Foti e la strada per Roma. “Ma Piacenza è in buone mani”

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Tommaso Foti

Difende la Barbieri, Tommaso Foti, accreditandola di essere “non manovrabile” e capace di adottare posizioni sicure.
Alle accuse di immobilismo risponde che non si possono sottovalutare le eredità del passato, non solo Dosi ma anche Reggi, e ricorda lo scandalo dei furbetti del cartellino che hanno sottratto per un bel po’ di tempo, al governo cittadino entrante, l’apporto di decine di impiegati. “Appena arrivati abbiamo perso da un giorno all’altro 45 dipendenti per l’inchiesta sui “furbetti del cartellino”. – risponde l’onorevole Foti a chi fatica a vedere un cambio di passo rispetto alle amministrazioni precedenti – Piaccia o non piaccia ci siamo trovati pratiche gigantesche che Reggi in dieci anni e poi Dosi in cinque non hanno risolto. Pensiamo soltanto al piano urbanistico dell’ex Acna sul quale pendono tre cause davanti al giudice civile. O alla questione di Borgo Faxhall”.
È un Foti, tuttavia, che non gioca solo in difesa quello che si accinge alle dimissioni da consigliere per dedicarsi esclusivamente al suo compito di deputato. Rivendica, per esempio, “due grandi cose”: la Pertite senza ospedale e il recupero di aree importanti della città. Menziona l’abbattimento dell’ecomostro della Madonnina (brutto e malfrequentato di notte); via Calciati, destinata non solo a ospitare un nuovo supermercato, ma a migliorare decisamente estetica e viabilità della zona.
“Questa amministrazione si è presentata con un programma lineare, avevano detto che in primo luogo volevamo risistemare la città, abbellirla. Speriamo che alla fine dei dieci anni del ciclo Barbieri ci sia una ripulitura urbanistica complessiva, come pure un efficientamento della spesa”, sottolinea l’onorevole di Fdi.

Patrizia Barbieri

E aggiunge: “ Io sono per la discontinuità amministrativa totale, a patto che non costi soldi alla comunità. Faccio l’esempio di piazza Cittadella. C’è un project financing del 2012 per il quale è stato firmato un contratto: questa amministrazione può cercare di vedere se dentro un principio di legalità si riescono a ottenere cose
uguali o migliori di quelle previste, ma non al prezzo di cacciarci in un contenzioso legale penalizzante”. In sintesi, spiega Foti: “La posizione del sindaco è la mia stessa posizione: penso che un clamoroso esempio di discontinuità amministrativa senza spendere un soldo sia stata la scelta di portare l’ospedale via dalla Pertite. Per non parlare della rinuncia all’aumento dell’addizionale Irpef. In una frase: un centrodestra che fa bene il suo mestiere minimizza i danni che ci hanno lasciato gli altri e cerca invece di massimizzare i nuovi progetti”.
Anche sulla spinosa questione di Roncaglia, l’esponente di Fdi punta l’indice contro scelte strategiche operate in passato, giudicando tardive anche le odierne proteste degli ambientalisti. “Sono i piani urbanistici – spiega Foti – che ha votato il centrosinistra a prevedere, e in certi casi da decenni, la destinazione industriale per il cosiddetto “bollone”. Non solo: le stesse carte dicono che a Piacenza tutta la logistica è soltanto lì che si può fare. I comitati dovevano opporsi quando i piani urbanistici erano ancora da approvare. Poi si può anche perdere occasioni di sviluppo e di occupazione. Io sono pronto a ragionare su tutto”.
Esclude, infine, ma non proprio del tutto, la sua candidatura alle europee di primavera: se fosse, sarebbe soltanto per portare acqua al suo partito, una candidatura “di servizio”.

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