
Si dice spesso che i giovani d’oggi, complice la pervasività di una Rete che tutto mette in circolo, ma niente trattiene, siano disabituati a pensare; poco inclini a impegnarsi in attività che li chiamino seriamente in gioco.
Il “Premio Cat”, progetto culturale ed editoriale piacentino di critica cinematografica rivolto ai ragazzi dai 16 ai 25 anni , nato come omaggio all’importante figura di Giulio Cattivelli per il ventennale dalla morte, ci dimostra chiaramente che così non è : molti giovani vogliono essere protagonisti del proprio presente e costruttori proprio futuro.
Il “Premio Cat” ha da poco superato la sua quarta edizione e quest’anno, per la prima volta, si può tenere tra le mani in tutto il suo sviluppo, seppur in tiratura limitata: ha la forma ibrida tra libro celebrativo e catalogo da consultazione che la ventiquattrenne Francesca Imbesi, grafica di professione e associata di Cinemaniaci Piacenza, ha impaginato con cura fin dalla morbida copertina, accostando sapientemente – tra un’edizione e l’altra- illustrazioni e testi e avvalendosi del prezioso aiuto dei collaboratori Cinemaniaci.
È stata una bella sfida riuscire a collegare tutti i pezzi del puzzle di un lavoro durato 4 anni, tra articoli di giornale, recensioni premiate, immagini e stralci di workshop, ma alla fine ci siamo riusciti”- racconta Francesca, felice per il suo primo libro mandato in stampa-.

Già da queste parole si intuisce come quel volume di 124 pagine dischiuda un mondo ampio di vite, fatiche, di bellezza e di emozioni, tutto da scoprire: un universo che vive innanzitutto dell’intuizione e dell’impegno costante di Piero Verani, presidente Cinemaci Piacenza e ideatore del concorso Cat.
“Abbiamo deciso di fissare in un libro la bellezza e lo sforzo di questi quattro anni perché possano rimanere nel tempo,sperando di portarli avanti”- dice lui-.
È infatti Verani, come lui stesso spiega nel libro, che ”si innamora del cinema fin da giovanissimo guardando in sala Iris “Rocco e i suoi fratelli”, Il Gattopardo e Il Vangelo secondo Matteo in una rassegna dedicata proprio a Giulio Cattivelli”, critico cinematografico di riferimento locale e nazionale che il ragazzo conosce sia attraverso i giornali sia, poi, tramite “Al cinema con Cat” (edizione Berti): volume curato da Stefano Pareti e Mauro Molinaroli nel quale molti validi colleghi di Cattivelli l’hanno ricordato con ammirazione.
Dalla passione per il cinema e dall’importanza di Cattivelli per Piacenza nasce quindi la scommessa del presidente di Cinemaniaci: istituire un concorso e premi di critica qualificati in ricordo del Cat, rivolti alle giovani generazioni; non solo per imparare a scrivere recensioni di film e magari farne un mestiere, ma anche per acquisire un pensiero critico autonomo favorito da percorsi di approfondimento tematico con esperti di settore. Un progetto sostenuto con la collaborazione attiva del liceo Gioia e con quella dell’editoriale Libertà e della Fondazione Piacenza e Vigevano; oltre che grazie all’insostituibile contributo degli altri associati Cinemaniaci.
Scommessa pienamente riuscita, se dal 2017 il concorso Cat è andato crescendo per quantità e qualità di approcci, raggiungendo tutta l’Italia; fino ad arrivare al record del 2020, con un sorprendente paradosso: proprio nell’anno di più triste silenzio per il cinema, si è registrato on-line il massimo di adesioni, con ben 226 recensioni entrate nel novero della giuria per le possibili premiazioni finali. Non solo, la qualità di scrittura e di critica dei lavori esaminati è notevolmente aumentata rispetto al passato; “elemento che ha reso particolarmente difficile la selezione degli elaborati”- ha commentato Piero Verani insieme a tutta la giuria.
Un compito quindi non facile per una platea di giurati che ha accresciuto e diversificato i propri componenti, tra critici, registi, attori e persone della società civile: dal presidente Mauro Gervasini (giornalista e consulente per la Mostra del Cinema di Venezia), allo straordinario Alberto Barbera (direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia), fino a Paola Piacenza (giornalista del settimanale Io Donna del Corriere della Sera); passando per Ilaria Feole (redattrice del settimanale Film TV) e Roberto Roversi (presidente di Ucca), solo per citarne alcuni.
Specchio di un panorama sempre aperto a nuove sfide come quello del Cat, che quest’anno per la prima volta si è misurato con il mondo dirompente delle serie tv e l’importante orizzonte dell’ecocinema.
Per intuire la qualità degli scritti basta leggere la recensione-tweet del vincitore di categoria Benjamin Prevosti (25 anni) sul film “Favolacce” dei Fratelli D’Innocenzo- non è facile dipingere meglio il senso del film in 280 caratteri-: “Ma sono solo favolacce, vero?”, si chiude provocatoriamente il tweet alludendo all’inquietudine generata dalla visione.
Ma tutti gli scritti hanno un linguaggio alto, la ricchezza del lavoro meditato e mai improvvisato dei partecipanti, orgogliosi del loro impegno appassionato.
Un vero e proprio atto di “Resistenza culturale” quello messo in campo dai Cinemaci di Piacenza, che ci dice quanti siano i giovani promettenti:basta saperli trovare e soprattutto saperli coinvolgere.




