Qualità della vita, Piacenza in chiaroscuro: male l’ambiente, bene imprese e ricchezza

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Scende ancora, perdendo quattro posizioni in un anno, la città di Piacenza nella classifica stilata da Il Sole 24 sulla Qualità della vita in Italia giunta alla sua trentesima edizione. Il quotidiano ha pubblicato la graduatoria delle province più vivibili valutate considerando 90 indicatori divisi in sei aree tematiche. Il numero di indicatori è aumentato da 42 a 90, divisi in sei macro aree tematiche che indagano altrettante componenti dello star bene. Le classifiche di tappa sono Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Ambiente e servizi, Demografia e società, Giustizia e sicurezza, Cultura e tempo libero. In testa alla classifica è ancora Milano, davanti a Bolzano, Trento, Aosta e Trieste. In fondo Foggia, Crotone e, ultima Caltanissetta.


Piacenza si piazza al 44esimo posto ma già nel 2018 la nostra città aveva perso terreno, passando dalla 35esima posizione del 2017 alla 40esima.
Una fotografia in chiaroscuro, in realtà, quella che ritrae Piacenza: penalizzata soprattutto dagli indicatori ambientali (addirittura 96esima), ai primi posti per la ricchezza (11esima) e i depositi bancari (decima). Bene anche affari e lavoro (27esima) e reddito medio complessivo per contribuente (ventesima in classifica). Al 59esimo posto per demografia/società e al 58esimo per giustizia/sicurezza. A metà classifica anche per cultura e tempo libero (44esimo posto). Andando nel dettaglio, siamo messi male per le polvere sottili (93esimi), la produzione di rifiuti pro capite (106esimi), l’emigrazione ospedaliera (94esimi), i consumi di farmaci per asma e bronchi (93esimi), la mortalità per tumore (98esimi). Ma ci salva l’economia: oltre a ricchezza e depositi bancari, siamo in buona posizione per città smart (23esimi), export (11esimi), rata media mensile per mutui e disoccuppazione giovanile.
“Dal rapporto del Sole 24ore emerge una fotografia realistica della città di Piacenza – ha commentato Paolo Rizzi, direttore del Laboratorio di economia locale dell’Università Cattolica di Piacenza – L’inquinamento è il nostro vero tallone d’Achille, bene la ricchezza, i consumi, gli e affari e il lavoro, come sapevamo. Gli indicatori sono chiari, ora occorre rifletterci e lavorarci”.

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