Rolleri:”Dobbiamo comprendere i giovani e nello stesso tempo farci capire da loro”

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Fabbrichiamo il futuro. Imprenditori e Giovani per crescere insieme” è stato il claim della 78esima Assemblea di Confindustria.

Un filo conduttore che orienta una direzione ben chiara: sviluppare quella funzione anticipatrice per lo sviluppo del territorio che il presidente Francesco Rolleri aveva indicato già nel presentare le linee di mandato nel giugno del 2020 quando si era in piena pandemia. Già allora sottolineava la necessità di riprendere al più presto il cammino dello sviluppo e farlo correre anche con strategie e strumenti inediti.

L’idea di aprire il mondo delle imprese industriali ai giovani è maturata nel tempo, lo abbiamo osservato seguendo le mosse di Confindustria durante il mandato di Rolleri: la collaborazione con le scuole è andata via via sviluppandosi attraverso attività di orientamento e formazione fino ad aver dedicato a questo tema un funzionario dell’associazione. La missione è stata quella di gestire i contatti con le scuole riuscendo ad incontrare i circa 2400 studenti delle quarte superiori raccontando il mondo industriale, il ruolo di Confindustria e la valenza dell’assemblea annuale di cui, a bocce ferme torniamo a parlarne con Francesco Rolleri.

Presidente, per Confindustria uno sforzo organizzativo senza precedenti, condividere con centinaia di giovani studenti il giorno più importante dell’anno e renderlo compatibile con le loro aspettative.  Nei giorni successivi l’assemblea cosa ha pensato? Quali sono state le sue sensazioni?

“Sollievo perché tutto è andato secondo i piani. Con un’affluenza di circa 1200 persone nel salone e 950 commensali ai tavoli della cena, qualcosa avrebbe potuto non funzionare. Invece tutto bene: devo ringraziare la nostra struttura interna che ha lavorato da tempo alla riuscita dell’evento. In particolare, il coinvolgimento dei ragazzi ci ha impegnato molto.

Poi i commenti sono stati positivi, in molti casi grandi complimenti. Per fortuna sono poi arrivate alcune critiche, in particolare sull’intervento del presidente Carlo Bonomi.

Dico per fortuna perché, se fossero arrivati solo complimenti probabilmente qualcuno avrebbe mentito.

Bonomi è un uomo molto diretto e aperto, i suoi concetti sono  concreti ed in alcuni casi sono divisivi anche all’interno della platea degli associati. Questo stimola il confronto.

Il suo intervento è stato sicuramente il più importante della nostra assemblea: mi è piaciuto, sostanzialmente l’ho condiviso tranne l’accenno alle rotonde ed alle piste ciclabili che cita sempre come cattivo esempio di utilizzo dei fondi del PNRR.

Ogni volta per me è una pugnalata allo stomaco perché da amministratore locale so quanta importanza, proprio i cambiamenti a favore di una mobilità sostenibile, abbiano per migliore la qualità della vita.

Invece, relativamente alla sua osservazione sulla transizione ecologica, condivido che debba essere fatta con gradualità. E’ mia opinione però che noi europei dobbiamo essere i primi a svilupparla, parlandone anche con Cina ed India, ma la leadership su questo tema deve essere nostra. Per il resto ho condiviso tutto.

Parlando con gli imprenditori è emerso che l’intervento  è stato apprezzato al 100 % da alcuni, per altri quasi per niente ed altri ancora hanno fatto dei distinguo come ho fatto io. Sicuramente è stato molto interessante”

La tavola rotonda è risultata come se la aspettava?

“L’apporto delle due ospiti, Francesca Polti e Camilla Colucci, che assieme a me commentavano i dati forniti dal professor Rizzi è stato utile e funzionale allo sviluppo delle analisi. Io ero tra gli imprenditori che avevano accettato di farsi intervistare dai ragazzi: questi vengono in azienda e ti chiedono, spiazzandoti, se sei felice. Capisco quindi la sorpresa e, in alcuni casi il disappunto, di alcuni associati.

Noi però dobbiamo essere bravi a comprendere i giovani e nello stesso tempo a farci capire. Occorre un reciproco sforzo perché se ci arrocchiamo in quella che è la nostra consuetudine e quotidianità vediamo solo le differenze tra imprenditori e i giovani.  Dobbiamo essere bravi noi a cecare di capirli ed adeguare le nostre organizzazioni a quelle che sono le loro esigenze. Per contro, i giovani devono sforzarsi di comprendere quelle esigenze aziendali che per loro non sono prioritarie”

Presidente, si è speso molto nel sottolineare l’attività delle aziende e parallelamente quella dell’associazione ma il suo intervento ha rallentato quando si è parlato di energie rinnovabili. Può dirci qualcosa in più?

“E’ un argomento che vive una evoluzione quotidiana, inoltre le regole cambiano di regione in regione.

L’opinione della nostra associazione riguardo le normative locali su questo tema, assolutamente strategico e urgente, deve continuamente essere aggiornata comparandole con quelle in evoluzione a livello nazionale. Ribadisco il concetto di urgenza perché sembra non esserci più. È questione di 4 mesi poi toneremo a gridar: al lupo al lupo.

