La sconfitta di misura di Pontedera ricaccia sul fondo della classifica il Pro Piacenza, il pareggio del San Marino per la logica degli scontri diretti condannerebbe oggi i rossoneri alla retrocessione diretta tra i dilettanti; troppo grave e pesante l’esiguo bottino di 2 punti nelle ultime sette giornate per poter sperare in un esito diverso. Il San Marino, pur senza un passo da centometrista, e’ riuscito a risucchiare dopo la sconfitta al Garilli quel gap di 5 punti di svantaggio che parevano aver messo al riparo la squadra di Franzini dall’incubo della coda del gruppo. Sicuramente il Pro Piacenza ha ancora tutte le attenuanti del caso , tra infortuni e squalifiche mancavano a Pontedera ben 5 titolari, certo e’ che nonostante le assenze, i rossoneri possono e devono dare di piu’ in questo rush finale di tre partite. Il nuovo modulo che prevede un ritorno all’antico con uno schieramento piu’ coperto con un centrocampo folto e tre centrali di ruolo, riporta il Pro alle antiche origini di un girone di andata giocato in modo oltre modo coperto e con una sterilita’ offensiva preoccupante. Quel che inquieta maggiormente e’ il fatto che, iniziative personali ed estemporanee a parte, la squadra sia tornata a faticare oltre misura in zona gol con il suo uomo migliore (Matteassi) chiamato ad un ruolo di fatica a centrocampo a discapito della qualita’ offensiva. Certo l’intento di Franzini e’ lodevole; cercare di puntellare in particolar modo il reparto arretrato che viste le assenze definitive di Rieti e Porcino e e le squalifiche a turno di Sall, Bini, Silva e Castellana ha dovuto piu’ di ogni altri stravolgere un impianto difensivo che ad un certo punto era diventato realmente imperforabile, piu’ di ogni altro ne ha sofferto il centrocampo che con Barba, Silva e Porcino aveva trovato un giusto mix di corsa e tattica a supporto del tridente offensivo vero punto di svolta del Pro. Ora invece il modulo a due punte con Alessandro che cerca di svariare per linee orizzontali alla ricerca di palloni giocabili per il solitario Speziale e Matteassi confinato in mediana a far legna, trasformano in una chimera la via della rete rendendo un opaco ricordo le straordinarie folate offensive del tridente offensivo. Domenica contro l’Aquila sara’ una vera e propria “partita dell’anno” contro la formazione abruzzese che nel girone di andata fu l’autentica rivelazione ma che oggi annaspa alla ricerca dell’ultimo treno play-off; vincendo il Pro Piacenza potrebbe di nuovo staccare il San Marino impegnato nella sfida impossibile di Reggio Emilia ed approcciare alle ultime due giornate con due impegni piu’ abbordabili a Gubbio ed in casa contro la Lucchese.




