
Qualità della vita, Piacenza perde ancora terreno nelle classifiche nazionali. Nell’anno in cui Trento festeggia il primato nell’indagine sulla vivibilità delle province italiane di Italia Oggi (realizzata con l’università La Sapienza di Roma e in collaborazione con Cattolica Assicurazioni), la nostra città si piazza al 32esimo posto perdendo ben quattro posizioni. Un primato, quello di Trento, che ricalca un successo ormai consolidato negli anni, seguito da Pordenone e Sondrio. Agli antipodi, Agrigento: caso paradigmatico di realtà del Sud con problemi strutturali atavici irrisolti, figura nell’ultimo posto della classifica, quest’anno relativa a 107 province, non più a 110 (quelle sarde si sono ridotte da otto a cinque).
Nel complesso, nel 2019 la qualità della vita in Italia risulta complessivamente migliorata con 65 su 107 province italiane in cui la qualità di vita è buona o accettabile: un dato che risulta il migliore degli ultimi cinque anni. In quest’ottica, quindi, spiace ancora di più il dato piacentino che fotografa un trend in discesa (Piacenza era ventesima nel 2017).
La nostra città mantiene un’ottima posizione (nona) per quanto riguarda Ricchezza patrimoniale pro capite (290 mila euro) e per Ricchezza reddituale (21mila euro), undicesima, e spicca nella categoria Affari e Lavoro all’ottavo posto, in virtù dell’alto tasso di occupazione.
Buono anche il livello di Scolarizzazione con la 17esima posizione per possesso di diploma e la 36esima per numero di laureati. Benino il Tempo libero: 45esimi per ristoranti, 25esimi per bar e 24esimi per cinema.
Male l’Ambiente, dove Piacenza si piazza a metà classifica ma dove precipita nella 80esima posizione per concentrazione di biossido di azoto, alla 66esima per concentrazione di Pm10, e addirittura alla 104esima per produzione di rifiuti urbani con 735 chili all’anno pro capite.
In tema di Sicurezza siamo messi male: al penultimo posto per numero di omicidi colposi e preterintenzionali, al 76esimo per il tasso di lesioni dolose, al 99esimo per reati connessi alla prostituzione, al 76esimo per numero di furti e borseggi e furti in appartamento (76esimi). Per l’analisi di questi dati, però, bisogna tenere in considerazione l’elevato numero di denunce.
Alto l’indice di Immigrazione (15esimo posto), più basso quello che riguarda l’Emigrazione (75esimo posto).




