La Fase 2 è entrata nel pieno, si può uscire e i negozi hanno riaperto. Tra pochi giorni, con la riapertura di palestre e piscine, il risveglio sarà completo ma si registrano anche tante criticità.

Se da una parte le strade cittadine sembrano piene di persone a spasso, dall’altra i negozi faticano a ingranare. Sì, qualcuno entra e magari compra anche qualcosa ma si fa fatica. Ci sono ancora molti ostacoli per imparare a vivere in questa nuova situazione fatta di distanziamento fisico, attese e dispositivi di sicurezza.
Le norme di sicurezza, ad esempio, faticano a essere rispettate da tutti e soprattutto nel modo giusto. Chi cammina sul Pubblico Passeggio senza mascherina e chi proprio non riesce a rispettare le distanze. Ma il peggio è che a farne le conseguenze, per il momento, sono stati 4 bar di Piacenza, punto di ritrovo per tanti giovani.
Nonostante il lavoro fatto per distanziare i tavoli, mettere la segnaletica e fornire il disinfettante, la multa è arrivata lo stesso. Colpa però del comportamento scorretto dei clienti. E allora sorge spontaneo il problema della responsabilità: dei titolari o dei clienti? “Non siamo sceriffi” dicono i baristi e in effetti non lo sono né per impiego né per autorità, eppure la responsabilità dei clienti ricade su di loro. Una situazione che aggrava le tante difficoltà vissute in questi mesi e che toglie anche un po’ di entusiasmo a questa ripartenza e che forse andrebbe ripensata per il bene stesso del senso civico.




