
Dal 23 novembre al 30 marzo, la Fondazione di Piacenza e Vigevano ospiterà una mostra dedicata al celebre fotografo piacentino Prospero Cravedi, presso la sede di via Sant’Eufemia 13. L’evento, intitolato “Piacenza, la città che cambia. Luoghi e volti della realtà urbana”, è curato dal critico d’arte Paolo Barbaro e promosso in collaborazione con il Politecnico di Piacenza e il Comune. Cravedi, descritto da Barbaro come “un angelo della cronaca che fotografava ad altezza d’uomo”, ha documentato per anni la vita urbana di Piacenza, cogliendo con il suo obiettivo momenti cruciali della comunità locale, dalle celebrazioni nei cortili agli eventi sportivi allo stadio.
La mostra vuole rendere omaggio alla sua capacità di raccontare la trasformazione della città e di rivelare l’identità collettiva attraverso immagini intense e autentiche. L’esposizione non solo celebra il talento di Cravedi, ma sottolinea anche l’importanza della memoria storica e dell’impegno nel preservare la storia cittadina.
Nel 1954, Prospero Cravedi, giovane fotografo piacentino, realizzò il suo primo importante reportage documentando lo sgombero della sede della Camera del Lavoro di via Borghetto. Questo evento segnò l’inizio di una carriera brillante e appassionata, caratterizzata da un forte impegno nel raccontare la vita sociale e politica di Piacenza.
La capacità di Cravedi di catturare momenti cruciali e di raccontare storie attraverso le immagini lo portò a diventare una figura chiave della fotografia documentaristica piacentina. Il suo lavoro riflette un profondo senso di umanità e una dedizione al racconto visivo della realtà, immortalando eventi importanti e persone comuni con autenticità.
Le sue fotografie, realizzate anche per La Libertà, narrano la vita di una comunità in varie sfaccettature. Oltre alla collaborazione con le testate locali, Cravedi costruì un archivio ricco di testimonianze visive che narrano la storia e l’evoluzione della città. La sua eredità fotografica è oggi curata dalla famiglia, con Angela Cravedi e i figli Gianni ed Ettore, che continua a preservare e valorizzare il patrimonio lasciato da un fotografo capace di coniugare arte, cronaca e impegno sociale.
Prospero Cravedi, pur non essendo un fotografo specializzato in architettura, ha saputo rappresentare Piacenza attraverso i suoi luoghi, figure significative e edifici, rendendo l’Archivio Cravedi una risorsa preziosa per la comprensione della realtà urbana, anche contemporanea. L’archivio di Prospero Cravedi (1935-2015), composto da oltre un milione di immagini, racconta la storia del Novecento piacentino e italiano.
Nel 1977, il Comune di Piacenza pubblicò un piano urbanistico illustrato interamente con fotografie di Prospero Cravedi. Queste immagini costituivano un saggio visivo sulla condizione urbana. Le fotografie di Cravedi integravano gli edifici con il contesto e riflettevano la comunità attraverso i volti e i comportamenti, narrando con empatia le storie che conferiscono dimensione storica e sociale alla città.
La mostra “Piacenza, la città che cambia. Luoghi e volti della realtà urbana” è stata sviluppata a partire dalle immagini del 1977, con una selezione approfondita dell’archivio Cravedi per creare un ritratto della città focalizzato su architettura e paesaggio urbano. L’obiettivo è raccontare la città oltre la semplice qualità degli edifici, includendo quelli nuovi, storici e abbandonati.
La mostra presenterà oltre 150 fotografie divise in sezioni tematiche: “Un’idea di città” sul lavoro urbanistico del 1977; “Fuori porta” sui margini urbani e sociali; “Dalla cattedrale al sarcofago” sulla centrale nucleare di Caorso; “I frati, le suore, la gente” sugli edifici storici trasformati; “Coltivare la città” sulle aree cambiate nel dopoguerra; “Lo sport in città” sulle attività sportive e il loro contesto; “Uno nessuno centomila” sulla vita comunitaria quotidiana; “Ci vediamo” sulla socialità e “L’arte abitata” sulla fruizione culturale.
L’ingresso alla mostra è gratuito. Sarà possibile visitare la mostra liberamente il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. Dal lunedì al venerdì è necessaria la prenotazione




