
Durante l’ormai consueto consiglio di fine anno, il presidente di Confindustria Piacenza Francesco Rolleri era stato chiaro: “I numeri positivi registratisi già nei primi mesi si sono confermati a fine anno sia per quanto riguarda il fatturato che l’occupazione. Indicano chiaramente un consolidamento della ripresa in tutti i settori grazie ai consistenti incentivi ed al controllo della pandemia”. Riguardo poi il rinfocolarsi della pandemia Rolleri ha ribadito la sua preoccupazione proprio mentre i primi casi della variante Omicron si manifestavano in Sud Africa.
A pochi giorni di distanza il quadro economico è cambiato rapidamente: l’incidenza della nuova variante è cresciuta dieci volte in due settimane costringendo i governi a correre ai ripari con nuove misure, mentre lo spettro del lockdown fa crollare le borse. L’incertezza non piace ai mercati che alimentano così l’inflazione, già a livelli preoccupanti, con forti ricadute sulle quotazioni delle materie prime che già fanno registrare importanti erosioni dei margini operativi. Rolleri non esita a dichiararsi favorevole al vaccino obbligatorio per difendere i familiari e le aziende che sono patrimonio della società.
Fare previsioni diventa più difficile: buona la consistenza del portafoglio ordini, ma gli orizzonti si accorciano sempre più consigliando gli imprenditori ad una maggiore prudenza, costretta a misurarsi con l’esigenza di rapide decisioni.
Confortano i buoni risultati registrati nell’anno in corso in tutti i settori: dalla metalmeccanica alla raccorderia, bene anche gli alimentari, le costruzioni trainate dai bonus, il legno, grafiche e imballaggi, in ripresa il settore comunicazione. Nella logistica si registrano finalmente minori tensioni.
Così come il quadro macroeconomico propone un contesto incerto di difficile lettura, l’ormai consolidata carenza di personale “moderatamente qualificato” evidenzia difficoltà nell’avviare progetti per cogliere nuove opportunità o piani di riqualificazione aziendale.
Per cercare di ovviare al problema, Confindustria Piacenza ha condiviso un iter sperimentale, “La scuola che vorrei” con le università del territorio, i centri di ricerca e L’IISS Mattei di Fiorenzuola per giungere ad una proposta partecipata per il prossimo quinquennio di tutti gli indirizzi della scuola tecnica.
Ad immaginare il futuro ha provveduto il RICT, cluster di aziende con un solido background tecnologico all’interno di Confindustria, offrendo al Comune di Piacenza un progetto di Smart-City IOT denominato “Piacenza Smart City”, titolo dal sapore evocativo come ha sottolineato il presidente Francesco Rolleri: ”Sono orgoglioso del lavoro sviluppato dal Rict perché sarà un punto di partenza per la Piacenza del futuro, città intelligente e pensata per migliorare la qualità della vita dei cittadini.” Da sottolineare la gratuità del progetto donato al Comune il quale non sarebbe stato in grado di organizzare le competenze necessarie.
Rolleri ha poi insistito sulla opportunità di coltivare il reshoring delle aziende che hanno produzioni all’estero invitandole a considerare l’opportunità di insediarsi nel Piacentino.
Presidente ho notato grande convinzione nell’indicare il reshoring come vera opportunità, è a conoscenza di opportunità concrete che possono interessare Piacenza?
“No, sono convinto che le nostre eccellenze di sistema, per esempio il livello di automazione raggiunto, le tecnologie disponibili sul nostro territorio, sono in grado di compensare ampiamente il maggior costo del lavoro. Nessuna timidezza, siamo in grado di spenderci come la migliore officina europea, riportiamo a casa le nostre produzioni.”
Forse per essere più accattivanti occorre lavorare perché tutte le nostre aziende migliorino il loro assetto e si propongano con proposte più aderenti ai cambiamenti in atto …
“Confindustria aveva avviato, prima ancora che scoppiasse la pandemia, all’ interno di una delle linee di mandato, precisamente “Sinergie per lo sviluppo”, un servizio per le aziende che vogliono crescere, soprattutto quelle più piccole: “Spazio crescita” che comprende attività per lo sviluppo di cultura d’impresa, ma anche un luogo di confronto, approfondimento e visione della crescita. Avevamo colto la tendenza, potrei dire l’esigenza, soprattutto per la piccola e media impresa, a valutare la necessità di uno sviluppo in termini di dimensione aziendale per reggere il confronto con competitori più grandi, più strutturati. E’ stato così che ci siamo organizzati per affiancare gli imprenditori nello sforzo e, nello stesso tempo, contribuire a migliorare il nostro tessuto economico composto per la maggior parte da imprese di piccole dimensioni: purtroppo piccolo non è conveniente. Il sistema delle piccole imprese ha retto lo sviluppo della nostra economia per decenni, fino a quando la globalizzazione ha messo in evidenza la carenza strutturale di minore produttività. Questa è una situazione che va assolutamente recuperata ed è per questo che una delle sei linee di mandato, Sinergie per lo sviluppo, era stata dedicata al recupero di una maggiore competitività. Il Covid ha accelerato il processo, ha costretto tutto il mondo a cambiare il modo di lavorare in minor tempo.
Possiamo certo dire che la nostra visione di qualche anno fa ci ha fatto trovare preparati”.
Presidente, ha citato le linee di mandato: a che punto sono le attività messe in cantiere, soprattutto alla luce dell’inciampo Covid?
