’intero programma elettorale che aveva convinto i fiorenzuolani, molto probabilmente sfiancati dalle vicende che riguardavano l’ospedale, a licenziare il Partito Democratico per una nuova esperienza.
Anche allora era la vigilia della Festa patronale di San Fiorenzo,
naturalmente non paragonabile a quella attuale in piena emergenza Covid.
Gandolfi esprime tutto il suo rammarico per aver sospeso la Fiera costretto dall’andamento dei contagi: “E’ stata una decisione sofferta ma ineludibile. Direi di responsabilità. Condivisa con i sindaci dei comuni limitrofi che si sono dichiarati sulla stessa linea: Alseno, Fidenza, Lugagnano. Abbiamo detto no al mercato degli ambulanti e alle giostre, lasciando ai nostri commercianti la possibilità di uscire in strada mettendo fuori banchi e tavoli come succede per le Vetrine in centro. Vengono mantenuti gli eventi culturali in programma: naturalmente l’attribuzione del premio San Fiorenzo, quest’anno in ricordo del medico Tino Testa, primario di Anestesia e volontario della Pubblica, rimasto vittima del coronavirus la scorsa primavera. Sarà organizzata dal Comune e coordinata dal Circolo Cine-Fotografico, una mostra in onore dell’artista concittadino Ugo Borlenghi mancato recentemente. Il Circolo storico, d’intesa con il Comune, aprirà l’Archivio storico per l’esposizione delle mappe di Fiorenzuola a cominciare da quelle del catasto napoleonico: la visita sarà guidata. Purtroppo, in questa emergenza, di più non si riesce a fare.”
Facciamo un passo di lato e consideriamo che tra circa sette mesi si voterà per le comunali anche a Fiorenzuola. Provi a fare una panoramica sui progetti realizzati, quelli in fase di realizzazione che si completeranno entro fine mandato e quelli che purtroppo resteranno incompiuti o addirittura nemmeno abbozzati.
“In campagna elettorale puntavamo molto sulla sicurezza e sul decoro della città intervenendo su strade e piazze. Ci siamo concentrati molto sul centro storico per ottenere visibilità e creare attrattività stimolando un processo economico virtuoso che avrebbe poi consentito di realizzare altri obbiettivi. Gradatamente ci siamo spostati in altre zone della città completando buona parte delle asfaltature in programma. Ricordo, per esempio, che l’asfalto di Viale Vittoria era pieno, non di buche, ma di crateri!
Così come era davvero malmessa via Casella asfaltata di recente.
Abbiamo creato numerosi dossi, attraversamenti pedonali rialzati, per ridurre la velocità degli autoveicoli e aumentare la sicurezza a favore dei pedoni e dei ciclisti.
Ci siamo dedicati con impegno alla manutenzione del verde, più su sfalci, ma soprattutto potature per mettere in sicurezza le alberature. Ricordo che a causa della tromba d’aria del 2017 caddero 50 alberi ad alto fusto e altri 25 furono abbattuti il giorno dopo perché in precarie condizioni.
Certamente rimangono tantissimi lavori da fare, in parte non compresi nel programma elettorale avendone preso coscienza strada facendo. Siamo intervenuti in piazzetta San Francesco, causando non poche polemiche, perché costretti a rimuovere le alberature esistenti che negli anni avevano creato problemi alle fondazioni dei fabbricati vicini. Infatti si vede il cedimento nel convento e nei sottoservizi, la fognatura aveva sollevato qualche tubo. E’ stato rifatto un pezzetto di Piazza Molinari stuccando i cubetti della pavimentazione, poi alcune vie del centro: via Romagnosi, via Gramsci e via Liberazione. Poco alla volta intendiamo procedere nelle vie vicine. A breve inizieranno i lavori in Piazza Caduti, una delle piazze simbolo di Fiorenzuola, dove verrà rimosso l’asfalto e rifatta la pavimentazione con cubetti e lastre, creando anche vialetti pedonali.
L’intervento più corposo è quello dei lavori, ancora in corso, per il rifacimento dell’illuminazione pubblica: stiamo parlando di oltre 3000 lampade, 85 quadri di sezionamento, 10 chilometri di linee interrate da rifare perché in vario modo danneggiate. Quindi un’opera molto complessa che migliora il decoro, la visibilità e quindi la sicurezza. Sicuramente nel tempo, come tutte le grandi opere verrà corretta e adeguata alle nuove necessità.
Vorrei segnalare l’inizio lavori per la realizzazione del parco urbano dell’Arda. Si tratta di opere di sanificazione del terreno che preludono la realizzazione di recinzioni, sentieri, piantumazioni e tutto ciò che occorre alla realizzazione di un progetto a cui teniamo moltissimo. L’idea del Parco è nata considerando la realizzazione di orti comunali per gli anziani. Il passo è stato poi breve per arrivare alla opportunità di un parco giochi per i bambini e un frutteto didattico perché possano imparare a riconoscere le piante. Abbiamo poi aggiunto l’area per lo sgambamento cani e, nella parte dell’area che rimane, la realizzazione di un piccolo bosco urbano”.
Il progetto è davvero interessante, a quando la fine lavori?
“Contiamo di finire entro la prossima primavera, diciamo maggio 2021, questa è stata una partita sorprendentemente difficile, abbiamo dovuto superare mille difficoltà come su altre situazioni.
