Hanno ottenuto ampia risonanza mediatica a livello nazionale le “risse” del sabato pomeriggio che da ormai tre settimane vedono coinvolti gruppi di adolescenti in alcune vie del centro di Piacenza. Un fenomeno esploso all’improvviso, senza apparente motivo, ma monitorato con attenzione dagli agenti della Questura guidata da Pietro Ostuni che alcuni giorni fa hanno identificato 63 persone, una ventina minorenni, tutti protagonisti o spettatori dell’ennesima sfida a colpi di pugni. Le forze dell’ordine hanno scongiurato che la situazione potesse degenerare o portare a conseguenze più serie. Proprio per sottolineare i rischi connessi a questa dinamica, spesso partita da provocazioni sui social network, dettate da futili motivi, il questore ha voluto lanciare un appello: “Vorrei invitare questi ragazzi a smettere perché dopo i 14 anni si è imputabili e si rischiano quindi denunce serie. Spesso molti di loro sono solo spettatori, ma anche in questo caso si può restare coinvolti. Rivolgo lo stesso invito anche ai genitori, a prestare la massima attenzione a quello che i figli fanno o dicono, soprattutto per evitare che possano farsi male. Abbiamo anche in programma degli incontri con le istituzioni scolastiche di Piacenza, sensibili a questa problematica”. Ostuni sottolinea inoltre come sia difficile sfuggire alla legge anche sui social: “Ogni scritta, anche se proviene da un anonimo, lascia un segno sulla rete, a cui è possibile risalire”.