“Iniziamo dicendo che andrebbero revisionate, le nostre priorità sono necessariamente cambiate. La nostra massima attenzione è ora per il Pnrr: da come saranno gestite le risorse dipenderà gran parte del nostro futuro della struttura economica del nostro paese. Stiamo parlando di investimenti paragonabili per semplificare ad un nuovo piano Marshall a sostegno di opere necessarie per una riqualificazione del nostro paese ai livelli dei maggiori soggetti economici mondiali. Mi riferisco alla rete delle nostre infrastrutture: treni, viabilità stradale, sicurezza del territorio. Confindustria sta partecipando ai tavoli dove si discute di tutto contribuendo ad una corretta analisi ed apportando le proprie esperienze…
Sulla Transizione energetica ed ambientale vedo che “state frenando”: a parte la complessità delle problematiche che interessano tutti i settori produttivi, cosa vi preoccupa maggiormente, ci vedete una eccessiva deriva ideologica?
“Non si tratta di ideologia, a nostro parere siamo di fronte ad una accelerazione troppo elevata per una prima fase, con scadenze ancora da definire: l’industria ha bisogno di tempo, direi di anni, per riconvertire gli impianti, per riorganizzare le filiere mancando le infrastrutture, mancando l’energia. In ultimo, ma non ultimo, il costo di cui fino ad ora si trascura l’entità che ci riserverà sicuramente amare sorprese. Occorre molta prudenza.
Un tema invece su cui sarebbe utile mettere a punto delle strategie dedicando risorse, come ho sottolineato anche in consiglio, è quello del reshoring: quello cioè di riportare in Europa le produzioni trasferite in paesi terzi per sfruttare il minor costo della mano d’opera.
Ecco che allora la candidatura del nostro territorio ad accogliere nuovi insediamenti dettati da un ritorno produttivo potrebbe diventare concreta opportunità: vorrei ricordare che il nostro sistema industriale si caratterizza per una spiccata capacità di sviluppare automazione, per una elevata conoscenza tecnologica di base, disponiamo di una rete di fornitori e servizi di prim’ordine per non parlare della “logistica sotto casa”. A questo punto dobbiamo essere bravi ad attrarre o insediamenti di ritorno produttivo, senza perdere tempo. Una campagna di marketing deve essere assolutamente messa in programma, anche attraverso strumenti di cui già disponiamo, per esempio il sito internet investinpiacenza.it, o altri ancora”.
Visto che ha evocato la logistica restiamo in tema e proviamo a esaminarne alcuni aspetti che stanno interessando le cronache: la continua contrapposizione tra le amministrazioni comunali che licenziano i progetti di insediamento e i cittadini che puntualmente protestano più o meno energicamente.
“C’è un piano provinciale approvato dove i poli sono indicati
chiaramente in tutti i loro aspetti tecnici e caratteristiche urbanistiche. Può capitare poi che amministrazioni più o meno virtuose apportino qualche cambiamento per motivi politici causando le proteste dei cittadini. Ma il problema di fondo è che si fa fatica a prendere atto che i costumi commerciali sono cambiati e che gli acquisti on line continuano ad aumentare in modalità esponenziale. Se acquistiamo on line e ci aspettiamo che ci portino a casa la spesa non possiamo pensare …”
… Che sia Babbo Natale con la slitta trainata dalle renne a fare la consegna. Scusi se mi sono intromesso
“Lei scherza, ma sostanzialmente è così. Il commercio di vicinato sta sparendo innescando una trasformazione che coinvolge l’urbanistica, la mobilità, la riqualificazione immobiliare dei locali, alcuni settori industriali: pensiamo alla trasformazione dei prodotti agricoli, alla produzione degli imballaggi e altro ancora. La logistica non è brutta e cattiva, va certamente migliorata, resa meno impattante e più compatibile con l’ambiente. Rinunciarvi è un sacrificio che avrebbe un costo enorme per la nostra economia”.
Dai poli logistici alle aree verdi, al Parco della Pertite per esempio: l’argomento è ancora la tutela dell’ambiente, qual è la posizione di Confindustria al riguardo?
“E’ presto detto: quando ero sindaco di Vigolzone e capitava di dover provvedere alla manutenzione di una nuova area verde, arrivava sul mio tavolo il conteggio delle spese ed il valore da addebitare a spesa corrente. Questo è il problema, le amministrazioni comunali hanno una capacità di spesa che può affrontare a fatica la manutenzione di qualche aiuola figuriamoci quella di un parco urbano. Dovrebbe rientrare in una pianificazione nazionale attraverso una politica di sviluppo delle aree verdi cittadine che preveda una dotazione di fondi per i comuni. Diversamente penso che il Parco della Pertite resterà un sogno. Sarebbe stato diverso se fosse stato destinato alla costruzione del nuovo ospedale: allora avrebbe avuto senso nell’ambito dello stesso progetto pensare a una zona parco importante”
Presidente, poi ci torneremo, ma dica due parole due, sulle prossime elezioni comunali a Piacenza. Non voglio impegnarla in alcuna valutazione politica, si esprima in rappresentanza di Confindustria.
“Ok, due parole per rivolgere un invito a qualunque sia la maggioranza che reggerà il Comune nei prossimi anni: volate alto, i piacentini se lo meritano. Per dare una svolta occorrono progetti di medio lungo termine, occorre una visione. Provateci”




