RICT, trenta imprese insieme
nel segno dell’innovazione

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smartcitiesRicerca, Innovazione, Comunicazione, Tecnologia. Le iniziali di queste quattro parole formano l’acronimo RICT, sigla sotto la quale si sono riunite trenta imprese piacentine (ma altre potranno aggiungersi) che sono fortemente proiettate verso il futuro. “Nell’acronimo Rict – spiega il presidente della cordata, il 36enne amministratore di Dinamoweb Alberto Belloni – c’è già la risposta a cosa faremo. Naturalmente un termine come innovazione – prosegue Belloni – contiene tante sfaccettature, perchè ha aspetti diversi per ogni settore: Rict è di fatto un tavolo eterogeneo, ricco di competenze differenti e aperto ad un largo campo di possibili progetti: sulla base delle esigenze delle singole iniziative si formeranno in sostanza dei gruppi ‘ad hoc’, in cui i know how delle singole realtà lavoreranno in sinergia”.
Tra gli ambiti da cui partire, c’è certamente la possibilità di far salire Piacenza sul treno della piattaforma E015. Ambiente digitale di cooperazione per lo sviluppo di applicazioni software basate sull’uso di servizi comuni, E015 digital ecosystem si propone di  favorire l’incontro tra domanda e offerta di beni e servizi da parte del sistema delle imprese a favore dei cittadini, non solo nel periodo di preparazione e di svolgimento di Expo 2015 ma anche per gli anni successivi. Esporre un servizio E015 significa mettere a disposizione propri contenuti o funzionalità in accordo agli standard tecnologici dell’ecosistema: i servizi esposti potranno essere utilizzati – secondo logiche di collaborazione B2B – come “mattoncini” già pronti per abilitare la realizzazione di applicazioni E015 da parte di altri soggetti aderenti. Realizzare una applicazione E015 significa utilizzare i contenuti informativi e le funzionalità di altri soggetti, esposti all’interno dell’ecosistema digitale nella forma di servizi E015, per realizzare o estendere soluzioni software B2C a disposizione dei propri utenti finali.
“Proprio la realizzazione di alcuni di questi ‘mattoncini’- spiega Belloni – sarà uno dei terreni in cui Rict si misurerà: tramite una app, per fare un solo esempio, è ad esempio possibile rendere disponibili i contenuti del database di un’azienda ad altri siti internet, in modo da estendere il raggio di informazioni utili all’utente del servizio”. E’ solo una delle possibilità, di fatto tendenti all’infinito, che le nuove tecnologie possono spalancare anche a Piacenza: “Rict – aggiunge Belloni – parte come costola del Terziario Avanzato di Confindustria, ma cercherà di coinvolgere anche enti pubblici, università e partecipate. Expo 2015 è vicino e la complessità tecnologica della sfida è notevole, ma se c’è la volontà ci sono i tempi per agganciare le chance che l’evento offre. Di certo i tavoli di lavoro di Piacenza, ancor più dei Rict di Reggio Emilia e Modena, dovranno essere nel segno della pragmaticità”. Pragmaticità è una parola che Belloni sottolinea non a caso: le possibili applicazioni per i settori più diversi (dai trasporti alla logistica, dall’informazione alla promozione per il settore enogastronomico, così affine al tema di Expo 2015, etc.) sono potenzialmente innumerevoli.
Piacenza, nel complesso, ha in effetti il dovere di credere fino in fondo di poter essere davvero protagonista nel contesto delle smart cities, le “città intelligenti” in grado di offrire servizi all’avanguardia, e ce la può fare solo come squadra: “L’epoca del fai da te – ha ricordato alla presentazione del Rict Alberto Liverani, presidente della Sezione Terziario Avanzato di Confindustria Piacenza regista dell’operazione – è finita”.
Ed ecco le aziende di Rict: Aat, Adyda, Agorà di F. Merenda & C., Amada Engineering Europe, Atlc Engineering & Telecommunication, Bt Enìa, Capgemini Bst, Dinamoweb, Edita, Icepi, Isi, Infor Piacenza, Inside, Jm Consulting, Nikva, Novasystem, Poste Italiane, RS Records Store, Siet, Sedoc, Selta, Sider Test, Sita, Studiart, Sumarte, Team Memores Computer, Telecom Italia, Ticom, Vbm  Comunicazione, Visual Graphic.

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