Reddito di cittadinanza, l’intervento del presidente dell’Istituto De Gasperi

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La carta del reddito di cittadinanza

La discussione sul reddito di cittadinanza. Se ne sta occupando (anche con un ciclo di audizioni) la Commissione lavoro e previdenza del Senato, in vista della conversione del Decreto-legge 28 gennaio 2019, n.4 (che comprende il trattamento di pensione anticipata “quota 100”). Il Reddito di cittadinanza è, sotto l’aspetto qualitativo e quantitativo, una cosa del tutto nuova. Difficile identificarne un senso prevalente (contrasto alla povertà e all’esclusione sociale? formazione e ricerca attiva del lavoro?) e la profondità della platea di beneficiari (come si è giunti e con quale logica a stabilire i requisiti reddituali per l’accesso al beneficio? C’entra qualcosa la povertà assoluta o quella relativa come definite dall’Istat?).

E’ peraltro certa l’entità del beneficio, una volta riconosciuto.

Articolo 3 – Beneficio economico (destinato al nucleo famigliare, esente a norma di legge dall’Irpef, durata per un periodo continuativo non superiore a diciotto mesi, rinnovabile previa sospensione dell’erogazione per un mese prima di ciascun rinnovo):

– Integrazione del reddito famigliare sino a conseguire un reddito massimo di 6000 euro annui (500 euro mensili) per un nucleo famigliare di una sola persona (moltiplicata per il parametro della scala di equivalenza: 1, primo componente, 0,4 per ulteriori componenti maggiorenni, 0,2 per ogni componente minorenne, per ad un massimo complessivo di 2, 1). Quindi integrazione sino alla concorrenza di un reddito massimo di 12.600 Euro annui.

– canone locazione per intero, fino ad un massimo di 3.360 Euro annui, 280 euro mensili (ma molti sono i poveri che possiedono la casa di abitazione).

– rata mutuo: per intero, fino ad un massimo di 1800 Euro annui.

Questo lo sviluppo del Decreto. Articolo 1: istituzione del Reddito – e della pensione – di cittadinanza; articolo 2: requisiti per l’accesso al beneficio, di cittadinanza, reddituali e patrimoniali; articolo 3: natura del beneficio economico: reddito e pensione di cittadinanza; articolo 4: il Patto per il lavoro: condizionalità del Reddito di cittadinanza per i beneficiari maggiorenni, non già occupati e non frequentanti un regolare corso di studio o formazione; il Patto per l’inclusione sociale, riguardante interventi sociali di contrasto alla povertà; articolo 5: richiesta, riconoscimento ed erogazione del beneficio; articolo 6: le piattaforme digitali per l’attivazione e la gestione dei Patti; articolo 7: sanzioni; articolo 8: incentivi per l’impresa e per il lavoratore; articolo 9: assegno di ricollocazione nella fase di prima applicazione del Decreto, per ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro, con l’affiancamento di un tutor, assegno da spendere presso i centri per l’impiego o soggetti accreditati; articolo 10: monitoraggio del Reddito di cittadinanza); articolo 11: Modificazioni al Dlgs 147/2017 (Reddito di inclusione – REI); articolo 12: disposizioni finanziarie per l’attuazione del programma del Reddito di cittadinanza; articolo 13:disposizioni transitorie e finali.

Considerata la novità dello strumento e avendo ben a mente i vincoli di bilancio e lo scarso esito delle alternative fin qui sperimentate (in particolare, delle politiche a sostegno dell’occupazione), sarebbe francamente troppo facile e non equa una critica demolitoria. Molto meglio se la discussione (un vero e proprio dialogo politico) entrasse nel vivo merito dello strumento, soprattutto rendendo più umane e riducendo condizionalità del beneficio e sanzioni (in particolare l’accettazione di offerte “impossibili” di lavoro) e intensificando e diffondendo in tutto il progetto, a beneficio dello stesso Patto per il lavoro, l’intervento dei servizi e degli operatori sociali (in primo luogo, del servizio sociale professionale).

VOCI E PENSIERI PER UNA NUOVA SINISTRA. L’INTERVENTO DI DOMENICO CELLA A UN CONVEGNO POLITICO. Voci di ieri per il pensiero di oggi. Che fare? Lucidare l’ideale? O ripensare l’ideale “dai piedi” con azioni coerenti ed etiche? Lavoro e occupazione: una proposta alla sinistra e al mondo democratico.

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