Rabuffi: “Volontariato, un valore aggiunto”

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RabuffiPerò, Rabuffi. Chi avrebbe mai detto che l’unica iniziativa condivisa da destra e sinistra, passando per l’M5S, avrebbe avuto una matrice rossa, rossa come la bandiera dell’ormai residuale Rifondazione Comunista?
Stiamo parlando del progetto comunale “Attiviamoci per Piacenza”, oggi seguito  proprio da Luigi Rabuff (nella foto)i, assessore con deleghe al Lavoro, all’Ambiente e appunto alla Partecipazione. Perché di partecipazione si tratta.
Breve riassunto: nel 2011 il Comune di Piacenza dà il via al suo progetto di cittadinanza attiva; in sintesi, si tratta di fronteggiare la penuria di mezzi ricorrendo alla buona volontà civica della cittadinanza. Ed è subito successo, perché 201 volontari, pronti al richiamo, garantiscono alle casse comunali, cioè alle tasche dei piacentini, un risparmio di 213mila euro. Ma volontari per cosa? Si va dalla manutenzione del verde pubblico (giardini, aiuole) al fattivo contributo nel tenere pulita la città, dai corsi di informatica al sostegno alle attività del canile, fino alla recente (maggio scorso) collaborazione, grazie appunto ai volontari selezionati,  con la biblioteca, il museo archeologico e l’ufficio turismo. Un ventaglio di attività, insomma, che ha suscitato entusiasmo e proposte nell’intero arco politico rappresentato in consiglio comunale.
“Abbiamo ottenuto un risultato molto buono – spiega soddisfatto l’assessore -. Risultato buono sia dal punto di vista del risparmio sia dal punto di vista educativo: i cittadini ci hanno dimostrato che si può fare qualcosa per la nostra città, integrando funzioni che il Comune, con le sue sole forze, non riuscirebbe ad assolvere. Mi lasci ricordare la bellissima attività del Pedibus, bambini (sono già 237, per un totale di cinque scuole coinvolte ndr) che vanno a scuola a piedi, accompagnati da un adulto, la cura del verde pubblico, l’aiuto in canile, l’insegnamento delle lingue agli stranieri e delle nuove tecnologie alla terza età. Nel 2011, l’anno europeo della partecipazione, abbiamo emesso il primo bando a cui ne è seguito un altro: complessivamente hanno aderito  più di 200 persone. In un primo tempo avevamo bisogno di avere un riscontro certo sulle disponibilità, ora ognuno può proporsi di fare qualcosa anche al di fuori del bando, previa – naturalmente – verifica delle competenze in possesso di ciascun volontario. Partecipano anche le associazioni e non solo i singoli volenterosi individui: il Comitato di via Arata, per esempio, ha preso in cura 110 piante nel giardino dell’omonima via. Gli alpini, straordinari organizzatori dell’adunata nazionale dello scorso anno, hanno appena portato a termine un prezioso lavoro di manutenzione delle panchine del Facsal, a riprova della loro appartenenza alla comunità e del loro impegno civico, e potrei continuare” .
Sì, ma nella pratica come funziona il tutto?
“Chiunque abbia un’idea può sottoporla al Comune, sapendo che tutte le proposte otterranno ascolto e saranno vagliate”.
Tutto bene, ma sorge un dubbio: il ricorso a una sia pur benemerita opera di volontariato non rischia di togliere lavoro a qualcuno?
“No, perché il volontariato integra il lavoro. Chi si presta lo fa secondo modalità e orari a lui comodi e la sua opera si aggiunge, e non sostituisce, a ciò che il Comune fa con i suoi mezzi e le sue risorse. Viceversa i vantaggi sono evidenti e riguardano la collettività: uno studio della Cattolica ha quantificato in oltre 200mila euro il risparmio garantito al Comune dall’attività dei volontari”.
Oltre al risparmio, oggi come oggi fondamentale e doveroso per qualsiasi ente o attività pubblica, ‘Attiviamoci per Piacenza’ porta con sé anche un valore aggiunto immateriale, civico e civile, per intenderci?
“Mi ascolti: abbiamo volontari in qualche caso anche molto anziani, i quali, mettendo a disposizione il loro know how e la loro esperienza continuano ad essere preziosi per la società e questo li gratifica. Il riscontro che abbiamo ottenuto è un bel segnale: la gente ci dice cosa è disposta a fare per darci un piccolo aiuto. I volontari del Pedibus sono quasi tutti anziani, e tra loro e i bambini si crea un rapporto bellissimo, che dà loro molte soddisfazioni. Inoltre, questa iniziativa  ha stimolato tutti e mi piace ricordare la proposta di Tommaso Foti finalizzata a ricorrere al nostro progetto in prospettiva di Expo 2015, ricorrendo a giovani e studenti piacentini in vista dell’accoglienza turistica, di un’apertura dei musei consona all’avvenimento, del teatro, della biblioteca, magari in cambio di crediti formativi. Una buona idea per un servizio che altrimenti il Comune non sarebbe in grado di offrire nei tempi e nelle dimensioni richieste da Expo. Da parte mia ritengo che quella di Cittadinanza Attiva sia un’esperienza in grado di migliorare l’autostima di chi vi aderisce, in grado di fare curriculum e, perché no, di costruire perfino qualche prospettiva di lavoro per i giovani, in un momento storico che da questo punto di vista, come sappiamo, è realmente drammatico”.

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