Si scontra con la dura realta’ del girone A della Lega Pro il Pro Piacenza di William Viali; chi sperava in un campionati di maggiore tranquillita’ deve per ora riporre e rimandare le proprie speranze. I rossoneri devono far fronte ad un raggruppamento senz’altro piu’ complesso a livello tecnico con formazioni di calibro superiore nei confronti del girone centrale ma devono anche maturare delle riflessioni su se stessi. Pordenone e Padova ci consegnano un Pro ancora tutto da decifrare: domenica erano in campo solo due reduci dello scorso campionato (Bini ed Alessandro) e, nonostante lo schema tattico sia speculare a quello di Franzini (4-4-3), le differenze sono ancora sostanziali. Se la difesa sta comunque fornendo buone risposte considerando ancora il rodaggio degli esterni Calandra e Ruffini ed in attesa del recupero di due difensori di sicuro affidamento come Sall e Rieti con la conferma di Bini come centrale di sicuro affidamento e di esperienza e con alle spalle un portiere come Fumagalli che non sta facendo rimpiangere le prodezze di Alfonso. E’ dal centrocampo in su che si addensano le prime perplessita’: persa per ora la mobilita’ e di polmoni di Barba, l’intera intelaiatura passa per i piedi e la testa di Carrus ed Aspas chiamati sia a proteggere i quattro in linea dietro che ad innescare il tridente offensivo, fino ad ora mentre lo spagnolo nell’unico match in mediana sembra fornire qualita’ tecniche e capacita’ di inserimento unite ad una duttilita’di ruolo interessante , e’ da rivedere il rendimento del sardo che da uomo cardine deve essere in grado di diventare uomo di riferimento anche per i compagni meno esperti e dettare con maggiore continuita’ i ritmi di una formazione che soprattutto in terra veneta ha difettato in personalita’ e collegamenti tra i reparti avanzati. Il tridente offensivo ha in Rantier e Cristofoli due elementi ancora tutti da scoprire, ad entrambi va data fiducia e tempo, in particolare l’ex attaccante del Castiglione necessita’ di una maggiore abitudine sia per il fisico prorompente e sia perche’di fatto e’ all’esordio nella categoria mentre il francese e’ chiamato a non far rimpiangere le sgroppate di Matteassi che tanto sono risultate determinanti con Franzini e che hanno permesso ad Alessandro di trovare quegli spazi vitali per la via della rete.




