Per un Roberto Reggi che ha spiegato in una recente intervista alla web tv Zerocinqueduetre che la politica “entra nel sangue” e che torna a cantare vittoria con il trionfo di Matteo Renzi, c’è un Andrea Paparo che annuncia le dimissioni da assessore provinciale e da consigliere comunale e inizia una nuova carriera come direttore di Confapi Piacenza.
Opposte, quindi, le scelte di quello che è stato l’unico sindaco di Piacenza riconfermato con il nuovo sistema elettorale e di quello che è stato il candidato sindaco del centrodestra alle più recenti elezioni comunali.
Vero che Reggi ha sottolineato come sia orgoglioso di avere un mestiere (in questo periodo, come ingegnere, è sugli impianti idroelettrici alpini), ma indubbiamente la schiacciante vittoria del sindaco di Firenze alle primarie del Pd (anche nella nostra provincia: 65,1% contro il 20,1% di Cuperlo e il 14,7% di Civati), che rottama un’intera classe dirigente, riconsegna all’ex primo cittadino di Piacenza un ruolo da primattore sulla scena politica.
Ruolo che al contrario Paparo volutamente abbandona per una “stimolante esperienza professionale”, con una decisione che potrebbe sorprendere (e forse deludere?) alcuni, specialmente tra i suoi elettori e sostenitori, ma della quale Andrea aveva in realtà seminato diversi e concordanti indizi, solo ultimo dei quali il silenzio e il mancato schierarsi nel momento della scissione del Pdl con la ri-nascita di Forza Italia per Berlusconi e il varo dell’Ncd per Alfano.
“Ho deciso – ha scritto Paparo sulla sua pagina Facebook – di abbandonare un panorama politico da cui mi sento sempre più estraneo. Credo ci sia un tempo per tutto. Non ho mai creduto nei posti a vita, e credo, dopo circa 15 anni di attività consiliare, che sia giunto il momento di lasciare il mio posto da Consigliere. Ritengo in primo luogo di dovere una spiegazione a tutti i piacentini che alle elezioni Amministrative, chiamati a scegliere il nuovo Sindaco, hanno indicato il mio nome oppure hanno legittimamente fatto altre scelte. Nel ringraziarli per la fiducia che hanno avuto in me e rispettando le decisioni di tutti, ci tengo a rimarcare che la mia scelta di lasciare l’Aula non è stata affatto premeditata. Per 18 mesi ho cercato di interpretare nel migliore dei modi, e senza pregiudizi, il mio ruolo, dando all’Amministrazione il tempo di iniziare a lavorare. L’esito del lavoro del Sindaco, della Giunta e del Consiglio è sotto agli occhi tutti. E’ una dolorosa verità che va guardata in faccia al di là delle ipocrisie: a Piacenza – e al Paese – servono una visione a lungo termine, il coraggio e la capacità di fare scelte, l’onestà di dire ai cittadini come stanno realmente le cose. Lo dico con rammarico: la forte contrazione dei trasferimenti statali, unita ad una insostenibile incertezza sulle politiche fiscali portata avanti principalmente dagli ultimi Governi, non permette più agli Enti locali di essere il luogo dove poter prendere decisioni importanti, quindi non sento più mia questa partita. In Italia, vecchie rendite di posizione, la mancanza – in tutti i settori – di un ricambio generazionale vero, basato su merito, responsabilità e opportunità, ci stanno portando verso il nulla. A dominare il dibattito, anziché i problemi dei cittadini e delle imprese, sono gli interessi particolari e gli egoismi, che, ormai da tempo, ci impediscono di avere una visione ed una prospettiva comune. Ho provato a proporre un’idea diversa di città, ma non ci sono riuscito; spero che quel progetto possa proseguire anche se, prendendo una decisione non “alla moda”, mi faccio da parte. Continuerò, come ho cercato di fare in questi anni – ma nel mondo privato – a lavorare in maniera concreta in favore del territorio e a sostegno dell’occupazione e delle imprese, che, assieme alle famiglie ed al ceto medio, sono le vittime predilette della crisi e di questa politica sorda e miope. Non trovando più le motivazioni di un tempo non voglio stare qui a scaldare la poltrona. Preferisco lasciarla a un giovane motivato. Credo anche che sia lecito, dopo anni di impegno, guardare avanti, in cerca di nuovi stimoli e nuove sfide personali. Per tutte queste ragioni ho formalizzato le mie dimissioni dalla carica di Consigliere Comunale”.