In campagna elettorale avevamo promesso di aumentare l’organico della Polizia Municipale, ma nonostante le sette assunzioni di cui cinque già perfezionate e due in arrivo non siamo riusciti a tenere il passo dei prepensionamenti e licenziamenti. Il problema esiste ed è condiviso con altri comuni: probabilmente la figura di agente di Polizia Municipale, ex vigile urbano, non è più attraente come una volta.
Parliamo ora dei problemi che avete sul tavolo, alcuni molto divisivi: per esempio le aperture di due nuovi megastore, MaxiDi ed Eurospin, la nuova piattaforma logistica alla Barabasca e per finire l’ospedale ….
“L’ampliamento dell’offerta commerciale va vista con favore, rappresenta una opportunità per il sistema economico locale rimasto ingessato dalla costante politica dei no portata avanti dalle amministrazioni precedenti. Consideriamo poi che molti fiorenzuolani si rivolgono ad altri mercati per gli acquisti più importanti: a Fidenza, Castell’Arquato, Piacenza, Carpaneto…”
La concorrenza di Carpaneto ve la siete cercata. Fu Fiorenzuola a cancellare il mercato domenicale offrendo ai vicini un’occasione che nel tempo ne ha favorito, in buona misura, lo sviluppo…
“E’ vero, fu un grande errore, altri tempi: la situazione era florida e probabilmente si pensava di non aver bisogno del mercato della domenica. Ora non dobbiamo chiuderci. Se ci si limita a difendere il poco che abbiamo finiamo per isolarci. La nostra è stata una apertura ragionata, abbiamo considerato gli sviluppi che ne deriveranno. Alla sola notizia della richiesta del gruppo commerciale MaxiDi, ne sono seguite di altre attività commerciali che volevano insediarsi a Fiorenzuola per beneficiare dell’attrattività che si sarebbe sviluppata con il nuovo insediamento commerciale. Faccio notare che se osserviamo altre realtà paragonabili alla nostra, dove però l’offerta commerciale è più strutturata e articolata, per esempio Castel Sangiovanni, Codogno, Casalpusterlengo, si constata che il fenomeno delle saracinesche abbassate è molto inferiore”.
Il vostro obbiettivo risulta chiaro: rafforzare il brand commerciale di Fiorenzuola, attraverso una maggiore articolazione dell’offerta, aprendo a nuovi operatori. Provi a spiegare, altrettanto chiaramente, le motivazioni che stanno alla base del via libera al progetto della New Cold olandese: la realizzazione di una mega struttura per la conservazione di prodotti alimentari attraverso un sistema di celle frigorifere specializzate.
Le forti critiche riguardano essenzialmente l’impatto ambientale dovuto all’esponenziale aumento di traffico su gomma, la mancanza di qualche vincolo energetico, il consumo di suolo (150.000 mq) e l’altezza degli edifici (42 metri) ritenuta “fuori scala” rispetto ai vincoli urbanistici vigenti.
“Questo intervento si inserisce in una zona già compromessa, dove passa l’autostrada più importante del nostro paese. Quindi già potenzialmente inquinata dal traffico veicolare.
L’insediamento di cui stiamo parlando è un impianto di conservazione del cibo indispensabile per la gestione della filiera alimentare: altamente specializzato ed efficiente dal punto di vista del risparmio energetico. L’altezza richiesta, ritenuta troppo impattante, consente invece di realizzare un impianto che diversamente necessiterebbe di un’area ben più estesa.
New Cold ha magazzini di questo tipo in tutto il mondo e quello di Fiorenzuola sarebbe l’unico in Italia, quindi importante, con un risvolto occupazionale non trascurabile. Sarebbe auspicabile che possano partire altri interventi nella stessa area Barabasca perché finalmente abbia una giusta valorizzazione a beneficio di tutto il territorio”.
Parliamo ora dell’ospedale le cui vicende, nel tempo, non sono state estranee al suo successo elettorale…
“La demolizione dovuta a motivi statici è stato motivo di grande delusione per tutti i fiorenzuolani. La posa della prima pietra, avvenuta nel febbraio del 2016, aveva alimentato nuove speranze scemate, quasi immediatamente, dopo aver constato che i lavori non procedevano. Al nostro insediamento è emerso il problema della contaminazione del terreno causando lavori di bonifica che si sono protratti nel tempo. Contestualmente si doveva approvare il riordino della rete ospedaliera ed è stata l’occasione in cui è venuta l’idea di caratterizzare l’ospedale con la specializzazione della riabilitazione. Alcuni pensano, sbagliando, che sia una retrocessione. Siamo invece convinti che sia un avanzamento perché, mentre prima avevamo reparti tradizionali, oggi puntiamo su un ospedale dalle forti specializzazioni legate alla riabilitazione che saranno a disposizione dei cittadini per visite specialistiche di alto livello. Il primo passo verso, se necessarie, cure o interventi in ospedali altamente specializzati. E’ stata una scelta condivisa da tutta l’amministrazione in vista di un miglioramento dell’ospedale.
Purtroppo stiamo ancora aspettando la disponibilità delle sale operatorie. Per questo muovo una critica all’Usl di Piacenza che, a mio parere, avrebbe avuto il tempo di organizzare la consegna delle sale operatorie funzionanti contemporaneamente alla ultimazione dei locali. Covid permettendo, hanno comunicato, che funzioneranno dalla prossima primavera. Speriamo sia la volta buona”.