Le scorte di gas caleranno e tornerà ad aumentare il costo dell’energia. Questo è un vizio di noi italiani: vivere le emergenze con grande apprensione e poi dimenticarsene dopo poco tempo. E’ un grave difetto della nostra cultura e della nostra struttura pubblica, mentre di fronte a queste emergenze bisognerebbe lanciare dei piani strutturali importanti e di investimenti per evitare di ritrovarci nella stessa situazione. Non si sta facendo tantissimo da questo punto di vista a livello statale

Dopodiché, come associazione siamo pronti ad intervenire all’interno delle comunità energetiche. Stiamo attivi con il nostro Consorzio Piacenza Energia, gruppo di acquisto che stiamo trasformando in produttore di energie rinnovabili a beneficio dei nostri associati. Per noi il tema energetico è assolutamente, è argomento di lavoro quotidiano: abbiamo un funzionario importante dedicato all’energia e stiamo lavorando su almeno un paio di progetti che ci vedono coinvolti direttamente”

In assemblea non ho sentito alcun accenno ai confronti aperti con le amministrazioni locali, ha solo rivolto loro il saluto iniziale: “Autorità, Cari Colleghi, Gentili Ospiti…”

“Con le amministrazioni locali abbiamo un rapporto molto costante e diretto. I confronti sono almeno settimanali su vari temi: nel contesto dell’assemblea non avevamo temi particolari da evidenziare”

Proviamo ad uscire dal contesto assemblea, propongo alcuni argomenti: problema delle aree, Piacenza Expo…

“Uno dei temi più importanti è sicuramente quello delle aree e soprattutto il fatto che alcune amministrazioni locali tendono a limitarne la destinazione a industriale perché temono che siano funzionali alla logistica e questo, in alcuni casi, rischia di limitare la vocazione industriale manifatturiera del nostro territorio…”

Presidente, l’importanza dell’argomento forse meritava più spazio, considerando anche l’impegno che avete messo nella trasferta a Cannes per partecipare al Mipim dove, per la prima volta, avete guadagnando visibilità e considerazione in un contesto internazionale

“E’ stata una bellissima esperienza soprattutto per la consapevolezza che ne abbiamo tratto: cioè che il nostro territorio è luogo ideale dove investire e portare le proprie attività economiche. Abbiamo avuto modo di capire che tutti i territori italiani ed europei sono in concorrenza tra loro.

Ci ha fatto piacere aver avuto al nostro fianco la presidente della Provincia Monica Patelli, la sindaca Katia e l’assessore regionale Vincenzo Colla”

L’indomani, sia dalla sindaca che dalla presidente, silenzio assoluto…

“Sono temi delicati che vanno a toccare sensibilità diverse a seconda delle maggioranze e quindi tutte le possibilità vanno analizzate caso per caso.

Ribadisco ancora una volta, l’ormai famosa area del Bollone noi continuiamo a promuoverla andando a sottolineare quello che viene detto negli strumenti urbanistici. Quella è un’area potenziale per investimenti strategici: la strategicità la decide l’amministrazione locale. Insisto nel dire che bisogna far sapere che c’è un’area potenzialmente interessata ad un investimento strategico, altrimenti è inutile metterlo all’interno dello strumento urbanistico con quella potenziale destinazione”.

Un commento sulla vicenda Cda di Piacenza Expo, durante la gestazione dell’accordo il vostro silenzio è stato fragoroso …

“Il risultato finale è quello da noi auspicato fin dall’inizio.

Allargare la governance di un ente assolutamente strategico per il territorio piacentino rappresenta un importante valore aggiunto: il confronto di idee fa sempre bene. Se poi aggiungiamo che all’interno del consiglio di amministrazione ci sia anche una nostra vicepresidente è evidente che siamo molto soddisfatti. Piacenza Expo deve essere un attore importante della promozione del territorio.

Ho notato un progressivo miglioramento delle manifestazioni proposte, sia nel numero che nella qualità. Il successo registrato dalla seconda edizione di Hidrogen Expo, la mostra-convegno dedicata alla filiera italiana dell’idrogeno, conferma le grandi opportunità che può esprimere sia dal punto di vista dell’evento fieristico, che di volano per la filiera all’interno del nostro territorio. Su questa opportunità, se ci lavoriamo, riusciremo ad avviare una nuova fase di sviluppo di Piacenza Expo dopo gli ultimi anni di incertezze dovuti soprattutto a situazioni contingenti in un quadro territoriale più vasto.

Vorrei ricordare che la Regione era particolarmente tiepida sulle fiere locali e sembrava volesse portare avanti un progetto di accentramento a cui ci siamo sempre opposti. Un cambio di rotta successivo ha favorito un progetto di rilancio attraverso un aumento di capitale, confermando quindi di voler continuare a sostenere la nostra fiera in un’ottica di sviluppo.  Noi di Confindustria siamo stati i primi ad accettare l’invito ad aderire all’aumento del capitale sociale. Ora vorremmo essere protagonisti del nuovo corso e partecipare sia in fase decisionale che attuativa dei nuovi obbiettivi che si darà Piacenza Expo”.

Presidente, il tempo fugge: giugno 2020 sembra ieri. Per dire che il suo mandato è arrivato all’ultimo chilometro, nel giugno 2024 scadrà. Vuole anticiparci quali saranno gli ultimi impegni dei prossimi mesi?

“Mi piacerebbe che la nostra associazione riuscisse a progettare insieme gli obbiettivi dei prossimi 4 anni. Voglio dire con la partecipazione del più elevato numero di associati possibile. I prossimi anni saranno ancora molto impegnativi: sfide continue, ulteriori cambiamenti, saremo ancora sull’altalena.  Occorrerà essere pronti e flessibili ad interpretare il futuro e saperlo affrontare nel modo migliore.

Quindi mi piacerebbe che si potesse realizzare un piano strategico da ora al 2028: siamo degli imprenditori quindi ci sta che possiamo darci obbiettivi a medio termine anche in associazione”.

Come pensate di procedere?

“Ci stiamo lavorando”

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