Reggi: “Ripartiamo dai servizi alle persone e dalla scuola”

0
Roberto Reggi

Ripartiamo dai servizi alle persone” è l’invito di Roberto Reggi riprendendo l’insegnamento di Giorgio La Pira, sindaco di Firenze agli inizi del 1950-1960, secondo cui i servizi, “soprattutto ai più fragili”, erano il primo punto, il punto di partenza a cui seguivano la promozione dello sviluppo economico, dell’identità e della coesione sociale.

“Se questo insegnamento aveva senso allora, nel periodo della ricostruzione post seconda guerra mondiale, ha ancora più senso oggi, all’inizio della cosiddetta fase 2, che tutti considerano fondamentale per la ripartenza del nostro Paese” continua Reggi facendo notare come attualmente si tenda a focalizzarsi soltanto sulla ripresa delle aziende.

Reggi si chiede poi come si può immaginare di far ripartire le aziende, quando tutti i dipendenti o quasi, in assenza di servizi, si sono dovuti riconvertire in educatori a tempo pieno per i loro bambini e ragazzi, o in assistenti domiciliari per i loro anziani o disabili. Sottolineando che la situazione continuerà allo stesso modo se il lavoro riprenderà ma lasciando indietro scuole, asili e centri di assistenza.

“Ecco la sfida sulla quale le istituzioni in modo innovativo si devono impegnare”, prosegue Reggi. “A meno che non immaginiamo un futuro prossimo che si prefigura come un ritorno al passato. Aspetti di cura a carico delle donne, magari in smart working e uomini al lavoro.
Sono convinto che questo non sia il volere della nostra comunità, e la voglio derubricare come provocazione
“.

La scuola deve essere la prima preoccupazione del Paese. È ferma e tocca tutte le famiglie. “Serve un dibattito, un progetto, che capitalizzi le innovazioni che questa quarantena ci ha forzatamente obbligato ad usare, ma che ripensi anche all’uso degli spazi, riprogettandoli e attrezzandoli, per risolvere il problema dei distanziamenti che interesseranno tutti i servizi alla persona”. In alternativa si prospettano dei servizi ridimensionati che non sapranno accompagnare adeguatamente la ripartenza, con disagi che non saranno solo quelli economici, ma sociali e umani.

Possiamo essere un laboratorio, che dopo tanta sofferenza, si rivolge alle migliori energie e saperi della città per creare modelli di welfare nuovi. E su questo Piacenza ha sempre dimostrato di avere una marcia in più!” conclude con speranza Reggi.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.