Regionali e provinciali,
vince lo scontro interno

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Era il favorito delle primarie e sarà ora il favorito a raccogliere l’eredità di Vasco Errani. Stefano Bonaccini è il candidato alla presidenza della Regione Emilia Romagna scelto dagli elettori della coalizione di centrosinistra che comprende Partito Democratico, Centro Democratico, Scelta Civica, Italia dei Valori e Partito Socialista. Gli iscritti sembra dunque non abbiano dato peso all’inchiesta sulle spese pazze che poche settimane fa lo aveva coinvolto (la stessa procura ha peraltro chiesto l’archiviazione). Bonaccini ha vinto sullo sfidante Roberto Balzani 55,3% a 44,7%, anche se quest’ultimo era riuscito a prevalere nei seggi della città. Una sfida che riguardava soprattutto il Pd e che nella nostra città vedeva contrapposta da una parte la vecchia guardia capeggiata dalla parlamentare Paola De Micheli che ha appoggiato il vincitore Bonaccini e dall’altra l’entourage della segreteria renziana retta da Molinari che, rimasta orfana di Matteo Richetti, aveva deciso di sostenere l’ex sindaco di Forlì.

Una contrapposizione che ha vissuto solo il primo atto e che si ripeterà domenica prossima 5 ottobre in occasione delle consultazioni nei circoli per la scelta dei candidati consiglieri, operazione che ancora una volta dovrà dimostrare la tenuta di un partito con più anime e tanti appetiti.
Di recente il Pd ha approvato e licenziato il Regolamento per le consultazioni tra gli iscritti, strumento attraverso il quale saranno individuati e scelti i quattro candidati (due uomini e due donne) che andranno a rappresentare Piacenza nella lista ‎del Pd alle prossime Elezioni Regionali del 23 novembre. I primi quattro nominativi che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze saranno i candidati alle regionali ‎per il Pd di Piacenza. “Il Partito Democratico di Piacenza ha voluto consentire la massima trasparenza e libertà nel favorire le autocandidature, senza garantire rendite di posizione o privilegi e ha inteso sottoporre agli iscritti la scelta dei propri candidati in Regione stimolando il confronto e auspicando partecipazione nelle consultazioni stesse” ha scritto in una nota il partito.
Le indiscrezioni trapelate finora danno il consigliere regionale in carica Marco Carini in procinto di rinunciare. Per il momento i nomi più accreditati sono quelli dell’assessore regionale uscente Paola Gazzolo, dell’ex sindaco di Podenzano Alessandro Ghisoni, dell’assessore al Commercio del Comune di Piacenza Katia Tarasconi del segretario provinciale Gianluigi Molinari e della componente della segreteria di Oltre le correnti Elisabetta Rapetti. Con una eventuale vittoria di Bonaccini, il Pd piacentino potrebbe sperare di incassare un assessore e due consiglieri regionali.

PROVINCIALI
Altro appuntamento elettorale, ancora più imminente, è quello delle Provinciali in programma il 12 ottobre con il centrodestra, già sfavorito dai pronostici, diviso e litigioso. Al momento in cui si va in stampa è atteso l’esito del ricorso al Tar di Parma contro l’esclusione della candidatura di Luigi Bertuzzi. A formalizzarlo tramite l’avvocato Luigi Salice sono state le segreterie di Forza Italia, Nuovo Centrodestra e Udc, ovvero i partiti che compongono la coalizione che sosteneva Bertuzzi. Il Tar deve stabilire se l’errore commesso in sede di deposito di candidatura (vizi formali ravvisati dall’Ufficio elettorale della Provincia) sia sostanziale, in tal caso verrebbe confermata l’esclusione, oppure il contrario stabilendo così la riammissione. Ma a sorpresa e in extremis, nei giorni scorsi è arrivato anche il controricorso promosso dalla Provincia che non ci sta a vedere delegittimato il proprio lavoro di verifica e controllo.
Ci sarebbe lo zampino del presidente uscente Massimo Trespidi che, pur vicino al Ncd (partito che ha promosso il ricorso) non avrebbe esitato ad avallare l’operazione del controricorso, così da togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Una situazione descritta come “ridicola” da Fratelli d’Italia-An: “A coprirsi di ridicolo c’è sempre tempo, ma vi è chi vuole primeggiare anche in questo. L’esclusione per vizi formali della candidatura a presidente della Provincia di Luigi Bertuzzi, sostenuta da Forza Italia e NCD, è la conferma che al peggio non c’e’ limite. Eppure sarebbe stato così semplice rendersi conto che nel centro-destra non si riusciva ad esprimere una candidatura unitaria per evitare di andare incontro ad una figura barbina. Non avremmo votato Bertuzzi e lo abbiamo subito detto chiaramente. Certo e’ che dopo avere presentato la sua candidatura come frutto di una grande operazione politica – continua la nota – non rimane che rilevare come si sia mostrata molto piccola, per non dire nulla, la capacità di renderla effettiva da parte dei suoi sostenitori. Una sola domanda sorge spontanea: fino a quando il dilettantismo di pochi continuerà ad arrecare danno all’immagine – e non solo – del centrodestra piacentino?”. Per Francesco Rolleri, candidato del centrosinistra, strada spianata verso la conquista della presidenza dell’ente di via Garibaldi. L’unico ostacolo sul suo cammino potrebbe essere semmai il fuoco amico.

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