L’economia piacentina non sta benissimo, ma qualche dato in controtendenza c’è perchè chi esporta ottiene in più di un caso risultati eccellenti: è, in estrema sintesi, il quadro emerso dalla presentazione del “Rapporto sull’economia 2012” svoltasi lunedì 13 maggio al Campus Cariparma. A illustrare lo stato di salute dell’economia provinciale, sulla base dei dati del 2012, è stato come di consueto il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Parenti. Il Pil provinciale arretra (-1,4%) ma meno che in quasi tutte le altre province emiliano-romagnole, ed è la meccanica (+13%) l’unico settore a tirare in un contesto locale nel quale soffrono soprattutto artigianato ed edilizia. Pesa drammaticamente su molte famiglie l’incremento della disoccupazione, salita al 7,4% rispetto ai men che fisiologici 2/3% che Piacenza non molto tempo fa poteva esibire. Un dato per di più viziato – come puntualizzato da Parenti – dal “considerare lavoratori anche i cassintegrati, che hanno sì un contratto ma non stanno lavorando”. Di fronte ad una situazione in cui l’Italia è oggi uno dei soli 4 Paesi al mondo ad avere un Pil negativo, secondo il presidente della Camera di Commercio soluzioni immediate e a costo zero potrebbero essere il rilancio della permuta degli immobili (che potrebbe dar respiro al settore) e l’innalzamento della soglia dei 15 dipendenti (“Bisogna passare ad almeno 20/22) per l’applicabilità dello Statuto dei Lavoratori, che “spingerebbe tanti ad assumere con meno timori”.
Ospite d’onore il professor Alberto Quadrio Curzio, al cui intervento ha voluto presenziare anche il vescovo Gianni Ambrosio: l’economista, sottolineando i punti sui quali l’Italia dovrebbe puntare per rilanciarsi, ha tracciato un quadro lucido e impietoso degli errori di Europa e Governi italiani che hanno contribuito a peggiorare la situazione. Quadrio Curzio ha di fatto suggerito all’Italia, che ha recuperato credbilità sui mercati, di battere i pugni sul tavolo europeo e, al limite, di sforare dagli impegni di pareggio di bilancio per rilanciare il Pil abbassando il cuneo fiscale e saldando i debiti delle PA con le imprese: “In caso di contestazioni – ha spiegato – non dovremmo far altro che ricordare a Germania, Francia e Spagna le occasioni in cui loro per prime hanno eluso gli impegni presi in precedenza, approfittandone per rendere più forte la loro economia”.
In conclusione, l’architetto Giovanni Battista Menzani – insieme a Claudio Pasini, amministratore delegato di Uniontrasporti – ha spiegato come il percorso ciclo-pedonale Bobbio-Rivergaro, possibile aggancio ad un tipo di turismo in espansione, sia realizzabile: necessario, ovviamente, attivare tutte le sinergie indispensabili per catturare i fondi messi a disposizione a livello continentale dalla European Cyclist Federation.




