Piacentini più poveri rispetto a dieci anni fa: lo rivela la statistica de Il Sole 24 Ore sui redditi degli italiani. A Piacenza il reddito medio pro capite si aggira attorno a 25mila euro (precisamente 25 mila e 187 euro) annui, in calo rispetto al 2008, l’anno dello scoppio della crisi economica e finanziaria. L’indagine mette a confronto i redditi dichiarati in tutti i capoluoghi d’Italia nel 2017 (riferiti all’anno 2016) con il dato del 2009 (riferito al 2008) al netto dell’inflazione: i risultati evidenziano, ancora oggi, i pesanti effetti della recessione sulle tasche dei contribuenti.
L’effetto crisi
Il segnale è chiaro: nonostante la ripresa degli ultimi anni, la situazione reddituale del territorio provinciale fatica a risollevarsi e a raggiungere gli standard degli anni precedenti la crisi del 2008: quel che emerge dal report è – infatti – il calo del reddito medio dei piacentini (-0,75%) rispetto a dieci anni fa. A Parma le cose vanno meglio: il reddito pro capite dei parmigiani è più alto rispetto a Piacenza ed è pari a 27.353 euro. Il trend si conferma stabile, – seppur anch’esso in calo rispetto a dieci anni fa (-0,67%) – , ma con un distacco di oltre 2 mila euro dalla media piacentina.
A Piacenza gli importi dichiarati al Fisco nel 2017 sono più bassi (-0,75%) rispetto al 2008: nonostante il calo, la situazione reddituale dei piacentini si colloca in perfetta linea con il dato nazionale, che certifica un reddito medio degli italiani pari a 25.170 euro.
Le città limitrofe
Il reddito dei piacentini è – invece – nettamente inferiore rispetto alle province confinanti. Milano è la città più ricca d’Italia, con un reddito medio annuo di 34mila euro (34.046 euro). Le province limitrofe si posizionano meglio di Piacenza: oltre a Parma (con una media di 27 mila e 353 euro pro capite), anche a Lodi il reddito medio è più alto rispetto a Piacenza ed è pari a 26 mila e 844 euro. Lo stesso succede a Pavia: nella città lombarda la media reddituale si attesta a 29 mila e 121 euro.
Il reddito degli italiani risente tutt’ora dell’effetto crisi: sono solo 17 su 108 le province italiane con un reddito pro capite in miglioramento rispetto al 2008.
E’ positivo l’andamento di quattro province della regione Emilia Romagna: da Reggio Emilia (+0,10%) a Modena (+0,65%); da Ferrara (+1,08%) a Ravenna (+0,69%).
Segno + solo per 17 Province
Le altre province italiane caratterizzate da un miglioramento della situazione reddituale, sono solo 17: Belluno (+2,06%), Cremona (+0,43%), Cuneo (+0,75%), Fermo (+0,59%), Ferrara (+1,08%), La Spezia (+0,22%), L’Aquila (+5,64% – il dato si confronta con l’anno del terremoto), Lucca (+1,58%), Modena (+0,65%), Pordenone (+0,70%), Ravenna (+0,69%), Reggio Emilia (+0,10%), Savona (+0,71%), Torino (+1,24%), Trieste (+2,15%), Venezia (+0,12%) Verona (+1,13%).
Le province con un reddito medio al di sopra dei 28mila euro pro capite sono, invece, solo sette: Milano (34.046 euro), Bergamo (30.434 euro), Monza (30.376 euro), Pavia (29.121 euro), Padova (28.252 euro), Roma (28.241 euro), Bologna (28.048 euro).
I contribuenti: 73 su 100 a Piacenza
La statistica analizza – insieme ai valori medi dichiarati in tutti i capoluoghi di provincia nel 2017 (redditi 2016) e al confronto con le dichiarazioni del 2009 (redditi 2008)- anche il rapporto tra il numero dei contribuenti e il numero degli abitanti per ogni provincia: la media nazionale è pari al 66,6% (numero medio di contribuenti ogni 100 abitanti). In tutte le provincie emiliane il rapporto tra contribuenti ed abitanti si attesta al di sopra della percentuale nazionale: a Piacenza la percentuale è pari a 73,10 %, a Parma è del 71,5%, a Reggio Emilia è di 69,04%. La media dei contribuenti è al di sopra del 70% a Modena (73,01%), a Bologna, (75%), a Ferrara (77,12%), a Ravenna (74, 27%), a Forlì-Cesena (75,57%), a Rimini (73,70%).




